la musica e i sordomuti

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la musica e i sordomuti

Messaggio  Noemi il Lun Dic 01, 2008 3:20 pm

voglio mostrarvi due video che mi hanno davvero "toccato" e mi hanno portato a riflettere sulla musica e i sordomuti.

Fino a qualche giorno fa credevo che queste due cose appartenessero a due Mondi comlpetamente opposti...
con mia grande gioia ho potuto osservare come questo non sia assolutamente vero!!!
anche se in modo diverso dai "normodotati" anche le persone che non possono ascoltare la melodia possono comunque capire il ritmo e il senso musicale del brano.
Very Happy
buona visione
http://it.youtube.com/watch?v=f4uHvWgi10s
http://it.youtube.com/watch?v=TwpMJ-BHOOo

Noemi

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Re: la musica e i sordomuti

Messaggio  TaniaG il Lun Dic 01, 2008 4:09 pm

Noemi ha scritto:voglio mostrarvi due video che mi hanno davvero "toccato" e mi hanno portato a riflettere sulla musica e i sordomuti.

Fino a qualche giorno fa credevo che queste due cose appartenessero a due Mondi comlpetamente opposti...
con mia grande gioia ho potuto osservare come questo non sia assolutamente vero!!!
anche se in modo diverso dai "normodotati" anche le persone che non possono ascoltare la melodia possono comunque capire il ritmo e il senso musicale del brano.
Very Happy
buona visione
http://it.youtube.com/watch?v=f4uHvWgi10s
http://it.youtube.com/watch?v=TwpMJ-BHOOo

noemi, ho appena visto il primo video e credimi mi sono venuti i brividi, mi sono emozionata...mi hanno colpito le parole di una ragazza che esprimeva la sua emozione e la sua gioia nel sentire e trasmettere la musica attraverso le MANI...
stupendo
grazie noemi
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TaniaG

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Re: la musica e i sordomuti

Messaggio  rosa aromino il Lun Dic 01, 2008 4:29 pm

Mi sono documentata, e pare che l’idea del “clavicembalo oculare” di Castel, macchina sinestetica in grado di eseguire “sinfonie” o “suonate di colori” venne pensata nel Settecento per far apprezzare la musica ai sordomuti, ma, per ragioni tecniche, non fu mai concretamente realizzata. Ne apprezzeremo alcune realizzazioni successive, dei secoli XIX e XX, fino all’organo oculare costruito nel 1993 dal musicologo D. Paquette.
Voglio, però, dirvi cosa è questo <<clavicembalo oculare>>!
Ebbene,il clavicembalo oculare (meglio conosciuto come MUSICA A COLORI) doveva avere la capacità di dipingere i suoni con i colori ad essi corrispondenti, in maniera tale, sosteneva Castel, che un sordo potesse gioire e giudicare della bellezza di una musica tramite i colori ed un cieco potesse giudicare dei colori tramite i suoni; ad ogni nota era associato, secondo studi approfonditi dello stesso gesuita Castel, un colore, che si doveva mostrare allorché si pigiava il tasto della nota corrispondente.
La costruzione di strumenti del genere continuò per l'intero ottocento con l'intento di trovare delle corrispondenze "scientifiche" tra suoni e colori, ma l'epoca di massima sperimentazione fu il primo trentennio del Novecento, quando fu tentato di tutto: organi che producevano sia musica che colori o tastiere che creavano direttamente il colore senza emettere alcun suono.
Ai fratelli futuristi Ginanni-Corradini, meglio noti come Arnaldo Ginna e Bruno Corra studiando i mosaici bizantini di Ravenna, venne l'idea della musica cromatica. Corra cercò di mettere in pratica le idee della musica dei colori, costruendo una specie di pianoforte con 28 tasti corrispondenti a 28 lampade elettriche di diverso colore: premendo un tasto veniva proiettato un colore su una superficie, premendone più di uno i colori si fondevano a formare un accordo di luci. Il metodo rivelò, però, presto la sua elementarità: gli effetti erano graziosi ma non coinvolgenti sul piano emotivo, le fusioni di colore erano incerte, l'intensità delle fonti luminose troppo bassa e non tale da poter essere tradotta in veri e propri "effetti orchestrali".

rosa aromino

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sinestetica

Messaggio  mariarosaria tarallo il Lun Dic 01, 2008 5:07 pm

inesprimibile a parole ciò che l'esperienza del video trasmette. Ricordo un'esperienza simile, proposta in una puntata della serie di telefilm: Saranno famosi.
Grazie, Noemi. Rosa, sai cosa diceva il mio amatissimo Kandinsky? "Il colore è un mezzo per influenzare direttamente l'anima. Il colore è il tasto.L'occhio è il martelletto. L'anima è un pianoforte con molte corde. L'artista è la mano, che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l'anima" Gli esseri umani vanno anche oltre...Laddove non è possibile utilizzare questi linguaggi, riescono a trovare altri canali comunicativi, abbattendo tutte le barriere. Se nel sociale, a livello di pregiudizi, si riuscisse ad abbatterle come attraverso la ricerca, la tecnologia, le strategie più varie che sa inventarsi l'uomo, questa vita sarebbe il paradiso delle pari opportunità.
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Re: la musica e i sordomuti

Messaggio  Emilia Caporaso il Dom Dic 14, 2008 10:09 pm

Ecco una testimonianza di un ragazzo sordo di nome Piero:
"È difficile per una persona udente capire veramente cosa significhi essere sordi. Incredibilmente, la cosa che un sordo desidera di più è il silenzio. Il silenzio dalle amate e odiatissime protesi. Quando sei piccolo ti obbligano a portarle nella speranza di utilizzare anche il minimo residuo uditivo. Da adolescente te le togli di nascosto, cercando scampo a quel continuo rumore di fondo, che accompagna la tua vita, e che a volte ti manda ai matti. Poi da grande, quando metti sul piano della bilancia il vantaggio, che ne trai, e i fastidi, che provi, finisce che rinunci e le riponi nel cassetto: cimelio e ricordo di una lotta perduta. Ma gli udenti, che ne sanno?"

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Re: la musica e i sordomuti

Messaggio  Emilia Caporaso il Dom Dic 14, 2008 10:12 pm

Ecco un articolo del Corriere della Sera :

"La mia musica è per i sordomuti"

All' Argentina Helmut Oehring inventa per Lorca il suono del silenzio "La mia musica è per i sordomuti" Chiude nel segno della qualita' e della curiosita' il Festival RomaEuropa che propone, quale ultimo spettacolo della rassegna, "La casa di Bernarda Alba": si tratta di un' opera da camera che il compositore berlinese Helmut Oehring, 38 anni, ha tratto dal claustrofobico dramma omonimo di Federico Garcia Lorca e che sara' presentato in prima italiana, stasera e domani al Teatro Argentina alle ore 21, in collaborazione con l' Hebbel Theater Berlin, il Theater Basel, il Goethe Institut. La tragedia di Lorca si svolge nella casa dell' anziana Bernarda e delle sue figlie. Il padre e' morto da poco. La vedova esige l' assoluto rispetto del lutto, nessun uomo puo' entrare in casa, nessuno puo' piu' parlare di loro. Per le figlie la casa si trasforma in una prigione, nella quale la nostalgia della liberta' si lega alla speranza di un matrimonio e alla pretesa di amore. Tutto questo viene riletto da Oehring attraverso la musica del silenzio. Lui, che ha lavorato come muratore e giardiniere, fuochista e operaio forestale, perfino sacrestano, e' figlio di genitori sordomuti e desidera come musicista continuare a occuparsi del linguaggio gestuale: "La mia madrelingua", egli afferma, "e' il linguaggio mimico. Ho appreso quello fonetico solo all' eta' di quattro anni e mezzo, le mie musiche sono documenti-dramma che ruotano attorno al problema dell' uso del linguaggio da parte della gente e alle conseguenti relazioni. Il linguaggio e' la reazione a una carenza, il sostituto di una perdita, il riempimento di un vuoto". Dopo avere presentato tre anni fa al Festival di Spoleto un' opera scritta appositamente per i sordomuti, "Dokumentation I", Oehring ora rivisita Lorca attraverso due strumenti: i gesti muti della danza, con le coreografie di Joachim Schloemer affidate all' Ensemble del Tanztheater di Basilea, e il tema del silenzio che viene reso musicalmente "ascoltabile" da un pianoforte, un contrabbasso e una chitarra elettrica. Il controtenore Arno Raunig funge da voce nascosta delle donne mute mentre il mondo maschile, escluso dalla casa, viene reso costantemente presente mediante sequenze di musica elettronica.

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Re: la musica e i sordomuti

Messaggio  Angela Riv. il Gio Dic 18, 2008 4:06 pm

La musica per me è vita.Essa è la mia passione da sempre,da quando ero piccolissima.La musica è legata ai ricordi che accompagnano la nostra vita.Ritengo,inoltre, che sia un ottimo strumento terapeutico per i soggetti con problematiche e disabilità di ogni genere.Insomma la musica "non fa mai male",non è affatto nociva.
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Re: la musica e i sordomuti

Messaggio  maria di nardo il Ven Dic 19, 2008 1:32 am

Angela Riv. ha scritto:La musica per me è vita.Essa è la mia passione da sempre,da quando ero piccolissima.La musica è legata ai ricordi che accompagnano la nostra vita.Ritengo,inoltre, che sia un ottimo strumento terapeutico per i soggetti con problematiche e disabilità di ogni genere.Insomma la musica "non fa mai male",non è affatto nociva.
Angea Rivieccio

Ciao Angela, sono pienamente d'accorda con te, in quanto ritengo che la musica sia un mezzo terapeutico di notevole importanza, utilizzata sia come mezzo di rilassamento che come effetto vivacizzante. Alcuni brani, infatti, possono stimolare i soggetti apatici, altri servono invece a calmare certe forme di iperattività o di agitazione

maria di nardo

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Re: la musica e i sordomuti

Messaggio  maria di nardo il Ven Dic 19, 2008 11:42 pm

Volevo continuare il mio discorso sulla MUSICA come terapia in quanto l'ascolto non deve provocare passività e inerzia ma creare un'atmosfera di partecipazione e di ricerca attiva. Infatti, negli ospedali americani la MUSICA viene utilizzata per le sue risonanze psicofisiologiche in cardiologia, nel settore anestetico, nel settore odontoiatrico, nelle sedute di elettroshock, nel trattamento del sonno, come stimolazione musicale al risveglio e per addormentarsi.

Volevo farvi conoscere alcune notizie apprese durante un laboratorio sulla musicoterapia. Essa fin dall' antichità, secondo la testimonianza di Greci, Arabi, Ebrei e Indù, la MUSICA è stata usata nella medicina come fluido (magico) per guarire; anche nel Medio Evo ci sono esempi di un uso magico del suono e del ritmo. A partire dal 1700 la MUSICA è stata usata in maniera piùscientifica e tecnica.
Ma solo verso la fine del XIX secolo nasce la "MUSICA TERAPIA" :
CHOMET scrive un trattato sugli effetti della musica in determinate malattie. DOGIEL studia la musica nei suoi rapporti con la fisiologia del corpo umano. BINET,COURTIER e SEGUIN misero in evidenza l'importanza della musica nel trattamento della nevrosi e della psicosi. Quindi la MUSICA veniva usata come strumento per attenuare una situazione.
Il primo centro di formazione per musicoterapisti si ebbe nel Michigan nel 1944;
ad esso seguirono associazioni, scuole con centri importanti in Germania, Jugoslavia,Olanda e Australia.
In Italia l'interesse per la MUSICOTERAPIA si è diffuso negli ultimi anni, ed in particolare dopo il I seminario nazionale
di MUSICOTERAPIA a Bologna nel 1973.

QUINDI POSSIAMO DIRE ,SPESSO NEI SOGGETTI CON HANDICAP, LA MUSICA COSTITUISCE L'UNICO MEZZO
DI COMUNICAZIONE E DI COMPRENSIONE.

maria di nardo

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Re: la musica e i sordomuti

Messaggio  orefice.veronica il Gio Gen 08, 2009 3:17 pm

musica per disabili....una formazione in crescita...
sono strategie che arrichiscono la comunicazione facilitata.........La Comunicazione Facilitata

La Comunicazione Facilitata è un metodo che permette a persone con disturbo della comunicazione verbale, con un linguaggio assente, non funzionale o povero, di utilizzare l'indicazione per esprimersi.

Un momento della comunicazione facilitataIl metodo prende forma in Australia negli anni '80 quando un gruppo di lavoro sulla CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) notò che persone con diverse patologie neurologiche che presentavano una compromissione del linguaggio verbale, anche nelle prime fasi dello sviluppo infantile, potevano, imparando ad indicare con una facilitazione, dare risposte che esprimevano un livello di comprensione decisamente superiore al punteggio QI (Quoziente Intellettivo).
Facilitare vuol dire aiutare la persona a strutturare o migliorare la capacità di indicare, ma anche creare una motivazione alla comunicazione.
L'esperienza australiana si è diffusa in poco tempo anche negli USA, Italia, Francia, Inghilterra, Germania, Spagna. Il presupposto del Metodo è che in molti disabili neurologici le patologie si accompagnino ad una incapacità o scarsa capacità di controllo del proprio movimento volontario con una tendenza quindi a strutturare comportamenti ripetitivi che prescindono dalla volontà e dal pensiero.
La CF, attraverso un training realizzato da operatori, insegnanti, genitori e amici, coinvolge quindi le famiglie, la scuola, gli operatori che condividono il contesto quotidiano della persona. E' posto come obiettivo il raggiungimento di una progressiva capacità di controllo volontario del movimento che in una prima fase spesso necessita di un supporto fisico del facilitatore fino al raggiungimento dell' autonomia.
In Italia la CF si è diffusa attraverso l'attività di ricerca, informazione, formazione e supervisione del "Centro Studi sulla Comunicazione Facilitata"(www.geocities.com/HotSprings/Spa/2576 ). promosso da neurologi, operatori della riabilitazione, psicologi, genitori di persone disabili. La formazione degli operatori avviene attraverso la modalità prevista dal Centro Studi , depositario del Marchio " CF"
Attualmente diverse migliaia di disabili utilizzano la Comunicazione Facilitata e sono inserite nella scuola pubblica ottenendo buoni o talvolta eccellenti risultati. Da due anni è iniziata anche l'esperienza di inserimento nelle Università di diverse città italiane.

Un momento della comunicazione facilitataSi nota in coloro che hanno cominciato questo percorso anche un miglioramento nel linguaggio verbale, nella capacità di prestare attenzione e nella gestione del comportamento (particolarmente nella Sindrome Autistica)
La Facilitazione può essere utilizzata anche per l'apprendimento delle abilità della vita quotidiana, per l'utilizzo di modalità espressive come la pittura e la musica, per l'inserimento in attività sportive.
Il percorso prevede un lavoro propedeutico alla comunicazione e all’alfabetizzazione. Gli obiettivi sono: la progressiva riduzione ed estinzione della facilitazione, la padronanza degli usi cognitivi del linguaggio, la progressiva comparsa di un'intenzione comunicativa, l'utilizzo della comunicazione per reinserire il disabile nei luoghi di tutti.

orefice.veronica

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