LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

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Il navigatore che parla ai non vedenti

Messaggio  catia.dellomo il Mer Dic 03, 2008 5:02 pm

Un software per smartphone per aiutare i non vedenti ad orientarsi più facilmente in città: Wayfinder Access, release di Wayfinder, sfrutta al massimo la navigazione text-to-speech.

Il programma è utilizzabile da molti smartphone equipaggiati con Symbian di ultima e penultima generazione: basta una modulo GPS, integrato o collegato via Bluetooth. Una volta installato, il software si connette automaticamente al portale Wayfinder e scarica le mappe. La funzione Where am I?, (dove sono?) permette all'utente di sapere dove si trova, mentre What is in my surrounding?, (cosa mi circonda?), fornisce una scansione della zona circostante evidenziando punti di interesse come banche, ristoranti, librerie ed incroci. Il tutto raccontato dal dispositivo.

'Nonostante abbia un cane guida, questo passo avanti della tecnologia significa che posso viaggiare in maniera ancora più indipendente in posti che non conosco, senza dover chiedere ad altri di dirmi dove mi trovo' - dichiara Bart Bunting, tester del software. 'Ora posso spostarmi da A a B e scoprire specifici punti di riferimento o di interesse la cui esistenza mi era del tutto sconosciuta, come uno sportello bancomat o una caffetteria. Ora posso consultare il GPS per sapere cosa mi circonda'.

A fornire il software a Bunting è Guide Dogs, società che addestra cani guida ed insegna ai non vedenti come sfruttare il loro aiuto, coadiuvandolo con dispositivi come bastoni e device elettronici che aumentino l'autonomia dei pazienti. Testato su alcuni utenti in Australia, l'applicativo ha suscitato entusiasmo in chi l'ha provato: 'Le persone che hanno partecipato al test tenutosi lo scorso marzo hanno dichiarato quanto fosse utile poter operare su un piccolo dispositivo come un cellulare, combinandolo all'ausilio di un cane guida', ha dichiarato Roniga Hang, dirigente del settore ricerca di Guide Dogs. 'La nostra organizzazione ha fornito il sistema di navigazione a circa 50 persone e può già contarne più di altre 50 in lista d'attesa. La nostra speranza è di raggiungere una quota pari a 200 utilizzatori, sui 3000 assistiti dalla società'.

Effettivamente il dispositivo non è alla portata di tutti, per due semplici motivi. Primo, il software necessita di un collegamento ad internet via cellulare, i cui costi diverrebbero sostanziosi in mancanza di una flat per il traffico dati. Secondo, non tutti gli utenti sono in grado di padroneggiare un sistema come un software di navigazione. Va però sottolineato che negli ultimi anni la tecnologia ha fatto molto per cercare di risolvere i piccoli problemi quotidiani di persone diversamente abili. Col tempo sono nati apparecchi di indubbia utilità. In tal senso pare utile il navigatore satellitare BBNav prodotto dalla britannica Navevo. BBNav sta per Blue Badge Navigator, dove Blue Badge sono i permessi di parcheggio per disabili. Il punto di forza di questo navigatore sono gli oltre 60 mila punti di interesse, tra cui spiccano accessi ed aree di parcheggio riservate esclusivamente a disabili. Il prodotto non è ancora disponibile, ma in rete se ne parla già come la prima vera alternativa per i guidatori diversamente abili. Stando alle indiscrezioni, il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno alle 200 sterline.
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Il Museo è di tutti: percorsi tattili per i non vedenti

Messaggio  catia.dellomo il Mer Dic 03, 2008 5:03 pm

Dal 2006 il Museo di Storia della Scienza di Firenze rende fruibili le sue preziose collezioni di strumenti scientifici anche dal pubblico dei non vedenti. Con un percorso tattile, realizzato anche grazie al supporto dell'Unione Italiana Ciechi, il visitatore non vedente ha la possibilità di fare esperienze nelle 21 sale che compongono il Museo. La visita, gratuita, prende in esame alcuni strumenti, sia originali che in replica, che potranno essere “visti” con le mani, dopo averne appreso dall'accompagnatore le peculiarità, la storia e il funzionamento.
Di particolare interesse, all'interno del percorso, le esperienze sensoriali con i notturnali, strumenti astronomici usati in assenza di luce, che costringevano gli utilizzatori a sviluppare un'elevata sensibilità tattile, o quelle con le macchine elettrostatiche a disco che, elettrizzate tramite strofinio, producono scosse ben percepibili. Nella sala dedicata alla chirurgia e all'ostetricia i non vedenti potranno invece, toccando alcuni modelli in terracotta, seguire passo dopo passo il processo del parto.
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BIBLIOTECA PER I NON VEDENTI

Messaggio  catia.dellomo il Mer Dic 03, 2008 5:08 pm

Le persone non vedenti di Alessandria avranno una biblioteca tutta per loro. Grazie a una particolare apparecchiatura, potranno infatti consultare i circa 300 libri collocati sugli scaffali dell’istituto di formazione professionale For.Al. Sono volumi di vario genere, dalla cultura scolastica di base, ai manuali di informatica, di materie giuridiche, economiche, ma anche alcuni di cultura generale, e il numero destinato a crescere con il tempo. La buona novella arriva in questi giorni ed � il risultato della concomitanza di intenti di tre diverse realta' : lUnione Italiana Ciechi di Alessandria, il For.Al e la Provincia. Fa parte del gruppo di lavoro del centro di formazione alessandrino For.Al, una ragazza non vedente. Col tempo � nata l’esigenza di fornirle un ausilio per lavorare meglio. Cos� � stato acquistato un voicebook, cio� uno scanner che legge i testi scritti a stampa e li trasforma in dati vocali per ascoltarli.
Paolo Bolzani, presidente della sezione di Alessandria dell’Uic, ha spiegato che � un’apparecchiatura ancora poco diffusa in Italia ma che si stanno preoccupando di acquistare l’apparecchio negli Stati Uniti, mentre il settore servizi sociali della Provincia ha fornito gli strumenti formativi per poterlo utilizzare. E’ una tecnologia che in un primo momento richiede un addestramento. Poi, una volta acquisite le basi, � molto facile da usare: attraverso un sofisticato scanner, dotato di un software che legge il documento inserito e lo ripete tramite una sintesi vocale, un libro di medie dimensioni pu� essere ascoltato in circa mezzora.
Inoltre, proprio come funziona con il prestito di volumi nelle biblioteche tradizionali, chi desiderasse leggersi il libro comodamente a casa, potrebbe memorizzarlo e salvarlo su un cd o un floppy da inserire nel proprio computer. Il voicebook tra l’altro � predisposto anche per trasformare i testi in Braille e trascriverli su una speciale barra con 40 caratteri, per chi conosce il linguaggio in rilievo. Si possono inoltre leggere i libri scritti in altre dieci lingue, grazie a uno speciale software che le traduce vocalmente.
I frutti benefici di questa nuovo strumento di lavoro gi� si fanno vedere e la ragazza non vedente di For.Al d’ora in poi si occuper� di catalogare e scansionare i libri della biblioteca per renderli fruibili a tutti. Bolzani conclude dicendo che � uno strumento utile per l’integrazione delle persone disabili e che solo nella provincia di Alessandria ci sono circa 1.500 persone non vedenti. Molte di queste hanno perso la vista in una et� avanzata. Per loro � pi� difficile iniziare a studiare il Braille o a apprendere l’informatica, ma con il voiceboo
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SATELLITE E TELECAMERA PER ACCOMPAGNARE I CIECHI

Messaggio  catia.dellomo il Mer Dic 03, 2008 5:21 pm

In un futuro non molto lontano non saranno più i cani ma sarà l' alta tecnologia ad aiutare i ciechi nei loro movimenti. Due prototipi, sviluppati in Spagna e Germania, possono già sostituire i fidati animali nel compito di
accompagnamento delle persone non vedenti. Il sistema iberico si basa sulla comunicazione via satellite. E' stato sviluppato dalla GMV su incarico della Organización Nacional de Ciegos Españoles e si chiama "Sonobraille". E' un computer portatile con la tastiera riportante i caratteri in braille e un sistema di sintesi vocale interfacciato con un satellite che permette di calcolare in telemetria la distanza più corta e sicura tra due punti.
L'altro dispositivo è un bastone elettronico regolabile. Lo ha creato lo studente tedesco Sebastian Ritzler, del Muthesius Academy of Art and Design. Mygo, questo il nome del prototipo, saggia il terreno con una piccola
rotella spinta da un motore. Una micro-telecamera integrata nel bastone individua gli ostacoli e trasmette le informazioni via wireless all'utente tramite impulsi audio-sonori.
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SATELLITE E TELECAMERA PER ACCOMPAGNARE I CIECHI

Messaggio  catia.dellomo il Mer Dic 03, 2008 5:21 pm

In un futuro non molto lontano non saranno più i cani ma sarà l' alta tecnologia ad aiutare i ciechi nei loro movimenti. Due prototipi, sviluppati in Spagna e Germania, possono già sostituire i fidati animali nel compito di
accompagnamento delle persone non vedenti. Il sistema iberico si basa sulla comunicazione via satellite. E' stato sviluppato dalla GMV su incarico della Organización Nacional de Ciegos Españoles e si chiama "Sonobraille". E' un computer portatile con la tastiera riportante i caratteri in braille e un sistema di sintesi vocale interfacciato con un satellite che permette di calcolare in telemetria la distanza più corta e sicura tra due punti.
L'altro dispositivo è un bastone elettronico regolabile. Lo ha creato lo studente tedesco Sebastian Ritzler, del Muthesius Academy of Art and Design. Mygo, questo il nome del prototipo, saggia il terreno con una piccola
rotella spinta da un motore. Una micro-telecamera integrata nel bastone individua gli ostacoli e trasmette le informazioni via wireless all'utente tramite impulsi audio-sonori.
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LE CIFRE DELLA CECITA'

Messaggio  allocco.mariacarmina il Mer Dic 03, 2008 5:59 pm

Quanti sono i ciechi in Italia? Difficile dirlo con esattezza. Le poche statistiche esistenti non aiutano. «Forse perché i non vedenti sembrano tutti uguali, la gente non si ferma a guardarli - ironizza Mario Censabella, presidente della sezione milanese dell’Unione italiana ciechi (Uic) -. Un giorno mi è capitato di prendere un autobus al di fuori del solito percorso: l’autista voleva farmi scendere a una fermata che non era la mia. Quando sono riuscito a spiegarmi, si è scusato dicendomi che mi aveva scambiato per un altro cieco».

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PERDERE LA VISTA

Messaggio  allocco.mariacarmina il Mer Dic 03, 2008 6:03 pm

La gran parte dei ciechi in Italia non è nata cieca, lo è diventata. Nei bambini le cause più frequenti sono disturbi della cataratta, alterazioni della retina, disfunzioni del nervo ottico e malattie trasmesse dalla madre. Gli adulti, invece, solitamente perdono la vista a seguito di un glaucoma, di una degenerazione maculare senile o come effetto collaterale di altre malattie, quali il diabete o le patologie cardiovascolari. La causa principale è comunque la vecchiaia: aumenta l’età media della popolazione e quindi aumentano i casi di degenerazione maculare senile.


La cecità tuttavia non è solo una patologia, ma una condizione. È certo che il processo mentale di adattamento a questa condizione di buio permanente richiede uno sforzo psicologico fuori dal comune.
«Il non vedente non è una persona diversa - spiega la dottoressa Elisa Faretta, psicologa e psicoterapeuta consulente dell’Istituto dei ciechi di Milano -. La condizione di cecità deve essere accettata realisticamente prima dagli altri che individualmente. Il non vedente possiede modalità di apprendimento particolari, si avvale di canali sensoriali alternativi e conosce direttamente l’ambiente, sviluppando rappresentativamente la realtà esterna sulla base di relazioni di tipo tattile, uditivo, olfattivo, gustativo e motorio». Fino a qualche decennio fa ha pesato il pregiudizio che, sotto il profilo cognitivo, il bambino non vedente nasce con qualche possibilità in meno rispetto a un normodotato. Un bambino nato cieco, invece, ha le medesime possibilità di apprendimento, sviluppo e crescita. «Ma la responsabilità della sua crescita dipende soprattutto dall’ambiente che lo circonda, che deve trasmettere una buona base di autostima».


In una persona che diventa cieca, invece, la mente funziona per riferimento: ai ricordi, alle immagini, alle sensazioni suscitate e stimolate da situazioni. Chi perde la vista deve fare improvvisamente i conti con la necessità di sovvertire la realtà. Un processo che spesso determina in alcuni soggetti, non necessariamente più deboli, disturbi traumatici. In altre parole, l’incapacità di affondare un evento devastante come la cecità, genera ansia, depressione e panico. È a questo punto che possono subentrare interventi di sostegno, che aiutano a rielaborare la perdita. Il primo passo è quello che coinvolge la sfera relazionale: «I rapporti con le persone cambiano inevitabilmente - sottolinea la dottoressa Faretta -: per i vedenti trattare con un cieco è difficile, e questo un cieco lo sa bene. Per superare la condizione di disadattamento, deve imparare a recuperare l’autonomia: un misto di accettazione, intraprendenza e autostima. La cecità mentale è uno stato che non esiste. Esiste piuttosto la cecità sensoriale, intesa come assenza di immagini esclusivamente visive».

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Note in braille per i musicisti non vedenti

Messaggio  catia.dellomo il Sab Dic 06, 2008 12:41 am

ORINO - Gli artisti illustrano al pubblico i brani che eseguiranno; suonano senza spartito, perché hanno memorizzato le note in braille; difficile è il loro inserimento in un'orchestra sinfonica, spiegano, perché non potrebbero seguire le indicazioni del direttore d'orchestra. Paolo Garganese e Claudio Careglio sono stati venerdì sera i protagonisti del concerto di musica classica per chitarra e pianoforte organizzato dal Circolo dell'Amicizia fra Ciechi e Vedenti (un circolo fondato nel 1965 per volontà della massaggiatrice cieca Domenica Bevilacqua che decise costituire un luogo d'incontro in cui la cecità non ispirasse pietà o disagio e i rapporti umani fossero ispirati ai principi della massima uguaglianza e reciprocità). Paolo Garganese ha eseguito, con una chitarra a dieci corde, brani di Sl. Weiss, J.K. Mertz, e i contemporanei Pipò e York. Alla fine della sua esecuzione ha accontentato il pubblico con un bis, un tango suonato magistralmente. Garganese é docente al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino e si occupa si occupa della promozione dello studio della musica da parte dei non vedenti per l'integrazione e l'abbattimento dei pregiudizi rivolti a questa categoria di handicap.

Claudio Careglio invece è solista di pianoforte, è stato per 30 anni insegnante di educazione musicale nella scuola media statale e ha svolto attività come direttore di coro. Ha suonato alcune variazioni di Beethoven, dei notturni di J.Field e Chopin (tra cui il celeberrimo Nottuno in Si bemolle minore op. 9 n,1), la romanza di Rubinstein e la serenata messicana di S. Joplin. La sala era gremita, e l'esecuzioni magistrali. Al pubblico in sala è stata consegnato il programma di sala "convenzionale" più quello scritto in braille, la traduzione cui, spiegano, avviene in modo automatizzato, con l'uso del computer. È particolare, per chi ancora non è abituato, l'approccio amichevole di qualcuno; un maestro di musica per esempio, si è presentato con un saluto non formale, ma con il tocco, cercando di capire chi sei dai tratti, dalla voce e dalla forma delle spalle; qualcosa che crea subito un'empatia particolare, soprattutto in una società spesso diffidente, in cui due estranei si scambiano a malapena una stretta di mano.
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cellulari per non vedenti

Messaggio  luana.caiazzo il Sab Dic 06, 2008 2:20 pm

Questa settimana arriverà Tim Mobile Speak, un nuovo software interattivo di Telecom Italia Mobile che rende accessibile la comunicazione via cellulare anche ai non vedenti e agli ipovedenti. Tim lo offrirà gratuitamente ai propri clienti.

In una nota, l’operatore telefonico ha spiegato che “Tim Mobile Speak consente ai clienti Tim non vedenti e ipovedenti di utilizzare tutte le funzioni del telefonino, grazie a una voce elettronica che legge il display in base alle necessità e alle indicazioni dell’utilizzatore. Ai clienti interessati verrà distribuito anche Tim Mobile Magnifier, una lente di ingrandimento virtuale che consente agli ipovedenti una più agevole fruizione delle informazioni sullo schermo del telefonino“.

Il presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Tommaso Daniele, ha espresso un parere positivo su questa iniziativa di Tim: “Fino a qualche anno fa pensare ad un cellulare accessibile era un sogno. Oggi invece è importante sapere che i prodotti ci sono e che funzionano. Sfondare una barriera, come quella dell’inaccessibilità della telefonia mobile, è stato un passo importante per l’autonomia dei ciechi e degli ipovedenti e il raggiungimento delle pari opportunità“.

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comunicazione per i non vedenti

Messaggio  martina Spagnuolo il Sab Dic 06, 2008 3:56 pm

Salve,
Ho visto il video, e sono contenta che qualcosa inizia a cambiare... ma soprattutto che cerchiamo di cambiare le situazioni che si trovano persone con difficoltà.
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BRAILLE E MUSICA

Messaggio  catia.dellomo il Sab Dic 06, 2008 8:59 pm

Navigando in rete ho trovato questo video davvero significativo, a dimostrazione del fatto che la musica puo' divenire per i non vedenti un'occasione per sviluppare una percezione della realta' diversa, ma nello stesso tempo concreta per poter "VEDERE IL MONDO CHE LI CIRCONDA ATTRAVERSO I SUONI CHE RIESCONO A PRODURRE" come afferma la stessa musicista nel video..Tutto cio' e' davvero incredibile..
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Danzare con il cuore

Messaggio  Rosaria Kaiser il Dom Dic 14, 2008 6:20 pm


10 ottobre 2008. A Napoli nasce "Ascoltare con il corpo, danzare con il cuore", il primo corso promosso dall'Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi. I promotori: "Un'esperienza unica nel segno dell'integrazione"
NAPOLI - Nasce a Napoli il primo corso di tango argentino per non vedenti. Ad organizzarlo è l'Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi di Napoli in collaborazione con la cooperativa di arte sociale Cantolibre. "Ascoltare con il corpo, danzare con il cuore": questo il titolo del singolare laboratorio in cui i non vedenti, insieme agli altri, potranno sperimentare un rapporto nuovo con il proprio corpo e con lo spazio. "Si tratta di un'iniziativa unica nel suo genere"- "Il suo obiettivo, così come quello di tutte le altre iniziative per disabili, è permettere alle persone non vedenti di fare un'esperienza unica e di trascorrere un po' del proprio tempo insieme ai vedenti, nel segno dell'integrazione". flower

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Re: LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

Messaggio  catia.dellomo il Dom Dic 14, 2008 7:12 pm

Grazie Rosaria per questo tuo contributo che ci permette di arricchire le nostre conoscenze per lo svologimento della nostra tesina.. Very Happy Laughing
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AudioTact, ossia il web ad occhi chiusi

Messaggio  catia.dellomo il Ven Dic 26, 2008 5:03 pm

Tra le attività di ricerca in corso di svolgimento presso il Centro Informatico dell'Istituto dei ciechi di Milano, riveste notevole importanza, soprattutto in relazione alle finalità, lo studio che si sta realizzando nell'ambito di una convenzione con il Politecnico di Milano.
Obiettivo del progetto è quello di dar vita ad un dispositivo che consenta la navigazione delle immagini ad utenti non vedenti sfruttando le applicazioni informatiche esistenti, e nel caso non fossero rispettate le indicazioni di accessibilità, adeguando le stesse sia in office e didattiche.
Attualmente è stato realizzato dal Politecnico un prototipo funzionante con alcune applicazioni test appositamente sviluppate. Il dispositivo presentato alla stampa nell'ultimo trimestre del 2006 è visionabile in un esemplare presso il Centro Informatico.
L'invenzione consiste in un apparato che, durante l'esplorazione di un'immagine mediante touch screen, utilizza i due canali dell'audio in stereo per offrire una combinazione di stimoli audio e tattili. L'immagine viene predisposta in modo da poter generare suoni che, attraverso il canale di sinistra, generino un normale impulso audio, mentre attraverso quello di destra generino un impulso tattile fruibile attraverso un trasduttore di contatto da indossare sul dito.
Seguendo una tecnica di esplorazione prestabilita, l'utilizzatore di AudioTact, può in maniera completamente autonoma ricavare una serie di informazioni dai tratti dell'immagine. Anche se al momento il dispositivo è da considerarsi ancora in fase di sperimentazione, e in quanto tale non è possibile né valutarne i risultati in termini di raggiungimento degli obiettivi né precederne un'eventuale diffusione dal punto di vista commerciale, sicuramente l'ottimizzazione dell'hardware e le implementazioni in programma potrebbero potenzialmente portare ad abbattere un'ulteriore barriera con la quale l'utente disabile visivo è costretto a convivere quotidianamente.
Del resto, uno dei punti fermi che come Istituto ci siamo prefissati e per il raggiungimento dei quali stiamo lavorando da tempo è, innanzitutto, l'abbattimento delle barriere di ogni genere, architettoniche e digitali, con cui i disabili visivi devono confrontarsi quotidianamente.
Per far ciò è indispensabile la diffusione e la condivisione del know how acquisito in questi anni di ricerca e sperimentazione. A tal proposito stiamo promuovendo come Istituto dei Ciechi di Milano una serie di seminari e di percorsi formativi finalizzati all'addestramento di manager, sviluppatori di siti internet, addetti alla comunicazione web in modo tale che le tematiche legate all'accessibilità e all'usabilità diventino progressivamente elementi «naturali» da considerare in fase di progettazione di qualsiasi dispositivo o applicativo software. In questo modo l'auspicio è che in un futuro, ci auguriamo quanto mai prossimo, chiunque possa fruire senza limitazioni delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
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Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi

Messaggio  Rossella Accardo il Lun Dic 29, 2008 2:01 pm

ISAIA 35 3-6

Un testo poetico, di grande forza evocativa, con i verbi declinati al futuro, una visione e una profezia, un tipo di linguaggio che non ci appartiene, ma ancora in grado di parlarci con forza e suggestione. Si parla evidentemente del regno di Dio, di quello di cui abbiamo solo qualche segno, che invochiamo e per il quale siamo impegnati.

E’ il testo che Gesù cita per comunicare a Giovanni Battista l’essenza di quello che sta succedendo. Gesù, alla domanda dei Giovanni, chi sei tu? Non risponde con argomentazioni teologiche ma esponendo quello che sta succedendo, per dire chi è racconta quello che fa.

E’ un testo dunque particolarmente significativo. Quale è il regno che ci presenta il testo biblico di oggi? E’ il regno del cambiamento. Ciechi che vedono, sordi che odono, muti che parlano e addirittura lo zoppo che salterà come un cervo. Crediamo al cambiamento? Crediamo ai miracoli? Io sono naturalmente, culturalmente, storicamente molto scettico quando mi trovo di fronte persone che parlano di miracoli, non parliamo poi quando li sbandierano. Poi, però, come tutti i credenti, nel silenzio della cameretta, nella vita privata ho visto Dio all’opera molte volte. Interventi che altri, forse, attribuirebbero alla fortuna, al caso, e che invece per me erano e rimangono azioni di Dio. Certo sono cose che non si possono raccontare, che hanno senso solo per chi le vive, che, anzi, perdono di autenticità se sono utilizzate come “randelli” per favorire il convincimento di altri. Ma, oltre a questi miracoli “privati”, mai visto niente… fino all’altro giorno, a Torre Pellice: ero a pranzo con alcuni psicologi e pastori impegnati nella cura delle persone. Ognuno raccontava le sue esperienze finchè la conversazione non ha portato al tema del miracolo. E dalle storie che raccontavano ecco un miracolo dietro l’altro, malati terminali che si riprendevano, persone che recuperavano l’uso della parola, ecc. Ho cominciato a pensare a quanti miracoli avvengono nella nostra Diaconia, istituzionale, ecclesiastica o personale. Quanti cambiamenti le persone fanno, quante storie mirabolanti che sfidano le leggi dell’invecchiamento, della malattia, del disagio accadono nel nostro cammino individuale e di chiesa.

Ma perché non li vediamo i miracoli, perché ci ostiniamo a non voler vedere il cambiamento come una cosa possibile? I primi a cui devono aprirsi gli occhi siamo noi.

Sono miracoli veri, concreti, che cambiano la vita della gente, e che, se impariamo a vederli, possono cambiare anche la nostra. Il testo non parla di miracoli qualsiasi, di cambiamento per il gusto di cambiare, non sono giochi di prestigio fatti per stupire il pubblico. La successione è molto significativa.“5Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.” La prima immagine scelta per il cambiamento: aprire i canali di comunicazione. Dare la possibilità di vedere le cose, aprire gli occhi, togliere il velo che oscura. Il nostro compito non è costruire una realtà virtuale da proporre agli altri, ma aiutare gli altri a guardare la realtà che hanno di fronte. Un piccolo esempio: nelle nostre opere che si occupano di minori, a Firenze Gould e Ferretti, a Palermo La Noce, a Torre Pellice la Comunità Alloggio, arrivano spesso bambini e adolescenti devastati da storie personali e famigliari penosissime, ove le relazioni all’interno del nucleo famigliare sono compromesse da patologie, devianze e carenze in un circolo vizioso senza fine. Uno degli obiettivi che ci diamo è proprio questo: apri gli occhi! Per uscirne devi imparare a guardare quello che ti sta succedendo, devi capire cosa vuoi accettare della tua situazione e cosa vuoi cambiare. Essere cieco a volte potrebbe essere meno doloroso. Certamente questo non vuol dire sbattere in faccia ad un bambino la realtà dicendogli: “Arrangiati!”, ma accompagnarlo in questo percorso di “presa visione” di quello che gli sta succedendo. E questo, quando succede, pensandoci, è un vero miracolo.

I ciechi e i sordi: due tipologie diverse di handicap. Se il cieco è privato della visione delle cose il sordo è privato del linguaggio, se il cieco, nel senso comune, sviluppa particolari sensibilità che ci portano a considerarlo particolarmente dotati (veramente diversamente abili), al sordo viene a mancare il linguaggio, le parole e quindi la possibilità di costruire il pensiero. Anche ai sordi si schiuderanno gli orecchi. Ma cosa può sentire un sordo se nessuno parla? Schiudere le orecchie all’ascolto, ma per ascoltare ci deve essere una parola che è detta. E la nostra Diaconia non può essere muta, specialmente se pretende di essere strumento per schiudere gli orecchi ai sordi. Diaconia o predicazione? E’ più facile dire i tuoi peccati ti sono rimessi o prendi il tuo lettuccio e cammina? “Domanda insensata! Non ha risposta. Deve essere respinta perché mina l’unità dell’evangelo” (Paolo Ricca in Grazia senza confini) . La predicazione e la diaconia sono due elementi inscindibili, sono le due lame di una forbice, per riprendere un’immagine di Giorgio Tourn. Non sono subordinate, in successione, sono invece coordinate, con pari dignità ed urgenza. Schiudere gli orecchi ai sordi significa dire qualcosa che non può non essere ascoltato. La nostra predicazione deve essere più connotata dal servizio e la nostra diaconia più connotata dall’annuncio. E questo non ha niente a che vedere, ovviamente, con una strumentale azione di proselitismo nei confronti dei deboli che incontriamo sulla nostra strada. Ma cosa vuol dire allora annunciare il regno con il servizio? Predicare con la diaconia? Come resistere alla tentazione di “predicare noi stessi”, e dire quanto siamo bravi, altruisti, laici, colti, rispettosi? Perché se questo è il messaggio è bene che il nostro interlocutore rimanga sordo! Come comunicare il tormento del regno, cui ci sentiamo chiamati, cui tendiamo e che sempre ci sfugge? Come comunicare la tensione etica nei rapporti con le persone senza sfuggire alle costrizioni del mondo della sofferenza, del lavoro, delle relazioni distorte? Come gestire una trattativa con l’Ente Pubbico? Come gestire i rapporti con il personale? Come mettere insieme il pareggio di bilancio con il servizio del prossimo? Nelle risposte a queste domande troviamo la predicazione della diaconia.

Un altro segno di cambiamento che il testo di oggi ci propone è l’urlo di gioia del muto. E questo ci riporta ad un altro compito essenziale della diaconia: dare voce ai senza voce ed essere voce dei senza voce...
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Re: LA COMUNICAZIONE PER I NON VEDENTI

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