LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

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LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

Messaggio  catia.dellomo il Lun Dic 01, 2008 4:40 pm

Salve ragazze, ho deciso di aprire questo nuovo forum , perche' e' l'argomento della nostra tesina di gruppo,e quindi anche per arricchire le nostre conoscenze al riguardo confrontandoci con voi...saluti a tutte
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Re: LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

Messaggio  catia.dellomo il Lun Dic 01, 2008 4:47 pm

Inizio con la pubblicazione di una rassegna storica del METODO BRAILLE, di fondamentale importanza per la comunicazione dei non vedenti:
Origine e sviluppo della scrittura Braille

Gli esordi: Valentin Haüy

La problematica dell'istruzione ed educazione dei non-vedenti, sorta nel XIX secolo, diede vita ad una ricerca riguardante le tecniche didattiche e metodologiche e la determinazione di mezzi che permettessero al cieco di accedere in modo concreto ed ampio alla cultura.

Valentin Haüy tentò per primo di avvicinare il bambino cieco alla scrittura e alla lettura, attraverso un sistema di ingrandimento a rilievo delle lettere in corsivo ed una loro semplificazione (il carattere veniva letto tramite il dito indice della mano destra).

La lettura però non era abbastanza rapida da permettere una sicura comprensione del testo ed i libri, prodotti in tempi molto lunghi, risultavano costosi, voluminosi e deteriorabili. Non era neppure possibile costituire una biblioteca completa che comprendesse le varie discipline.

Era inoltre impossibile una comunicazione diretta e personale poiché non c’erano molte forme di scrittura.

Fino a questo momento la situazione vissuta dal non-vedente era condizionata dalla difficoltà di accedere in modo diretto all'istruzione.

Da Haüy a Braille

La scrittura ideata da Haüy era rivolta all'interpretazione visiva poiché le sue caratteristiche mantenevano la varietà delle forme, il segno continuo, le lettere delle parole unite. Essa rispondeva ancora alle esigenze della percezione visiva che è rapida, coglie insieme ed organizza strutture via via più complesse rispetto agli elementi basilari.

La percezione di tipo tattile, invece, tende a schematizzare, a condurre gli elementi singoli a forme conosciute, fonde insieme l'analisi e la sintesi, tiene conto soprattutto della struttura geometrica delle cose e le coglie in una forma individuale.

Si poneva perciò la necessità di considerare queste caratteristiche nella lettura e scrittura in rilievo riducendo il più possibile la complessità e varietà delle forme, schematizzando le lettere per favorire un minore sforzo motorio e mentale da parte del soggetto.

La percezione della lettura corsiva in rilievo rendeva necessario sino a dieci movimenti del dito: occorreva giungere ad un unico dato motorio in modo che la percezione e comprensione si realizzassero contemporaneamente.

La linea continua che costituisce il carattere in rilievo fu sostituita (Kleinn-Ballu) da una linea punteggiata.

Questo permetteva al non-vedente di scrivere oltre che leggere, ma permanevano le stesse difficoltà e grossi dispendi di tempo ed energia (cento volte più della scrittura normale).

Restava una scarsa possibilità di accesso all'acquisizione di conoscenze culturali e quindi un analfabetismo strumentale, un'impossibilità ideativa e creativa per la persona.

Luis Braille diede una risposta a questi problemi ideando un metodo nuovo di lettura e scrittura: egli costituì un codice di segni strutturati in modo da produrre le lettere dell'alfabeto, i segni musicali, matematici, permettendo l'accesso alle varie forme di linguaggio culturale e scientifico.

La svolta di Braille

Questo tipo di scrittura risponde alle esigenze della percezione tattile. Lo spazio occupato dalle lettere corrisponde alla percezione simultanea del polpastrello del dito indice. La forma sfruttata è quella di un rettangolo, di 6 millimetri di altezza per 3 di larghezza, nel quale vengono collocati sei punti, disposti in tre file da due punti ciascuno.

Con la composizione dei punti si ottengono sessantaquattro segni. È necessario un solo atto motorio per la percezione e la comprensione della struttura che è prevalentemente geometrica. Inoltre, anche se le lettere sono distaccate l'una dall'altra nel formare la parola, lo spazio rispetta i tempi di movimento del dito e quindi rende possibile una lettura rapida e intelligente della parola nel suo insieme (un terzo rispetto alla lettura normale).

Si apre perciò la possibilità di un'istruzione e conoscenza culturale a qualsiasi livello, che comprende anche lo sviluppo della espressività e creatività. È infatti possibile trascrivere il testo con un metodo Braille, e accostarsi ad esso in modo diretto. Inizialmente questo sistema venne accolto con scetticismo dagli organizzatori ed educatori vedenti perché considerato difficile in quanto profondamente diverso da quello visivo. C'era anche il timore che costituisse un elemento ancor più emarginante per i non vedenti. Attualmente il metodo Braille è utilizzato da tutte le scuole poiché se ne è riconosciuto universalmente il valore.
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AUSILI PER DISABILITA' VISIVA

Messaggio  allocco.mariacarmina il Lun Dic 01, 2008 6:29 pm

Nel caso di non vedenti, il senso mancante deve essere sostituito da altri. L'informazione presente sotto forma di caratteri o numeri può cioè essere trasferita su un diverso canale sensoriale: il tatto o l'udito. il dispositivo maggiormente utilizzato è la barra Braille
La barra Braille (detta anche barra labile, Braille labile o display Braille) è il principale strumento informatico per ciechi.
Applicata ad un qualsiasi computer trasforma il contenuto di una riga del monitor in un testo Braille a rilievo.
Importante è il numero di celle di una barra, ossia la sua lunghezza in caratteri Braille. Ci sono barre da 80, 40, 20... celle.
Quelle da 80 hanno il vantaggio di contenere un'intera riga del monitor. Sono però assai costose e per questo motivo riservate a persone che si servono del computer per scopi professionali.
Le più comuni hanno 40 celle, una lunghezza simile a quella della riga dei testi Braille su carta.
Le barre con meno di 40 celle sono decisamente più economiche. Con una recente disposizione di legge sono state tuttavia escluse dal nomenclatore tariffario. Quindi chi le acquista non riceve nessun contributo dal servizio sanitario nazionale. oggi esistono anche delle stampanti Braille che consentono la stampa a rilievo, su carta, di un qualsiasi testo in formato elettronico .

Viene usata spesso anche la sintesi vocale che è un apparecchio esterno/interno al computer che è in grado di farlo "parlare", trasformando in suono il contenuto dello schermo.
E' composto da una parte hardware (scheda audio, amplificatore, diffusori, acustici...) e da una parte software. E' compito di quest'ultima definire le regole di pronuncia delle parole (ogni sintesi vocale dovrà essere adattata alla lingua usata) e adeguarsi alle diverse esigenze dell'utente.
Un testo può essere letto in vari modi. Si può avere una lettura per singolo carattere, oppure parola per parola, oppure riga per riga.

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Re: LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

Messaggio  catia.dellomo il Lun Dic 01, 2008 7:48 pm

L'utilizzo delle tecnologie informatiche

Lo sviluppo delle tecnologie di tipo elettronico ha permesso di risolvere numerosi inconvenienti e carenze dei sussidi tradizionali. Questi tipi di ausili sono stati visti in passato e possono ancora essere considerati con diffidenza, come responsabili del crearsi di una dipendenza del non vedente dalla tecnologia. In realtà occorre considerare il fatto che viviamo tutti in una società in cui la tecnica fa parte della quotidianità e ci aiuta ad affrontarla e a progredire. Perché allora negare proprio al cieco la possibilità di sfruttarla? Affinché il non vedente sia adeguatamente educato è possibile e necessario l'uso di alcuni strumenti particolari. Il loro utilizzo non emargina e diversifica il soggetto non vedente, ma anzi migliora la sua socializzazione ed integrazione. Infatti gli ausili elettronici di solito non sono di esclusiva fruizione del cieco ma sono finalizzati proprio a permettere l'accesso ai mezzi più utilizzati dal vedente. Vengono infatti applicati alle tecnologie che normalmente utilizzano i vedenti (es. computer). Questa possibilità ha permesso una maggiore diffusione degli ausili informatici tra i non vedenti con importanti conseguenze sul piano dell'integrazione a tutti i livelli.



La scelta del display Braille

L'utente che utilizza il mezzo informatico di solito si trova ad operare con un'unità centrale (computer) ed un'unità periferica (tastiera, schermo, mouse) che ne favoriscono l'interazione. L'elemento comunicativo consiste in caratteri, grafici o diagrammi, emessi tramite stimolo visivo. Nel caso del soggetto cieco, per gestire questo tipo di informazione è necessaria un'unità periferica che dia un output adeguato, tattile (display Braille) e vocale (sintesi vocale). La scelta del display tattile è adatta nelle situazioni in cui vi è la necessità di accedere ad un'informazione chiara e precisa dal punto di vista della percezione spaziale. Permette infatti di rilevare e verificare con precisione l'ortografia, la punteggiatura, il formato della scrittura la collocazione spaziale dei caratteri e delle parole. Questo è facilitato dalla lettura tattile che permette di memorizzare e concettualizzare in modo più efficace. La standardizzazione dei modi di comunicazione, tramite strutture informatiche, dà maggiori opportunità anche al cieco, costretto in passato ad accontentarsi di cognizioni sintetiche, non complete e non aggiornate. Inoltre diviene maggiormente fruibile lo scritto. Su un dischetto magnetico possono essere contenute un numero elevato di informazioni (da 360 a 1400 pagine Braille). Questo solo dato ci può far comprendere come il display Braille paperless possa risolvere il problema della voluminosità dei testi. Con le nuove possibilità aperte si pongono nuove qualità e caratteristiche della comunicazione. L'informazione a cui si accede è di tipo:

- veloce: non c'è più la necessità di trasferire in stampa l'informazione o di tradurre in scritto il contenuto visivo. Ad esempio per una semplice consultazione, basta leggere nel display il contenuto del video, senza stamparlo;

- aggiornata: si viene a conoscenza diretta dei fatti e si rispettano i tempi reali. Non c'è più ritardo nella trasmissione dei messaggi;

- multisettoriale: tutti i settori dello scibile possono essere riportati su supporto magnetico e quindi raggiunti dal cieco tramite display;

- modificabile: il contenuto del video si può modificare, correggere, sostituire, cancellare;

- recuperabile: i dati vengono memorizzati e richiamati quando serve.



Possibilità e ambiti di utilizzo

Gli ambiti di utilizzo dei dispositivi a Braille labile comprendono i settori scolastici, lavorativo e sociale. Questi dispositivi consentono la lettura di libri.

Il contenuto del supporto magnetico può essere costituito da uno a più libri di testo. In questo modo il non vedente ha la possibilità di "leggere e sfogliare" il libro, comandando la comparsa sul video della pagina desiderata (per scelte successive: libro, indice, capitolo, pagina). Può usufruire con questo mezzo anche della consultazione di testi ingombranti e vasti come ad esempio quelli dell'enciclopedia o del vocabolario, comandando il tipo di informazione desiderata sulla tastiera e procedendo poi alla sua verifica sull'ausilio tattile.

Già oggi alcune case editrici oltre a fornire il libro su materiale cartaceo, lo rendono disponibile anche su supporto magnetico. Questo permette al cieco di possedere e consultare qualsiasi tipo di pubblicazione reperibile su supporto magnetico.

La matrice tattile con la quale si legge dà anche la situazione spaziale del contenuto del video, che in essa viene riprodotto (parzialmente).
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linguaggio Braille

Messaggio  michela russo il Lun Dic 01, 2008 8:15 pm

questo tema ha interessato molto anche me, infatti venerdì scorso comunicai in aula che, insieme alle mie compagne, lo avrei affrontato nella tesina. Uno dei motivi che ci ha spinte a scegliere questo tema è stato il fatto che abbiamo avuto la possibilità, 2 anni fa, di prendere parte ad un progetto per i non vedenti nel nostro comune di appartenenza (Giugliano). Siamo state a contatto con una realtà particolare, abbiamo stretto amicizie (con vedenti e non), abbiamo impararto a leggere e scrivere in Braille...insomma è stata davvero una bella esperienza...con il nostro maestro qualche volta ci siamo sentiti per corrispondenza (ovviamente braille)...Il nostro intento è far capire l'importanza di questo mezzo di comunicazione come modo di leggere la realtà,ma anche di esprimere emozioni, sentimenti, di stringere amicizie...Speriamo di riuscirci...

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Re: LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

Messaggio  catia.dellomo il Lun Dic 01, 2008 8:25 pm

Si infatti Michela hai ragione..questo metodo e' davvero straordinario perche' permette a queste persone di comunicare con il mondo..ma molto spesso in tantissimi ambienti non vi e' la possibilita' di farlo..Navigando in rete ho trovato un video che riguarda proprio questo..guardalo..cosi' lo commentiamo
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commento video

Messaggio  michela russo il Lun Dic 01, 2008 8:31 pm

Katia ho visto il video...è davvero interessante...sai cosa penso?Che a volte basta poco per permettere a tutti (o quasi) di vivere una vita "normale"...

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Re: LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

Messaggio  catia.dellomo il Lun Dic 01, 2008 8:34 pm

Sono pienamente d'accordo con te.. :
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UN SOFTWARE PER I RICERCATORI CIECHI

Messaggio  madonna consiglia il Lun Dic 01, 2008 8:42 pm

Un nuovo software aiuterà i ricercatori non vedenti.
Tre scienziati dell'Università della California (a Los Angeles), Rie Takahashi, Jeffrey H. Miller e Frank Pettit, hanno sviluppato un software che traduce le sequenze delle proteine in note musicali, in questo modo gli scienziati non vedenti, ascoltando la melodia prodotta, potranno comprendere la struttura delle proteine. Gli scienziati americani sono stati ispirati da antiche concezioni filosofiche secondo cui esisterebbe un legame essenziale tra musica e struttura del mondo. Seguendo queste concezioni, hanno lanciato un progetto di ricerca dedicato al rapporto tra arte e scienze con lo scopo sia di raccogliere esempi di interazione fra questi due campi sia di sviluppare lavori originali che, in questo caso, associno musica e biologia molecolare. I tre ricercatori sono riusciti a tradurre le sequenze di due proteine umane in musica, ma per rendere la melodia adatta all'ascolto hanno dovuto superare dei problemi tecnici, per quanto riguarda l'aggiunta del ritmo nella sequenza musicale e il collegamento dei 20 aminoacidi alle tredici note della scala cromatica (uno dei modi di riunire i suoni utilizzati nella tradizione musicale occidentale).

madonna consiglia

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La comunicazione dei non vedenti

Messaggio  Miriam Smarrazzo il Lun Dic 01, 2008 9:03 pm

Salve a tutti...
Ho appena visto il video che ha inserito Catia, sarebbe un grande passo avanti per i disabili della vista.
Mi auguro che tale progetto si diffonda a macchia d'olio in tutti i punti di ristoro!!!

Miriam Smarrazzo

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Re: comunicazione

Messaggio  gemma.ranieri il Lun Dic 01, 2008 11:02 pm

Certo che sarebbe importante ma chissà quando sarà possibile ciò!

gemma.ranieri

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sport e cecità

Messaggio  allocco.mariacarmina il Mar Dic 02, 2008 3:41 pm

SPORT AL BUIO

I non vedenti si dedicano a molte discipline. Lo sport da essi più praticato in Italia è probabilmente il "tandem" ovvero la bicicletta a due posti, occupati da un non vedente dietro e un normodotato davanti.
Di questa specialità esistono numerose gare sia su pista che su strada.
I disabili visivi praticano inoltre: atletica leggera, judo, nuoto, sci di fondo e alpino, tiro con l'arco e calcio (specialmente in Spagna e Sud America).
Nell'atletica le corse vengono realizzate a cronometro.
Ogni corridore è legato a vita da una fune tenuta dal suo allenatore all'interno della pista, il quale guida e dà indicazioni all’atleta.
Il judo non presenta particolari difficoltà per chi non vede: il cieco anzi può competere quasi ad armi pari assieme ai vedenti in quanto le regole impongono il costante contatto fisico fra i due lottatori ed ogni mossa può dunque essere percepita anche attraverso il tatto.
Nel nuoto grazie alle corsie galleggianti le gare possono avvenire anche tutti insieme: l’unica differenza sta nel consentire all'allenatore di toccare sulla testa l'atleta con un piccolo bastone sormontato da una spugna allo scopo di indicare l'approssimarsi della fine-vasca e consentire la preparazione della virata.
La tecnica utilizzata nello sci, invece, esiste da una decina d'anni ed è una sorta di discesa radioguidata: l'istruttore impartisce ordini al non vedente tramite una rice-trasmittente collegata ad una radiocuffia posta sul capo dell'atleta.
Per il tiro con l'arco, infine, si usano sistemi di puntamento basati su segnali acustici.


TORBALL

Il termine “torball” ha origini tedesche e significa “palla rotolante”.
Il torball è uno sport che rieduca, sviluppando l'udito e altri organi di persone adulte diventate non vedenti a causa dell'età, di incidenti o ciechi dalla nascita.
Il gioco si svolge tra due squadre composte da tre giocatori ciascuna e due riserve.
Un giocatore lancia con le mani una palla sonorizzata che, passando sotto tre corde munite di campanelli, deve giungere verso la squadra avversaria che ha il compito di bloccare il tiro con qualsiasi parte del corpo impedendone l'entrata in una porta posta alle spalle dei giocatori.
Come tutte le discipline sportive di squadra, anche il torball necessita di una buona preparazione atletica e tecnica.
È uno sport molto diffuso tra i non vedenti italiani, ma è molto praticato anche nei principali Paesi dell’Europa centrale e nel mondo.
Esistono infatti campionati mondiali, continentali e nazionali, molti tornei internazionali e varie competizioni ad ogni livello.
In Italia si disputano tre campionati maschili di serie A, B e C con 12 formazioni per ogni divisione, ed un torneo femminile.



Ultima modifica di allocco.mariacarmina il Mer Dic 03, 2008 2:48 pm, modificato 1 volta

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CECITA' E UTILIZZO DEL PC

Messaggio  catia.dellomo il Mar Dic 02, 2008 7:23 pm

I ciechi hanno scoperto questo strumento più di quindici anni fa, quando vennero prodotti i primi dispositivi che consentivano di ascoltare in voce o leggere in formato braille le informazioni che comparivano sullo schermo.
Contrariamente a quello che molti pensano la tastiera del computer non ha mai rappresentato un problema per i ciechi, che fin dagli anni trenta hanno iniziato ad usare con profitto le macchine dattilografiche. Con tali strumenti, una volta imparata a memoria la tastiera, come fa del resto qualsiasi dattilografo, era possibile produrre autonomamente un testo immediatamente leggibile dai vedenti. L'unico inconveniente era dato dall'impossibilità di verificare quanto appena scritto e di correggere eventuali errori di battitura.

Per leggere ciò che compare sullo schermo del pc si possono usare due strumenti: la sintesi vocale e il display braille.

La sintesi vocale (o sintetizzatore vocale) è costituita da un software che converte ciò che compare sullo schermo in voce, basandosi su una serie di fonemi o difoni campionati che il programma provvede a mettere nella giusta sequenza. Al software si affianca un dispositivo hardware che emette i suoni. Nei moderni pc multimediali tale dispositivo di uscita dell'audio è costituito dalla scheda audio e dagli altoparlanti ad essa collegati. Esistono anche sistemi hardware dedicati provvisti di un proprio altoparlante.

Il display braille è costituito nella sua parte fondamentale da una lastra metallica con tanti forellini, dai quali escono dei puntini che vanno a comporre le varie parole che compaiono sullo schermo. Esistono display braille con 20, 40 e 80 celle, il che significa che il non vedente è in grado di leggere solo un numero limitato di caratteri, dopodiché dovrà utilizzare dei tasti per muoversi avanti e indietro nello schermo.
Il computer come macchina da scrivere

Il primo uso che i ciechi hanno fatto del computer è stato quello che se ne è fatto anche negli uffici: il pc è stato utilizzato come una potente macchina da scrivere. I programmi di videoscrittura consentono, infatti, di rivedere e correggere continuamente il testo che si sta digitando, di spostare intere frasi, di effettuare il controllo ortografico.

Collegando una stampante è possibile produrre qualsiasi tipo di documento: una ricerca scolastica, la tesi di laurea, una lettera ad un amico.
Il computer per leggere

Con la comparsa degli scanner, macchine in grado di acquisire e digitalizzare un'immagine, e dei programmi di riconoscimento carattere (OCR), in grado di trasformare l'immagine di un testo stampato in un testo leggibile sullo schermo del pc, il computer è diventato una vera e propria macchina di lettura. Attualmente un cieco può entrare in libreria ed acquistare l'ultimo best seller, sicuro che una volta tornato a casa potrà iniziare immediatamente a leggerlo, facendo passare una per una le varie pagine sotto la lente dello scanner.

Con una stampante braille sarà anche possibile stampare immediatamente qualsiasi libro per una lettura più comoda, mentre una stampante tradizionale consentirà agli ipovedenti di produrre testi ingranditi.

Attualmente tutti i libri nascono su supporto digitale e solo in un secondo momento vengono stampati. Per questo motivo è giustificata l'aspirazione dei ciechi a poter un giorno acquistare assieme al libro cartaceo una copia dello stesso libro in formato elettronico, in modo da poterlo leggere direttamente senza doverlo passare allo scanner. Lo sviluppo dell'editoria elettronica sembra fornire nuovi argomenti a favore di questa soluzione del problema della lettura autonoma dei libri da parte dei ciechi.

Sono da segnalare alcune lodevoli iniziative di associazioni no profit che hanno reso disponibili su supporto magnetico migliaia di testi non coperti da copyright. Tra le tante menzioniamo la fondazione Ezio Galiano (http://www.galiano.it), il progetto Telebook (http://www.cavazza.it/telebook) e l'associazione Liber Liber (http://www.liberliber.it).
Internet: una finestra aperta sul mondo

Internet è una grande risorsa per tutti: dà la possibilità di scambiarsi opinioni in tempo reale, offre una quantità smisurata di informazioni ed opportunità. Per i ciechi e gli ipovedenti il discorso vale ancora di più. Da qualche anno le principali testate giornalistiche di tutto il mondo hanno un loro spazio on-line, nel quale si possono trovare le edizioni dei quotidiani in edicola ed aree informative specificamente realizzate per la Rete. In pratica con un accesso a Internet il privo della vista può per la prima volta nella storia leggere autonomamente molti quotidiani italiani e stranieri, ed anche molti periodici.

Sempre nella grande Rete si trovano enciclopedie e vocabolari, strumenti che fino ad ora erano totalmente inaccessibili ai ciechi.

E cosa dire della possibilità di accedere direttamente a svariate raccolte di leggi, alle quotazioni della borsa in tempo reale, a raccolte di ricette, barzellette e chi più ne ha più ne metta!

Su Internet si trova l'elenco telefonico, l'orario dei treni e degli aerei, le farmacie di turno ed una serie di altri servizi veramente utili.

I siti web utilizzano molti effetti grafici ed animazioni che sono per loro natura inaccessibili ai ciechi. Per assicurare l'accesso alle informazioni il W3C, il consorzio mondiale che sovraintende allo sviluppo del web, ha emanato delle raccomandazioni che, se rispettate, assicurano la piena fruibilità dei contenuti delle pagine web. La legge 9 gennaio 2004 n. 4 obbliga le Pubbliche Amministrazioni e le aziende private concessionarie di servizi pubblici a rendere accessibili ai disabili i propri siti web. Pertanto è lecito aspettarsi che in futuro i siti pienamente accessibili saranno sempre di più.
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Le nuove tecnologie per non vedenti

Messaggio  rossella carano il Mar Dic 02, 2008 11:56 pm

UN MONDO DI PUNTINI
Nel XIX° secolo il francese Louis Braille inventò l'alfabeto fonetico tattile che porta il suo nome: si trattava di una tavola di segni (in tutto 64) che, basandosi sull'associazione di sei punti, poteva consentire la scrittura di lettere, numeri, punteggiature, note musicali, caratteri matematici. L'inventore pensava che, non potendosi servire della vista, i ciechi avrebbero dovuto utilizzare le dita per leggere e sarebbe stato necessario disporre di una serie di segni realizzati ad hoc. Come spesso avviene, l'ambiente culturale di allora non era pronto ad accogliere la novità e per qualche tempo l'invenzione geniale fu messa da parte. Allora si preferiva immaginare che i privi di vista potessero scrivere tracciando caratteri simili a quelli usati dai vedenti disegnandoli col punteruolo. Col tempo, però, il Braille prese il sopravvento e divenne la scrittura universalmente accettata da tutti. Nel XX° secolo cominciarono a sorgere le prime stamperie braille per la produzione di libri e riviste, mentre negli istituti si impartivano lezioni sull'uso della tavoletta. Si trattava di uno strumento molto semplice: un piano di lavoro, generalmente metallico, costituito da solchi paralleli longitudinali, un telaio per la fissazione del foglio e dell'asticella, nonché una riga percorsa da un certo numero di casellini verticali, uno per ogni carattere.
Lo scrivente, inserito un foglio di carta robusta, produceva dei segni servendosi di un punteruolo usato come una penna, andando da destra a sinistra. Lo scritto si poteva leggere, girando la pagina dall'altra parte, da sinistra a destra. Le stamperie, intanto, iniziarono a produrre volumi e riviste. L'obiettivo era quello di mettere a disposizione libri di ogni genere letterario, partiture musicali, testi scolastici e di consultazione. I giornali prodotti svolgevano due funzioni: di foglio informativo sull'attività associativa dell'UIC e di strumento d'acculturazione. In questo caso erano delle antologie di articoli apparsi sulla stampa in nero. Occorre a questo punto rilevare che era assai limitato il rapporto tra i lettori e il messaggio grafico: i libri erano poco illustrati. Lo si sarebbe potuto fare ricorrendo al sistema Ballù. Tale procedimento permetteva di produrre disegni a puntini.


UN MONDO DI SUONI
Un altro modo di acquisire informazioni è stato assicurato dai mezzi di riproduzione fonica. Per molti il magnetofono a bobine, il registratore a cassette e il walkman non sono solo stati strumenti per l'ascolto della musica, ma anche per la "lettura" di testi o per la registrazione di lezioni universitarie. I volumi, registrati in
proprio o presi in prestito dalle biblionastroteche, hanno consentito a molti di conseguire lauree e di aver accesso a letture difficilmente reperibili, nonché l'apprendimento delle lingue straniere. Si può dire che non vi sia stato gruppo di ciechi che non abbia costituito un proprio fondo di opere registrate e, anche oggi, molti privi di vista hanno in casa propria una nutrita serie di bobine o cassette incise. Allo stesso modo non vi è stata sezione dell'UIC che non abbia provveduto alla registrazione di volumi o periodici: l'obiettivo di tutti costoro era quello di
superare le barriere che separavano il mondo dei vedenti da quello dei non vedenti relativamente all'accesso alla cultura.


UN MONDO DI BIT
Verso la fine degli anni Ottanta fecero la loro comparsa i personal computer con programmi funzionanti sotto il sistema operativo MS-DOS. Questo ambiente operativo era prevalentemente testuale per cui non fu difficile realizzare programmi di interfaccia per non vedenti. Tale software traduceva in voce o in carattere braille da 8 punti ciò che compariva sul video. Si aprirono prospettive fino ad allora inimmaginabili: l'operatore cieco poteva in assoluta autonomia scrivere, leggere, far di conto, redigere programmi e così via. La comparsa del sistema operativo Windows 95 e dei relativi applicativi dimostrò che i traguardi raggiunti erano effimeri. Windows 95, infatti, era un ambiente operativo prevalentemente grafico e risultava difficile per chi non poteva avvalersi del mouse reperire gli oggetti disposti sul desktop. Ci sono voluti diversi anni di studio per giungere alla produzione e alla commercializzazione di software capaci di interpretare ciò che compare sul video, trasformare le icone in parole, ideare e realizzare supporti voce e braille per un ambiente operativo poco compatibile con la cecità. La comparsa dell'informatica ha anche provocato una rivoluzione nel braille e nel modo di accedere alle informazioni. Per ciò che riguarda il braille è stato necessario introdurre la scrittura a otto punti. L'alfabeto internazionale dei computer era l'ASCII, ossia una tavola di 256 segni. In essa sono comprese le lettere maiuscole e minuscole, i numeri, le lettere accentate di diverse lingue nonché caratteri che vengono interpretati dalle macchine come comandi. Il vecchio alfabeto tattile utilizzava in diversi contesti lo stesso simbolo, ma per operare coi pc ciò non era più possibile. Per ogni carattere era necessario un simbolo ad hoc, inoltre si dovevano sopprimere il segnonumero e la lettera maiuscola, caratteri che nell'alfabeto a sei punti servono per determinare le cifre e l'inizio di una frase. Problemi analoghi sorsero a proposito delle vocali accentate e delle punteggiature. L'introduzione del Braille da otto punti ha permesso anche agli operatori non vedenti di interagire con le macchine, ma ha aperto un dibattito tra gli utilizzatori sul tipo di codice braille da usare per la stampa dei testi su carta. Alcuni sostengono che si debba mantenere la simbologia a sei punti e si debbano istruire gli alunni di scuola all'uso del braille tradizionale, altri sono del parere che, poiché l'uso delle macchine automatiche, è destinato a crescere, tanto vale trasformare lo standard braille usando quello a otto punti.


IL MONDO DI INTERNET
Gli anni 90 sono il decennio dell'esplosione della telematica: fidonet, internet, l'e-mail, i siti web sono diventati per molti un'esigenza quotidiana. Sono ormai molti i non vedenti che operano da anni in rete e sono sorte molte liste di discussione e newsgroup specificamente rivolte allo scambio di messaggi tra privi di vista. Sono sorti altresì molti siti web che mettono a disposizione materiale documentario e librario. Rimane però aperto il problema dell'accessibilità dei siti web. Ultimamente sono stati aperti luoghi virtuali prevalentemente grafici non
standard. Gli interfaccia braille e voce non traducono i links in parole e l'operatore cieco al buio. Da molte parti si invoca l'intervento del legislatore affinché si giunga all'adozione di normative che rendano alcuni siti, almeno quelli di carattere istituzionale, accessibili anche a chi usa interfacce speciali. Comunque con le risorse oggi disponibili é possibile fare parecchio:
1) si possono prelevare libri, quotidiani, riviste;
2) si può avere accesso a diversi siti pieni di programmi freeware o shareware;
3) é possibile inviare e ricevere la posta e partecipare alle aree di discussione moderate e libere.

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Braille e SMS insieme, senza cellulare

Messaggio  catia.dellomo il Mer Dic 03, 2008 12:06 am

Navigando in rete ho trovato quest'articolo davvero interessante:

Roma - Una nuova tecnologia assistiva potrebbe aiutare chi ha difficoltà a comunicare sfruttando un particolare metodo di gestione degli SMS: si chiama B&D messenger ed è stato progettato dal giapponese Okada Noriaki.

Il sistema sfrutta il codice Braille in modo particolare: gli scenari d'uso, di cui l'inventore dà ampia illustrazione sul suo sito, sono già numerosi. Un non vedente, ad esempio, può ascoltare e parlare, oppure utilizzare il Braille come metodo tattile. Un sordomuto, invece, può leggere e scrivere o comunicare con il linguaggio dei segni. Il sistema inventato da Noriaki, invece di limitarsi ad una particolare videochiamata concepita per chi non sente o non parla, permette il dialogo anche tra un non vedente e un sordomuto.
Non si tratta del primo sistema di questo genere, ma l'inventore sostiene che il proprio progetto sia il più semplice ed economico. Tra l'altro, come si può evincere dai filmati presenti sul sito, può lavorare in abbinamento ad un cellulare ma è in grado di agire anche senza di esso: i messaggi scritti su una tastiera - che provengano da un telefonino tradizionale o dalla tastiera propria del progetto - vengono ricevuti e decodificati da una matrice Braille semovente, che trasmette al dito il relativo codice.

Se in fase produttiva l'apparecchio risulterà effettivamente economico e sarà realizzato con foggia e dimensioni idonee all'uso che si prefigge (le foto sul sito si riferiscono al prototipo) potrebbe risultare comodo, in quanto svincolerebbe dall'obbligo di impiegare un cellulare per far transitare messaggi e comunicazioni.

Marco Valerio Principato
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Non vedenti, per loro un elenco di numeri utili scritti in Braille

Messaggio  catia.dellomo il Mer Dic 03, 2008 12:11 am

Dal quotidiano della provincia di Ascoli Picenno di oggi:

Ascoli Piceno | I numeri telefonici della Provincia verranno redatti con i caratteri del particolare alfabeto per “essere più vicini” ai non vedenti.Un segnale di attenzione verso le persone non vedenti ed ipovedenti e, nel contempo, un utile strumento di lavoro e di consultazione: è questo il senso dell'iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio Provinciale, in collaborazione con la Sezione Provinciale dell'Unione Italiana Ciechi, per la realizzazione di due elenchi speciali, uno in Braille ed uno a caratteri ingranditi recanti i numeri telefonici dei servizi e del personale operanti nell'Ente Provincia.

La realizzazione del progetto è stata curata dal Servizio Affari Generali ed Istituzionali della Provincia, in particolare dai dipendenti Anna De Marco, esperta di scrittura Braille, e Cesarino Di Girolami, con la preziosa collaborazione della Sezione Provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ha reso possibile la riproduzione degli elenchi mettendo a disposizione la propria speciale attrezzatura. Sono state realizzate 110 copie che saranno consegnate a centralinisti non vedenti o ipovedenti o persone già inserite nel mondo del lavoro e che devono interagire con la Provincia ed altri Enti pubblici.

L'iniziativa è stata presentata stamani a Palazzo San Filippo dal Presidente del Consiglio Provinciale Giulio Saccuti, dai due vice presidente dell'Assemblea consiliare Cinzia Peroni e Pasqualino Piunti e dal Presidente provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi Adoriano Corradetti. Erano anche presenti il dirigente del Servizio Affari Generali della Provincia Emidio De Angelis, il funzionario Bruna Biondi e i dipendenti Anna De Marco e Cesarino Di Girolami.

" La Provincia, consapevole dei vari ostacoli e problemi che quotidianamente affrontano le persone colpite da deficit visivo - ha dichiarato il presidente Saccuti - ha inteso realizzare questa iniziativa che vuole costituire un ulteriore elemento di dialogo e di comunicazione tra cittadini ed istituzioni".

"Insieme all'Amministrazione provinciale abbiamo già realizzato numerosi progetti e la ringrazio per la sensibilità dimostrata in questa nuova iniziativa - ha affermato Adoriano Corradetti - sono tante le difficoltà di ogni genere per le persone non vedenti, quello che chiediamo è solo il rispetto dei nostri diritti ed essere messi in condizione di raggiungere una certa autonomia".

"E' un dovere delle istituzioni essere vicini alle associazioni che con grande impegno operano sul territorio - ha dichiarato Cinzia Peroni - e su questo fronte la Provincia intende proseguire un forte impegno in raccordo con le amministrazioni comunali".

Sulla stessa lunghezza d'onda Pasqualino Piunti che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dai dipendenti provinciali ricordando anche l'impegno dell'Unione Italiana Ciechi" un'associazione che "non batte i pugni sul tavolo", ma che vuole solo vedere giustamente tutelati i diritti di tanti cittadini e delle loro famiglie".
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Le nuove tecnologie per non vedenti-2

Messaggio  rossella carano il Mer Dic 03, 2008 12:15 am

NON SOLO COMPUTER, MA ...
Nonostante quanto si é detto poco sopra, pur essendoci stata anche per i privi della vista la "rivoluzione informatica" alcuni problemi non sono stati risolti. Gli strumenti informatici specifici per i non-vedenti sono cari e rapidamente obsoleti. La rapidità con cui avviene il mutamento tecnologico non permette ad un display braille, ad un sintetizzatore di voce, ad un ingranditore di immagine e al software che lo fa dialogare col pc di adeguarsi con la stessa flessibilità con cui un vedente può muoversi col mouse. Problemi possono facilmente sorgere nel momento in cui si acquista un nuovo pc dotato di processore ultraveloce. Se, ad esempio, si impone un nuovo sistema operativo che rende superata una certa generazione di macchine e un privo di vista vuole acquistare un nuovo computer, probabilmente scoprirà che tutta una serie di programmi che prima usava senza difficoltà non "girano" più nella nuova situazione. Da ciò derivano molte frustrazioni, rischi di marginalizzazione, non solo per chi usa il pc a casa propria, ma anche per chi é costretto ad avvalersene nell'ambiente lavorativo. Ecco il perché molti privi di vista in realtà si sono fermati, hanno rifiutato di adeguarsi alla nuova situazione. In più negli ultimi anni vi é stata la crisi del Braille: molti disabili visivi ignorano l'alfabeto coi puntini e si affidano a sistemi acustici come il registratore, la radio e per gli informatici, il sintetizzatore vocale sotto MS-DOS. Non aiuta neanche l'instabilità e la non completa affidabilità di Windows e dei suoi programmi, ricchi di opzioni, ma soggetti a blocchi non comprensibili. Le iniziative che sono state promosse in questi anni hanno teso al superamento di tale progressiva marginalizzazione, ma, sia chiaro, occorre fare di più. Occorre non solo risolvere il "bisogno", ma progettare un modo nuovo di concepire la formazione scolastica e professionale dei privi della vista. In questi
anni si é avviato, anche per effetto delle leggi Bassanini del 1997, una profonda mutazione del sistema assistenziale: sempre di più tocca agli enti locali ipotizzare interventi e costituire fondi. Sempre più di frequente enti presenti sul territorio dichiarano di poter svolgere servizi in favore della disabilità. Sarà allora estremamente importante evitare gli abusi e controllare qualitativamente che quanto promesso venga attuato. Occorrerà reimpostare la formazione professionale dei programmatori elettronici, reimmaginare l'istruzione di base per bambini e ragazzi ciechi inseriti nella nuova scuola, prevedere continuamente interventi di aggiornamento. Ecco allora che l'insegnamento del braille diventa strategico. Ecco che non é importante che il giovane cieco sappia usare le macchine, ma che possa anche interagire con gli altri ovviando al rischio dell'isolamento. Occorre allora
dire con molta chiarezza:
- computer o no é indispensabile che il bambino cieco impari a leggere, scrivere, contare e svolgere altre attività coll'alfabeto a puntini;
- è indispensabile, almeno in una prima fase fare in modo che si impari l'uso della tavoletta braille e del relativo punteruolo;
- occorre evitare che il cieco sia sommerso da macchine che gli danno l'illusione dell'emancipazione, ma che possono isolarlo dal suo contesto sociale, facendone un disadattato;
- pare opportuno consigliare, infine, prima di affrontare l'impresa, sovente onerosa, di acquistare ausili di ogni tipo (sintetizzatori di voce, display braille, scanner, ingranditori d'immagine), di accertarsi che chi ne farà uso sia in possesso delle abilità di base per gestirle correttamente;
- occorre, inoltre, che anche il personale di supporto sia all'altezza del compito, ciò riguarda in particolare i docenti di sostegno non sempre formati a dovere.


HARDWARE
In questi anni ci si é dati un gran daffare per produrre hardware per non vedenti. Così sono stati immessi sul mercato display braille (a volte useremo la dizione "barre Braille"), sintetizzatori vocali, scanner e stampanti sempre più sofisticate, capaci di andare incontro alle crescenti esigenze del pubblico. In realtà molti ritengono che il modo migliore per far lavorare al computer un privo di vista sia il sintetizzatore di voce. Si tratta di uno strumento che riproduce vocalmente le parole o le icone che appaiono sul video. la sintesi vocale ha due difetti di fondo:
- rallenta notevolmente l'operatività dei computer;
- é spesso difficile selezionare e isolare le informazioni che davvero servono. L'uso integrato delle diverse interfacce reciprocamente complementari, pare consigliabile. In tal senso si stanno muovendo i produttori di software e hardware operante in ambiente win95-98: il software dispone di un sintetizzatore di voce che utilizza la scheda sonora sound blaster e può inviare altre utili informazioni ad una barra braille. Spesso ciò che viene pronunciato dalla sintesi si integra con quanto appare sulla riga braille e viceversa. Il display braille é un altro strumento informatico che, collegato col pc riproduce in caratteri a otto punti le parole, i numeri, le punteggiature e le icone che compaiono sul video.Non vengono riprodotti eventuali segni grafici, tuttavia nei sistemi più sofisticati viene fornita segnalazione della loro presenza attraverso la dicitura "grafici XXX" (XXX sta per un numero). L'ultima generazione di barre braille ha introdotto procedure per l'aggancio automatico o comandato al cursore e sono in grado di adeguarsi con una certa flessibilità ai colori di sfondo e in primo piano e ai tipi di carattere che compaiono sullo schermo. Ciò é particolarmente importante negli ambienti grafici o semigrafici dove i caratteri alfanumerici non sono espressi secondo l'alfabeto ASCII. Il software che presiede al funzionamento delle macchine e che funge da interfaccia col computer é anche opportunamente predisposto per riprodurre forme di evidenziazione nel caso in cui un qualsiasi applicativo standard presenti dei richiami all'utilizzatore. Esiste inoltre la funzione del cursore software che permette un rapido adattamento del funzionamento del display alle caratteristiche del programma che si sta adoperando. Negli ambienti operativi Win95-98 si sono introdotti diversi tipi di cursore in modo da differenziare l'operatività del software ed incrementare la flessibilità. Il display braille non diminuisce la velocità del computer, perché la comparsa dei caratteri sulla riga é istantanea. Tuttavia non é possibile operare a pieno schermo e in verticale e occorre spesso fare una mappatura del video per comprendere quali siano le finestre in primo piano e quali in attesa.
Ciò é particolarmente rilevante in ambiente Windows dove é possibile avere aperte più finestre contemporaneamente e dove, prima di terminare, occorre chiudere correttamente tutte le applicazioni. l'utilità di un display braille emerge quando si deve scrivere e correggere: col braille l'utilizzatore non vedente si accorge immediatamente degli errori commessi e può rimediarvi. La barra si rivela molto utile nell'attività didattica: attraverso la comparsa dei caratteri sulla riga l'alunno diviene progressivamente consapevole tanto delle lacune, quanto dei propri successi. Inoltre può impostare la stampa di un proprio prodotto e svolgere con velocità operazioni in passato lentissime. La sintesi vocale si rivela utile in fase di lettura scorrevole di un testo, libro o articolo di giornale che sia. tuttavia si deve stare in guardia: per quanto sofisticata sia potrà commettere errori di pronuncia e potrà scambiare parole piane con sdrucciole. Una risorsa interessante per i privi della vista sono gli scanner: si tratta di apparecchi che realizzano "fotocopie elettroniche" di pagine e che, sottoposte a conversione , diventano leggibili. Anche in questo caso é opportuna qualche precisazione:
1) i caratteri di stampa sono molto diversificati e quindi spesso la riproduzione finale non é quella che ci si
aspetta;
2) la rapidità con cui l'elaborazione si svolge dipende dalla velocità operativa del pc.

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Ciechi, il lavoro tra le barriere

Messaggio  catia.dellomo il Mer Dic 03, 2008 12:15 am

BRESCIA - «Dobbiamo aiutare gli altri. A conoscerci e ad aiutarci. Ma senza ostentare la nostra disabilità». Sono quasi sorprendenti le parole del presidente dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti di Brescia, Claudio Romano. Gli si chiede che cosa significhi essere ciechi, e lui, parlando di problemi e risorse, arriva qui: alla constatazione che anche «gli altri» hanno bisogno di aiuto.
Quanto a «loro», ai ciechi, si parte da una buona notizia: quelli «totali» sono in diminuzione grazie alla prevenzione e alla chirurgia; di contro aumentano gli ipovedenti, anche perché la vita media diventa sempre più lunga e con la vecchiaia, si sa, la vista diminuisce. Sono poi in crescita i bambini con minorazione aggiuntiva; si tratta spesso dei nati prematuri, per fortuna sopravvissuti ma non sempre senza difficoltà (cui tra l'altro cerca di far fronte l'Associazione Nati per vivere, ospitata nella sede dell'Unione).
Scuola e lavoro sono i maggiori problemi che i ciechi si trovano ad affrontare, testimonia Romano. Per quanto riguarda la prima, a Brescia funziona dal 1972 - per iniziativa della sezione locale dell'Uci - il Centro per l'integrazione scolastica dei non vedenti, oggi finanziato per il 75% dalla Provincia e per il 25% dal Comune e amministrato da rappresentanti degli stessi enti, che attualmente ha in carico 164 tra bambini e ragazzi dalla Scuola dell'infanzia all'Università. Il Centro mette a disposizione operatori e materiale didattico in collaborazione con l'Unione ciechi. «Rispetto ad altre realtà italiane - sostiene ancora il presidente - questa struttura risponde efficacemente a quella che è un'esigenza imprescindibile perché un buon avvio scolastico dà al bambino gli strumenti per inserirsi nella società e affrontare la vita». Di sicuro, molto dipende dai rapporti che si riescono a instaurare: «Quando un bambino trova un amico, è una gran fortuna». E, come per ogni essere umano, fondamentali sono le caratteristiche individuali.
Per quanto riguarda il lavoro, la situazione è in trasformazione. Da alcuni anni, infatti, le occupazioni tradizionalmente riservate ai ciechi, come peraltro prevede la legge in presenza di determinati requisiti - prima tra tutte quella di centralinista, che nel Bresciano occupa un centinaio di persone - stanno perdendo la capacità di assorbire la domanda a causa delle nuove tecnologie ma anche di un felice innalzamento dei livelli d'istruzione dei non vedenti, che quindi hanno aspettative diverse.
D'altra parte esiste un decreto ministeriale del 2000 (il numero 357, firmato da Cesare Salvi) che fissa le norme per il diritto al lavoro dei disabili, e amplia le possibilità per i ciechi negli ambiti del telesoccorso, del telemarketing e delle relazioni con il pubblico. Peccato, fa notare Romano, che «le regioni non abbiano ancora disposto i piani formativi, com'era invece previsto». Così tutto è fermo. Intanto i ciechi bresciani lavorano, oltre che come centralinisti, come fisioterapisti (una decina), insegnanti (cinque), stenotipisti (due) e liberi professionisti...
La «grande speranza» è nell'informatica, che per altri aspetti ha già migliorato la vita di molti non vedenti: qualcuno tra i bresciani fa già il programmatore, altri hanno conseguito la patente europea del computer. Oggi anche i ciechi possono controllare tutto il pacchetto di Windows, utilizzando la posta elettronica e navigando in internet quasi senza confini. Il limite? Più o meno lo stesso che troppo spesso capita ancora d'incontrare per strada: le barriere di certi siti.
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Re: LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

Messaggio  rossella carano il Mer Dic 03, 2008 12:16 am

AD UN BIVIO
La felice esperienza di integrazione ed autonomia che i ciechi hanno fatto con l'aiuto del computer, a scuola e non, si trova da qualche tempo ad un bivio che ha creato e crea numerosi dibattiti e incertezze. La scelta di privilegiare i computer IBM e compatibili é della prima ora, né é mai stata seriamente minacciata da dubbi. Gli interrogativi riguardano invece i sistemi operativi, gli ambienti nei quali far girare i propri programmi: DOS? Windows? Os2? Unix? Se scartiamo gli ultimi due perché hanno avuto sostenitori appassionati, sì, ma pochi, il dubbio resta tra i primi due. La questione non é marginale. Infatti i costosi ausili che permettono ai ciechi l'accesso all'informatica non sono così versatili da poter essere aggiornati ai nuovi ambienti che si avvicendano circa ogni tre anni e d'altra parte i contributi statali per l'acquisto di ausili sono disponibili ogni sei per ogni categoria di ausilio (sintetizzatore di voce e display, scanner, stampante braille, ingranditore d'immagine). é inutile chiederci qui come mai la Microsoft si adoperi con tanta lena a rendere obsoleto il suo software. Più utile sarebbe chiederci come mai i produttori di ausili non prevedano la prevedibile necessità d'aggiornare i loro prodotti invece di pretenderne la sostituzione in blocco. Facciamo un esempio: quando si é passati da DOS a Windows, si sono dovuti buttare alle ortiche i vecchi display braille ed acquistarne di nuovi: ma vecchi e nuovi montano le stesse celle che riproducono i caratteri braille e che hanno un
costo molto elevato. É grazie a questo mercato selvaggio che coloro che nella scuola operano a sostegno dell'Handicap si troveranno in tempi brevi a maneggiare e a proporre agli studenti non vedenti, materiale obsoleto che non permetterà di usare gli stessi programmi degli altri, lo stesso materiale didattico. Si consolino però questi operatori di scuole povere. Noi crediamo infatti che esistano due modelli di integrazione:
integrazione = fare come gli altri,
integrazione = scambio.
Il primo modo di pensare é proficuo, ma solo se in qualche modo temperato dall'altro e in uno scambio può anche darsi che la maggioranza, ossia la cultura dominante, abbia da imparare qualcosa dal nuovo venuto. Quando Louis Braille inventò il suo sistema, furono molti gli avversari, ed una delle motivazioni che adducevano era proprio il fatto che il Braille isolava i ciechi dal resto del mondo. Il che in qualche modo ha un fondo di verità, ma quanta integrazione ha offerto a chi lo ha usato questo sistema che pure é specifico! E poi bisognerà distinguere tra specificità dei mezzi e specificità dei risultati. Il non vedente dovrà abituarsi a fare alcune cose da solo, senza poter condividere coi normodotati certe esperienze se non superficialmente: parliamo degli apprendimenti di molte strategie, dalla ricerca di un oggetto all'orientamento spaziale, alla ricerca di informazioni sonore o ancor più tattili o plantari sul pavimento, e via di seguito. Non dovremo formalizzarci troppo perciò rispetto a procedure differenti, a vie specifiche che il cieco si riserverà per arrivare ai risultati che lo interessano. Le vie identiche perciò, saranno importanti, da ricercare e sperimentare, ma solo se proficuamente percorribili. Torniamo ora al nostro dubbio: DOS o Windows? E aggiungiamo un altro elemento alla discussione: sarebbe facile indirizzare chi compra adesso ad acquistare ausili Windows compatibili, ma chi lo facesse rischierebbe una scelta prematura e potrebbe trovarsi tra le mani un prodotto poco collaudato. Ma visto che l'immobilismo non vince, chiariti i rischi, dovremo pur dire che l'acquisto si dovrà indirizzare verso i prodotti di ultima generazione. Eccolo dunque il nostro operatore, fiero d'avere col suo zelo superato le numerose barriere burocratiche, la cronica mancanza di fondi, i tempi di consegna e installazione, eccolo che porta il suo alunno non vedente di fronte alla bestia: il nuovo computer appositamente attrezzato e apprestarsi alla fase di addestramento. A questo punto egli deve però essere cosciente di quattro importanti limiti:
- non tutti i programmi, DOS o Win che siano, sono accessibili anche con gli ausili più aggiornati e versatili: ad essi bisognerà senz'altro rinunciare;
- per certe materie non esiste la possibilità di una traduzione meccanica in Braille: tali sono la musica e la matematica. Per alcuni aspetti di quest'ultima addirittura non esiste ancora una segnografia braille universalmente accettata, ad esempio in insiemistica;
- programmatori, esperti d'informatica, software house, appassionati hanno creato negli anni sotto DOS numerose utilities e applicativi che i ciechi quotidianamente usano con vantaggio e dei quali non esiste ancora e forse non esisterà mai la versione aggiornata sotto Win.
Quindi l'educatore, nel suo iter d'addestramento dovrà prevedere frequenti incursioni nella finestra DOS di Windows95 e la conseguente illustrazione dei principali comandi DOS, come si vedrà meglio nelle pagine seguenti;
- il mouse e il suo uso così felicemente intuitivo dovranno essere definitivamente accantonati. Il cieco potrà avvalersi di alcune emulazioni di mouse molto poco intuitive, ma soprattutto dovrà fare un uso spregiudicato dei comandi da tastiera, anche se potrà avvalersi dei numerosi menù e sottomenù presenti in tutti gli applicativi Windows.


ESPLORAZIONE DEL VIDEO E VOCE DEL COMPUTER
Quando mettiamo un computer in condizione di "parlare" cioé di vocalizzare un testo scritto che appare a video, l'utente cieco é grato ma é ancora ben lontano dall'autonomia. Quando la lettura del testo finisce, egli potrebbe volerne rileggere alcuni passi, cancellarne, duplicarne, modificarne altri, chiedere lo spelling d'una parola difficile, leggere un altro testo e c'é bisogno che il computer "risponda" alle sue operazioni con opportuni messaggi, compresi quelli importantissimi d'errore. Ugualmente i display braille che riproducono solo da un minimo di 20 a un
massimo di 80 caratteri dello schermo alla volta, hanno bisogno di un programma "furbo" che permetta all'utente di pescare nel più breve tempo possibile, le informazioni presenti sul video: guai se ad ogni nuova videata si dovesse fare una esplorazione a tappeto. Questi programmi "furbi" hanno il nome generale di screen readers. Sono in grado di lavorare insieme ai programmi principali e ai dispositivi esterni per il braille e per la voce.É
importante sapere che tali screen readers da Win95 in poi possono impiegare la scheda audio (Sound Blaster) per l'emissione della "voce", con un evidente risparmio. Si parla in tal caso di "sintesi software". Questi screen readers lavorano relativamente bene in finestra DOS, supportano tanto la "voce" (ma non tutti i sintetizzatori) che il Braille (ma non tutti i display), e sono qualche volta disponibili in versione demo su Internet con limitazioni.
Vorremmo smentire la diceria spesso riportataci che i programmi di riconoscimento vocale rivestano una grande importanza per i ciechi: non é vero. Di fronte al vantaggio innegabile di poter dettare un testo senza digitarlo e quindi senza trasferire continuamente le mani dal foglio braille alla tastiera, questi programmi impediscono il contemporaneo uso della sintesi vocale (non saprebbero quale delle due voci riconoscere) e i non vedenti, non hanno difficoltà ad usare una tastiera.

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Re: LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

Messaggio  rossella carano il Mer Dic 03, 2008 12:17 am

COS'É UN O.C.R.?
Uno scanner serve a catturare immagini e a spedirle alla memoria di un computer. Anche una pagina scritta é una immagine per lo scanner e la tratta quindi alla stessa stregua delle altre perché non é in grado di "riconoscere" ciò che gli viene sovrapposto ed ha la stessa capacità di discernimento d'uno specchio. D'altra parte il computer può far pronunciare una "A" al suo sintetizzatore o può far emergere il puntino della "A" sul suo display braille solo se ha "riconosciuto" che quella é, tra le infinite forme che gli si possono presentare, proprio una "A". C'é bisogno, dunque, di un programma O.C.R. (optical character recognition) che individui nell'immagine inviata dallo scanner le "A", le "B", le "C" così come il nostro cervello individua caratteri e parole nell'immagine bruta inviatagli dall'occhio. Abbiamo assistito con trepidazione negli anni scorsi al progressivo avvicinarsi dei programmi a questo ambizioso obiettivo, ma oggi questa é una conquista consolidata. Già alcuni prodotti sotto Win3.1 funzionavano a meraviglia. Si tenga conto che perché un sistema di riconoscimento carattere abbia un reale impiego quotidiano deve lavorare velocemente, fare pochi errori e garantire a chi lo usa un buon livello di autonomia. La condizione minima perché ciò avvenga é disporre di un computer 486 a 66 mhz, di uno scanner a 300 dpi anche in bianco e nero (consigliata la serie scanjet della HP per la provata affidabilità), della versione
2.11 o seguenti di Omnipage Professional per Win3.1. La stirpe Omnipage Professional anzi, che é stata preferita da tempo dai ciechi, ha trovato persone di buona volontà e ditte che ne hanno reso possibile avvio e settaggio da DOS così da rendere autonomi anche coloro che non hanno ausili per Windows. Ottima compatibilità con questi ha l'ultima versione numero 8 di Omnipage dal costo senz'altro contenuto. Alcune avvertenze nell'uso degli ocr:
- non migliora il riconoscimento la maggior risoluzione dello scanner. I 300 dpi già indicati sono necessari e sufficienti. Corre voce anzi che una risoluzione maggiore vada a rilevare imperfezioni dell'immagine in grado di sviare l'OCR;
- nessun OCR é in grado di riconoscere la scrittura a mano;
- gli OCR lavorano peggio, a volte molto peggio, cioé al di sotto della fruibilità, sulla carta patinata e sulle fotocopie, nonché sui testi articolati in più colonne.
Un altro OCR molto valido, "Edge" nella sua versione DOS, poiché prodotto in casa Xeros e adattato all'uso dei non vedenti, dimostra a questo riguardo una maggiore familiarità con le fotocopie;
- la scrittura piccola (corpo 6) viene difficilmente riconosciuta;
- certi libri presentano un'impaginazione fantasiosa. Essi vengono riconosciuti bene, ma é poi difficile ricavarne una lettura correttamente sequenziale.
Tali sono, ad esempio, molti testi scolastici!
- accade abbastanza spesso che un OCR commetta sempre lo stesso errore:
confondere una "b" con un "6", una "I" con l'1, e così via.


VOCABOLARI ED ENCICLOPEDIE
Uno dei vantaggi non secondari della didattica col computer é quello di rendere accessibili agli alunni ciechi alcune opere di consultazione. Basta non andare molto addietro nel tempo per trovare che questi ragazzi, durante le traduzioni in classe o a casa dovevano essere coadiuvati da un lettore che si occupasse delle ricerche sul vocabolario. Da ciò derivavano danni all'autonomia dello studente, la frustrazione della sua legittima curiosità e qualche difficoltà di valutazione per l'insegnante. Lo stesso si dica per quelle ricerche scolastiche che si avvalgono delle enciclopedie. Questa era non può dirsi ancora conclusa, ma alcune di tali opere sono reperibili su cd-rom. É piuttosto importante perciò che il computer destinato all'uso dello studente cieco sia fornito di lettore cd. Utile avvertenza é che anche in questo caso non tutte le opere multimediali sono accessibili attraverso gli screen reader e pertanto risultano inutilizzabili anche nelle parti testuali. Alcune di esse, ad esempio, impiegano caratteri appositamente disegnati dai programmatori dell'opera. Tali caratteri sfuggono agli standard Microsoft e pertanto vengono trattati dagli screen reader alla stessa stregua dei disegni e cioé ignorati.

rossella carano

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Re: LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

Messaggio  rossella carano il Mer Dic 03, 2008 12:17 am

ACCESSO A INTERNET E IPERTESTI
Sta diventando d'importanza crescente l'accesso a Internet per gli studenti non vedenti, tanto per il posto che la rete va prendendo nel percorso didattico di diversi insegnanti, quanto per le numerose risorse a cui, attraverso la rete, il cieco può attingere, sia, infine, per le numerose possibilità di scambiare opinioni, soluzioni,
confidenze attraverso la posta elettronica. Tante esperienze delle scuole bolognesi in diversi anni testimoniano inoltre a favore della posta elettronica nell'apprendimento delle lingue, nel confronto con altre latitudini, abitudini,
consuetudini. Allo studente cieco diamo due vantaggi in più:
1) La posta elettronica lo mette finalmente alla pari del suo destinatario vedente: entrambi scrivono e ricevono in
un modo che é trasparente a ambedue.
2) Gli permette di confrontarsi con altri ciechi.
Infatti, da quando all'educazione in appositi istituti si é preferita quella domiciliare, quella cultura minuta e quotidiana di piccole e geniali soluzioni che permettono, ad esempio, di camminare disinvolti, di scegliere i percorsi più idonei, di individuare un mezzo pubblico, di sapere a chi rivolgersi se... questa cultura orale che si tramandava naturalmente e nella quale l'esperienza di uno diventava proprietà di tutti, oggi fatica a trasmettersi, e c'é la possibilità che vada perduta. Così in Internet si sono creati luoghi di conversazione telematica che permettono questo scambio. Inoltre, i programmi (browser) per la navigazione in rete si adattano bene all'uso "locale", e ad esplorare ipertesti in linguaggio html presenti sullo stesso computer. ciò diventa importante per la redazione e la consultazione di ipertesti, attività che risultano oggi piuttosto praticate a scuola. Riguardo anzi a quest'ultima applicazione additiamo "autohtml" per DOS, un programma che può risultare molto utile nella conversione di un file-testo in un file,html e nell'organizzazione di un sito Web. Funzionano piuttosto bene con gli ausili per non vedenti tanto Internet Explorer 5 quanto Netscape Navigator 4 e Eudora pro 3.0 nelle versioni per win95.


FARE MUSICA
A questa musa i ciechi hanno sempre dato molto e ne hanno ricevuto almeno altrettanto, sia sul piano della dimensione ludica sia su quello dell'integrazione in un tessuto sociale. Che la scuola sia in grado di coltivare questo aspetto é auspicabile, anche se risulta evidente che negli orari e nei programmi lo spazio che le é riservato, anche quando c'é, non é molto. Il computer fornisce potenti strumenti allo studente che voglia far musica. Gli permette infatti di realizzare composizioni anche molto complesse, correggerle, orchestrarle, realizzare uno spartito su pentagramma. Non é invece ancora possibile la stampa della musica in Braille se non con artifici piuttosto arditi. Purtroppo, anche in questo caso, ci vediamo costretti a rivolgerci a vecchi programmi quasi tutti sotto DOS poiché l'abbondante uso della grafica in quelli di più recente generazione, ne limita drasticamente le funzioni a cui il non vedente può accedere in autonomia. L'hardware minimo richiesto
é un computer e una scheda audio. L'hardware può essere proficuamente arricchito da una tastiera midi, cioé
adatta alla connessione al computer. La possibilità di effettuare ogni operazione attraverso comandi da tastiera e la visualizzazione semigrafica delle note e delle battute ne permettono un pieno impiego attraverso il display braille e un uso quasi totale attraverso la sintesi vocale. Permette di utilizzare la tastiera alfanumerica come tastiera musicale, anche se ciò comporta forti limiti nell'esecuzione.

rossella carano

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NON VEDENTI:ARRIVA IL PIMPA IN BRAILLE

Messaggio  catia.dellomo il Mer Dic 03, 2008 2:03 pm

Il celebre fumetto di Altan può essere letto anche con il tatto. La pubblicazione della Stamperia Braille di Firenze

Un fumetto in 'braille' in grado di far provare esperienze sensoriali attraverso il tatto. E' quello pubblicato dalla Stamperia Braille di Firenze, struttura unica in Italia che fa capo alla Regione Toscana. Il fumetto 'La Pimpa: di che colore e'' (presentato alla vigilia della 'Giornata nazionale del Braille') e' un libro particolare da toccare e guardare perche' il personaggio Pimpa, noto a tutti i bimbi, e' a rilievo e colorato. Ogni immagine inoltre e' rivestita di particolari materiali che, oltre al colore, danno sensazioni tattili diverse: la rana e' verde e viscida, la rosa e' anche setosa, la ciliegia e' rossa e rotonda, il sole e' giallo e caldo. Prodotto in collaborazione con la casa editrice Quipos e lo stesso autore Tullio Altan, che hanno rinunciato ai diritti d'autore trattandosi di una proposta di alto impegno sociale, il libro e' destinato ai bambini ciechi e ipovedenti che leggeranno insieme ai bambini vedenti e si divertiranno senza emarginazioni, ma anzi scoprendo sensazioni a cui chi vede non e' abituato. Tra le produzioni recenti figura anche il testo del romanzo autobiografico ''Lo scafandro e la farfalla' del giornalista Jean-Dominique Bauby, ispiratore dell'omonimo film del regista newyorkese Julian Schnabel, vincitore del premio come Miglior Regia al Festival di Cannes 2007. La Stamperia trascrive inoltre in Braille i libri scolastici, producendo oltre 100 mila pagine all'anno. Dipendente dalla Toscana e' anche la Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi di Scandicci, con 76 anni di attivita' alle spalle. Dalla Scuola escono ogni anno circa 40-45 cani addestrati che vengono affidati gratuitamente a persone non vedenti.
da www.vita.it
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per i non vedenti

Messaggio  alessandra di fiore il Mer Dic 03, 2008 3:25 pm

quante cose straordinarie stiamo vedendo vero?guardando il video ho capito quanti passi da gigante sta facendo la tecnologia e il metodo braile a mio parere è quello che ha di più rivoluzionato,costruire questi oggetti,elaborarli nei minimi particolari mi sembra qualcosa di assolutamente fantastico.....

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Re: LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

Messaggio  mody d'ambra il Mer Dic 03, 2008 4:44 pm

Forse tra i giovani non vedenti c'è qualche Ray Charles ancora da scoprire. Ma molti ragazzi non si avvicinano agli studi musicali perché non si trova personale preparato in grado di insegnare a leggere la musica Braille, perché trascrivere uno spartito con i mezzi tradizionali costa molto tempo e denaro, perché un brano va mandato a memoria prima di eseguirlo,dato che chi non vede non può leggere e suonare contemporaneamente. Per rendere le partiture musicali più facilmente e velocemente accessibili sia alle persone cieche o minorate della vista (studenti di musica, professionisti o musicisti dilettanti), sia agli insegnanti di musica e alle scuole che lavorano con studenti non vedenti, è nato il progetto europeo eBrass.
eBrass sta per Braille Score Service, ossia Servizio musicale Braille digitale, e offre una biblioteca on-line di testi di musica Braille in formato elettronico. Gli spartiti possono essere scaricati insieme all'audio del brano musicale e usati da musicisti non vedenti grazie ad un software creato appositamente, il Braille Music Editor, realizzato da Arca Progetti di Verona.
Il catalogo della biblioteca on-line (organizzato per autore, titolo, genere musicale, editore) sarà continuamente ampliato e arricchito con una varietà di partiture musicali Braille selezionate sulla base delle richieste e preferenze degli utenti.
Grazie al software BME, i musicisti ciechi e gli studenti di musica di paesi diversi sono in grado di scambiarsi titoli, modificare i file già esistenti e creare la loro musica per farla circolare sulla rete utilizzando regole comuni dettate dal New International Manual for Braille Music Notation (Nuovo Manuale Internazionale per la Notazione Musicale Braille).

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il ruolo della musica per il non vedente

Messaggio  mody d'ambra il Mer Dic 03, 2008 4:51 pm

Lo studio della musica riveste un alto valore nel processo formativo della persona non vedente, ipovedente e con minorazione aggiuntiva. Esso produce effetti positivi sullo sviluppo dell’individuo, considerato sia come entità assestante che come membro di un sistema di relazioni.
Tali effetti riguardano non solo la sfera espressiva e creativa, o quella delle relazioni, come è ormai accettato comunemente. Vale la pena accennare, sia pure di sfuggita, ad alcune importanti implicazioni che può avere lo studio della musica in senso lato sullo sviluppo del pensiero prelogico e su quello logico formale, oppure sullo sviluppo della immaginazione e, per altro verso, in quanto espressione dello Spirito umano, ai fini di una migliore comprensione della storia della civiltà nei suoi vari aspetti: artistici, culturali, sociali.
Sono numerosi i parallelismi che si possono tracciare tra forme musicali e forme pittoriche, o stili architettonici, oppure tra forme musicali e correnti letterarie, ecc.
Né vanno sottovalutati gli effetti positivi dello studio della musica, e di uno strumento in particolare, sullo sviluppo della manualità da un lato, e d'altro lato sulla formazione del carattere: memoria, attenzione, spirito di osservazione, costanza, resistenza alla frustrazione, abitudine all'ascolto, ecc.
Lungo potrebbe essere l'elenco, ad esempio, dei riscontri musicali che possono avere alcuni concetti spazio-temporali come dentro / fuori, vicino / lontano, alto / basso,
prima / durante / dopo o concetti tipici delle scienze matematiche quali pochi / tanti / nessuno, uguale / diverso tutto / parti; e si potrebbe continuare con le analogie riscontrabili tra le operazioni aritmetiche di base ed alcune forme musicali.
Sul piano dello sviluppo della immaginazione basterà richiamare determinate forme affermatesi nella storia della musica, come la variazione, o il poema sinfonico; ma possiamo senz'altro affermare che anche alcuni elementi del mondo circostante tipicamente visivi possono venir meglio compresi, se non percepiti, attraverso analogie con il mondo dei suoni: colore, sfumatura e contrasto, prospettiva, effetto di insieme ecc.
Poco studiati forse sono gli effetti dell’esperienza musicale sullo sviluppo generale della persona non vedente con minorazione aggiuntiva: proprio in presenza di difficoltà espressive, logico-concettuali, relazionali, il far musica nelle forme possibili, può divenire un ponte, forse l’unico, tra la persona non vedente con minorazione aggiuntiva ed il mondo degli oggetti e delle persone.

Per tutte queste ragioni lo studio della musica offre al non vedente opportunità di crescita individuale e sociale che sono uniche, considerando il tipo di deficit.

mody d'ambra

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Re: LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

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