Padre uccide figlio disabile

Pagina 1 di 2 1, 2  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Padre uccide figlio disabile

Messaggio  TaniaG il Lun Dic 01, 2008 6:26 pm

l'altro giorno durante una pausa è nata insieme alle mie colleghe una discussione riepetto un fatto di cronaca
Vorrei sottoporre alla vostra attenzione questa storia. Cosa ne pensate?

SAVONA - "Non posso pensare di lasciare questo figlio che ho tanto amato da solo in questo mondo. Perdonatemi": con questa frase Francesco Spada, 89 anni, ha motivato su uno dei due biglietti lasciati alle due figlie sessantenni che abitano a Milano, Massima e Carmela, il tragico gesto che due giorni fa lo ha spinto a premere il grilletto della sua pistola contro il figlio adottivo Pophillat, 35 anni, affetto da una forma di disabilità fisica e mentale, per poi uccidersi rivoltando l'arma contro se stesso.

Le due lettere sono state trovate dagli agenti della squadra mobile sul tavolo della cucina-salotto dell'abitazione, nel quartiere savonese dell'Oltreletimbro, che l'anziano, dopo la morte della moglie Rosaria tre anni fa, divideva tra mille difficoltà con Pophillat. Ormai fiaccato nei movimenti dai numerosi acciacchi della vecchiaia, Spada, conosciuto e apprezzato in città per la sua ex professione di barbiere, trovava grossa difficoltà a prendersi cura del figlio, accolto in casa quando aveva cinque anni. E non si rassegnava ad abbandonare quell'uomo indifeso, che aveva seguito e amato fin da bambino. A scoprire il corpo senza vita dell'anziano sul divano, riverso in una pozza di sangue, e quello del figlio agonizzante è stata un'amica di famiglia che di tanto in tanto andava a trovare i due a casa. La donna era passata dall'abitazione quando ancora la tragedia doveva accadere, e ci era tornata poco dopo su sollecitazione di una delle due figlie di Spada, che l'aveva chiamata preoccupata perchè il padre non rispondeva al telefono. Poi gli spari sentiti dai vicini e l'allarme alla polizia.

"Un altro padre lasciato solo ha deciso di ?togliere il disturbo' portando con se il proprio figlio disabile", è l'amara constatazione di Marina Cometto, la presidente dell'Associazione "Claudia Bottigelli" (www.claudiabottigelli.it), creata per sostenere e aiutare le famiglie con figli disabili gravissimi nella quotidianità. Cometto, lei stessa mamma di una ragazza disabile di quasi 35 anni, esprime "cordoglio e dolore per queste persone che si sono sentite abbandonate e lasciate nella solitudine in una situazione già per se non semplice ma complicata dall'avanzare dell'età del genitore". Famiglie "ignorate, logorate e usurate", delle quali "si parla solo quando ormai è troppo tardi per offrirgli uno spiraglio di speranza e di fiducia per il futuro".

Le parole lasciate dal padre ("Non posso immaginare di lasciare mio figlio, nelle condizioni in cui si trova, solo e in questo mondo. Finirebbe in un istituto") per la presidente dell'Associazione Claudia Bottigelli "non sono parole da disperazione, ma parole dettate dalla consapevolezza di non vedere intorno a sé nessuna via d'uscita che garantisca al figlio una vita serena, un'assistenza amorevole, un'attenzione affettuosa come quella che il padre ha donato per 35 anni". E allora, "se le famiglie sono lasciate sole a gestire anche in tarda età una situazione in cui le difficoltà, le responsabilità , lo stress, e l'impegno totale per 24 ore al giorno possono togliere ogni forza e voglia di vivere, questa - afferma Cometto - è la logica e naturale conseguenza". "E chi se ne stupisce o liquida l'argomento con un ?E' la disperazione' dimostra di non conoscere nulla della disabilità, di quella gravissima in particolare".

"Ho dovuto scegliere 35 anni fa se essere totalmente madre o separarmi da mia figlia - ricorda Cometto parlando di se stessa - e ho deciso di mantenere unita la famiglie lasciando il lavoro, e ora non ho neppure diritto alla pensione. Speravo che oggi le donne, madri di ragazzi disabili non dovessero ancora una volta subire la violenza sociale dell'indifferenza delle istituzioni, ma purtroppo non è cambiato molto per chi come noi pur trovando forze impensabili nell'amore dei propri figli scelgono di essere genitori fino alla fine". "Se non si riuscirà a comprendere - conclude - che la disabilità è un grande tema sociale e non si prenderanno seri provvedimenti per coinvolgere le famiglie anche a livello politico nelle decisioni che le riguardano questa ennesima tragedia dettata dalla consapevolezza di non avere nessuno a cui affidare il proprio figlio quando non ci saremo più sarà sicuramente replicata". "Ma questi macigni non pesano?", è la domanda finale.
avatar
TaniaG

Messaggi : 56
Data d'iscrizione : 16.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

mi spiace ma...

Messaggio  colomba.persico il Mar Dic 02, 2008 4:00 am

mi spiace, non voglio giustificare questa persona ma pensiamo anche alla disperazione che ha portato a commettere questo gesto, come le lettere affermano... e all'amore smisurato verso il figlio... anche se si può pensare che così tanto non era... non credete? Question
avatar
colomba.persico

Messaggi : 89
Data d'iscrizione : 15.11.08
Età : 31

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Padre uccide figlio disabile

Messaggio  TaniaG il Mar Dic 02, 2008 9:49 am

concordo con te colomba, il suo è stato un gesto estremo, ma la sua preoccupazione era il dopo e sinceramente cosa ne sarebbe stato di quell'uomo dopo la morte del padre??
avatar
TaniaG

Messaggi : 56
Data d'iscrizione : 16.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

non il solo...

Messaggio  mariarosaria tarallo il Mar Dic 02, 2008 10:36 am

secondo me è stato molto più lucido e consapevole di questa società piena di contraddizioni, che non riesce a trasmettere con convinzione e continuità quel senso di appartenenza ad una comunità nella quale nessuno dovrebbe sentirsi solo o immaginare solitudini così tragiche per coloro che amiamo e che non rispondono ai "requisiti" richiesti non sulla carta, no, ma nel vivere quotidiano, ipocritamente, quello sì!
Con ciò non voglio dire che secondo me uccidere qualcuno è legittimo, intendo solo dire che in alcuni casi chi commette materialmente certi gesti non è, secondo me, l'unico responsabile, anzi, da un certo punto di vista, non è neanche il principale autore di quel gesto; lo penso anche a proposito dei reati commessi dai ragazzi a rischio, tanto per chiarire quello che cerco di dire.
Vale lo stesso discorso per il suicidio, come quello compiuto poi ai danni di se stesso da parte di quel padre; anzi, ad essere sincera, mi viene da pensare che si sia trattato SOLO di un suicidio e non di un omicidio; quel padre era una cosa sola con suo figlio, lo ha accolto, protetto, amato, non è che fosse "proprietà" sua, ovvio, ma quell'uomo avrà di sicuro supplito a tante cose alle quali la società certo a volte viene meno; ha cercato a modo suo di proteggerlo da un futuro che immaginava ben poco roseo per lui; è tutto molto discutibile, lo so, tra l'altro io sono di quelli convinti che il suicidio non sia una forma di rinuncia, ma il risultato sempre di stereotipi imperanti nella nostra società e solitudini che soltanto chi è proprio dentro a certe situazioni può sapere davvero.
Bisognerebbe capire qualcosa del contesto in cui si è svolto il tutto, e comunque non è la prima volta che succede una cosa del genere, la collettività del nostro Paese è ricca di risorse positive, ma è la frammentarietà di esperienze e interventi che lascia a desiderare, ci vuole la cosiddetta "ciorta" di nascere o vivere nel posto giusto...e questa, lo sappiamo, non è di tutti...
avatar
mariarosaria tarallo

Messaggi : 318
Data d'iscrizione : 16.11.08
Località : NApoli provincia

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Padre uccide figlio disabile

Messaggio  angela rivieccio il Mar Dic 02, 2008 11:49 am

A mio avviso si tratta di un gesto estremo molto grave.Non ci sono giustificazioni,perchè la vita è sacra e credo che nessuno abbia il diritto di decidere la vita o la morte di se stesso o di un' altra persona.Posso però provare a capire lo stato di solitudine e di abbandono in cui vengono lasciate queste persone che assistono i disabili fisici e psichici.Ancora una volta l'aiuto materiale e il supporto psicologico sono stati carenti.Il pensiero che il proprio figlio potesse un domani rimanere solo lo ha disorientato e messo in una situazione di disperazione.
angela rivieccio
avatar
angela rivieccio

Messaggi : 71
Data d'iscrizione : 22.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Padre uccide figlio disabile

Messaggio  aiello maria il Mar Dic 02, 2008 2:43 pm

Io ritengo come le altre che non ci sia giustificazione per il gesto che ha portato un uomo a dover scegliere tra la vita e la morte del proprio figlio disabile.
Però credo anche che l'uomo sia giunto a mettere in atto questo gesto estremo per quello che c'è intorno a lui e cioè l'indifferenza e l'abbondono in cui il figlio si sarebbe ritrovato a vivere.
Molti genitori preferiscono far cessare la vita del proprio figlio piuttosto che immaginarlo solo e abbondonato.
Ritengo che noi possiamo solo limiatrci ad esprimere un pensiero ma non potremo mai conoscere la motivazioni che hanno spinto quest' uomo a scegliere quest'unica soluzione al fine di evitare un futuro sofferente al proprio figlio.
Grazie tania ciao

aiello maria

Messaggi : 69
Data d'iscrizione : 18.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Padre uccide figlio disabile

Messaggio  Alessia.Zoccoli il Mar Dic 02, 2008 3:55 pm

colomba.persico ha scritto:mi spiace, non voglio giustificare questa persona ma pensiamo anche alla disperazione che ha portato a commettere questo gesto, come le lettere affermano... e all'amore smisurato verso il figlio... anche se si può pensare che così tanto non era... non credete? Question
Molti genitori non accettano la natura del proprio figlio, le sue problematiche serie e concrete, e questo porta a vivere costantemente con una frustrazione e con dei paraocchi nei confronti del mondo e del ragazzo/a.Credo che uccidere un figlio, sia un gesto dettato puramente dall'eccessivo dolore, dalla morbosità, e forse anche dal timore delle prospettive future del ragazzo.Il padre, la madre o altro familiare si pone il quesito: "Cosa succederà un domani che io non ci sarò più?"Chi avrà cura di lui?".Domande a cui spesso non ci sono risposte.Allora, si dovrebbe avere il coraggio di AMMETTERE i veri problemi del figlio, e fare di tutto affinchè anche la scuola e altre agenzie, possano integrarlo nel contesto sociale e insegnargli le basi dell'autonomia.Forse così la paura diminuisce...Chissà!!

_________________
Alessia Zoccoli
avatar
Alessia.Zoccoli

Messaggi : 65
Data d'iscrizione : 17.11.08
Età : 30
Località : Ciampino

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

padre uccide figlio disabile

Messaggio  MADDALENA MACARI il Mar Dic 02, 2008 10:09 pm

questa è una storia davvero triste e secondo me anche tragica...credo che nessuno di noi possa nè giudicare nè capire questo padre e il suo dramma familiare.un genitore con un figlio disabile vive ogni giorno con l'angoscia , la paura e la preoccupazione per suo figlio. Credo che le mamme come me possano capire quello che si prova a vedere il proprio figlio quando sta male anche solo per un'influenza...pensare un figlio disabile ...credo anche che lo Stato debba dare maggiori aiuti a queste persone e alle loro famiglie...forse questo padre si è sentito solo o aveva bisogno di un sorriso o di una parola di un amico...e forse questa tragedia poteva essere evitata...

MADDALENA MACARI

Messaggi : 28
Data d'iscrizione : 26.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Padre uccide figlio disabile

Messaggio  rita_anvg il Mar Dic 02, 2008 10:22 pm

mariarosaria tarallo ha scritto:secondo me è stato molto più lucido e consapevole di questa società piena di contraddizioni, che non riesce a trasmettere con convinzione e continuità quel senso di appartenenza ad una comunità nella quale nessuno dovrebbe sentirsi solo o immaginare solitudini così tragiche per coloro che amiamo e che non rispondono ai "requisiti" richiesti non sulla carta, no, ma nel vivere quotidiano, ipocritamente, quello sì!
Con ciò non voglio dire che secondo me uccidere qualcuno è legittimo, intendo solo dire che in alcuni casi chi commette materialmente certi gesti non è, secondo me, l'unico responsabile, anzi, da un certo punto di vista, non è neanche il principale autore di quel gesto; lo penso anche a proposito dei reati commessi dai ragazzi a rischio, tanto per chiarire quello che cerco di dire.
Vale lo stesso discorso per il suicidio, come quello compiuto poi ai danni di se stesso da parte di quel padre; anzi, ad essere sincera, mi viene da pensare che si sia trattato SOLO di un suicidio e non di un omicidio; quel padre era una cosa sola con suo figlio, lo ha accolto, protetto, amato, non è che fosse "proprietà" sua, ovvio, ma quell'uomo avrà di sicuro supplito a tante cose alle quali la società certo a volte viene meno; ha cercato a modo suo di proteggerlo da un futuro che immaginava ben poco roseo per lui; è tutto molto discutibile, lo so, tra l'altro io sono di quelli convinti che il suicidio non sia una forma di rinuncia, ma il risultato sempre di stereotipi imperanti nella nostra società e solitudini che soltanto chi è proprio dentro a certe situazioni può sapere davvero.
Bisognerebbe capire qualcosa del contesto in cui si è svolto il tutto, e comunque non è la prima volta che succede una cosa del genere, la collettività del nostro Paese è ricca di risorse positive, ma è la frammentarietà di esperienze e interventi che lascia a desiderare, ci vuole la cosiddetta "ciorta" di nascere o vivere nel posto giusto...e questa, lo sappiamo, non è di tutti...


Concordo in pieno con le parole di Rosaria.
Inoltre penso che questa società sia quasi "responsabile" di atti così estremi.
Se ci fossero meno pregiudizi, se fossimo tutti disposti ad aiutare, se ci fossero maggiori strutture indicate ad accogliere in maniera OTTIMALE persone con questo genere di problemi, se ci fosse una maggiore sensibilità da parte della collettività, probabilmente molte di queste notizie non si sentirebbero più.
Anche io come Colomba non giustifico il gesto, ma posso comprendere che per amore si arrivi al punto di stroncare una vita, piuttosto che lasciarla in pasto all'ignoto.
Buona serata Cool
avatar
rita_anvg

Messaggi : 76
Data d'iscrizione : 25.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

paradosso

Messaggio  mariarosaria tarallo il Mar Dic 02, 2008 10:27 pm

si tratta di logiche "comprensibili" innescate dalle logiche distorte (del pregiudizio e della marginalità) che scorrono ancora come linfa tutt'altro che vitale in questa società, a vari livelli. Ne sono convinta, ma non in una prospettiva di pessimismo, anzi, mi motiva a cogliere il positivo, e a spendere la vita per dire no a tutto questo.
avatar
mariarosaria tarallo

Messaggi : 318
Data d'iscrizione : 16.11.08
Località : NApoli provincia

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Padre uccide figlio disabile

Messaggio  MariMarinelli il Mer Dic 03, 2008 3:01 am

Anch'io sono fermamente convinta che alla base di questa triste storia ci sia un grande vuoto istituzionale contro il quale le persone che vivono da vicino la marginalità si sentono talmente impotenti da tramutare la solitudine in disperazione, quella stessa che ha spinto questo padre a decidere per il gesto più estremo e soprattutto contro natura (un padre non dovrebbe mai assistere alla morte di un figlio, figuriamoci se l'assassino è lui stesso).
Questo ci dovrebbe far riflettere sugli aspetti che potrebbero risolvere a monte questi casi limite. Ma le istituzioni, dove sono? E dove erano quando questo padre ha incominciato il suo cammino di disperazione?
Possibile che nessuno ne abbia colto i segnali?

MariMarinelli

Messaggi : 13
Data d'iscrizione : 29.11.08
Età : 44
Località : napoli

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

linea spezzata

Messaggio  mariarosaria tarallo il Mer Dic 03, 2008 10:15 am

sono le domande più profonde e vere che scaturiscono da certi eventi, quelle che ha condiviso Marina.
istituzioni, ben configurate, associazioni ben organizzate, innumerevoli individui intorno al nucleo di una tragedia, è vero, e dove erano in quel momento?
Dov'eravamo?
da sempre l'uomo vive quest'altra grande contraddizione, espressa in qualche modo anche nel libro della Genesi, quando il racconto di una tradizione racconta di un dio che domanda a un uomo di una comunità umana ancora di pochi individui : "Caino...dov'è tuo fratello?" a sottolineare quel senso di appartenenza l'uno all'altro, che, fin dagli inizi della propria storia, il genere umano continua a tradire.
C'è tutto, in questa società, di fatto e potenzialmente, eppure, paradosso tragico, esiste ancora la fame in questo mondo, bambini muiono ogni istante, altri perdono arti per le mine sparse ovunque, altri vivono all'addiaccio nel "civile" Occidente.
L'estrema frammentarietà di questo vivere ha colpito ancora.
avatar
mariarosaria tarallo

Messaggi : 318
Data d'iscrizione : 16.11.08
Località : NApoli provincia

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

PADRE UCCIDE FIGLIO DISABILI

Messaggio  giuliana di girolamo il Mer Dic 03, 2008 11:27 am

bhè..leggendo queste parole che dire....non possiamo semplicemente puntare il dito e dire:SI,QUELLA PERSONA HA UCCISO SUO FIGLIO SOLO PERCHè ERA DISABILE.
Proviamo a metterci nei panni di questa persone,quanto dolore,quanta sofferenza nel vedere il proprio figlio incapace di costruirsi una vita...un futuro.Questo gesto è stato spinto dal dolore o dal grande amore verso il figlio????bhè è difficile dare risposta a questa grande domanda ma penso che è stato proprio questo grande amore a causare quasta grande soffeenza

giuliana di girolamo

Messaggi : 24
Data d'iscrizione : 26.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

PADRE UCCIDE FIGLIO DISABILE

Messaggio  maria fulco il Mer Dic 03, 2008 5:05 pm

Sentire una storia del genere non può che rattristarmi... Anche se nessuno può decidere della vita altrui, penso che nessuno può giudicare un gesto del genere dettato forse dalla disperazione di un genitore nei confronti di un figlio disabile che non sarà mai autonomo e non riuscirà mai da solo ad affrontare i problemi della vita...

maria fulco

Messaggi : 5
Data d'iscrizione : 29.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

a mariarosaria t.

Messaggio  Rusciano Marianna il Mer Dic 03, 2008 8:36 pm

Cara Rosy i tuoi messaggi sono sempre profondi e denotano una consapevolezza e una lucidità davvero ammirevole.Condivido in pieno quello che hai scritto e voglio solo aggiungere che, purtroppo, chi sitrova a vivere in una situazione di emarginazione e di abbandono difficilmente riesce ad uscirne. In alcuni casi sembra aprirsi un baratro della disperazione in cui si è sempre più risucchiati. Solo la "ciorta" che dici tu può salvare (intendo con ciorta una vincita al superenalotto,!) In quel caso ti diventano tutti amici. Ma si sa che tante volte queste persone non possono comprare nemmeno il biglietto. Bacioni

Rusciano Marianna

Messaggi : 13
Data d'iscrizione : 24.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

situazioni paricolari

Messaggio  elvira70 il Mer Dic 03, 2008 9:15 pm

penso che non è giusto togliere la vita ad un'altra persona ,ma è difficile anche condannare genitori che spesso fanno azioni spropositate verso figli con problemi bisogna trovarsi nella situazione per capire .Forse sono disperati perchè pensano al futuro quando loro non ci saranno, oppure vedono nei loro figli la sofferenza e i problemi che devono affrontare giorno per giorno, è sicuramente difficile da comprendere

elvira70

Messaggi : 15
Data d'iscrizione : 19.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

risposta

Messaggio  massesio imma chanel il Mer Dic 03, 2008 9:32 pm

Per quanto estremo possa essere stato il gesto di questo genitore nn mi sento di dare un giudizio nè positivo nè negativo perkè nn sappiamo cosa ci sia dietro a tale gesto.Sappiamo tutti quanto sia difficile convivere ogni giorno con una persona che purtroppo ancora oggi la società lascia ai margini e disprezza. Dunque non mi sento di giudicare questo padre.

massesio imma chanel

Messaggi : 10
Data d'iscrizione : 03.12.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Un gesto disperato?

Messaggio  carmela.romano il Gio Dic 04, 2008 11:41 am

Leggere una storia del genere mi fa rabbrividire, ma credo che non spetta a noi giudicare un gesto così estremo, un gesto che forse è stato compiuto dalla profonda disperazione, sofferenza o per la paura di chi avrebbbe badato a quell'uomo?
Ciao a tutte, Carmela.

carmela.romano

Messaggi : 22
Data d'iscrizione : 23.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

per Marianna

Messaggio  mariarosaria tarallo il Ven Dic 05, 2008 2:01 am

Rusciano Marianna ha scritto:Cara Rosy(...) Condivido in pieno quello che hai scritto e voglio solo aggiungere che, purtroppo, chi sitrova a vivere in una situazione di emarginazione e di abbandono difficilmente riesce ad uscirne. In alcuni casi sembra aprirsi un baratro della disperazione in cui si è sempre più risucchiati. Solo la "ciorta" che dici tu può salvare (intendo con ciorta una vincita al superenalotto,!) In quel caso ti diventano tutti amici. Ma si sa che tante volte queste persone non possono comprare nemmeno il biglietto. Bacioni

Cara Marianna, ti ringrazio per la tua bontà, mi rendo conto invece che a volte i miei pensieri, le mie idee sono forse un po' troppo "alternativi", anzi colgo l'occasione per scusarmi con tutti per questo, perchè forse sono "alternativi" oltre il limite consentito, non so, la verità è che ho visto persone morire, letteralmente morire, privarsi della vita, per capirci, a causa del pregiudizio, dell'emarginazione, o subire violenza per essi; allora dopo che hai visto queste cose con gli occhi, dici a te stesso che è inutile girarci intorno, se vuoi affrontare le cose, devi innanzitutto riconoscere con te stesso quello che pensi, ammettere quel tuo modo di pensare, riconoscerne le origini, le radici, le ragioni, e metterti in gioco, in vari modi, con le parole e con la vita, ben sapendo che, anche se in buona fede, potresti un giorno cadere tu stesso nella trappola del pregiudizio verso qualcuno, un pregiudizio ben celato, talvolta, dietro ferrate logiche e dietro la ragionevolezza, talvolta persino dietro l'ortodossia religiosa. Allora, conscia di questo rischio, ad esempio, perché la nostra natura umana è sempre fragile, mi tengo stretta al cuore l'unica certezza vera per me, con l'amore di mia madre: quella del valore delle Persona umana, alla luce della quale cerco di approcciarmi alle cose, e di ri-tornare ad una concezione, incondizionata, dell'essere umano, quando, altrimenti, alla luce di differenti logiche, sempre umanamente comprensibili, si rischierebbe di dividere gli uomini e le donne di questo mondo in esseri umani e bestie, e questo non sarebbe, secondo me, giusto. Abbraccio, ciao , )


Ultima modifica di mariarosaria tarallo il Ven Dic 05, 2008 2:39 am, modificato 1 volta
avatar
mariarosaria tarallo

Messaggi : 318
Data d'iscrizione : 16.11.08
Località : NApoli provincia

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Padre uccide figlio disabile

Messaggio  Antonella Rivellino il Ven Dic 05, 2008 2:37 am

Purtroppo storie come questa non sono rare,
sono il frutto della solitudine in cui si trovano alcune famiglie con ragazzi disabili,
le istituzioni non ci sono,putroppo questo è un dato di fatto,perchè in una situazione di disagio,sono in grado solo di internare una persona in strutture che dovrebbero essere fatte in una certa maniera,ma che in realtà sono veri e proprie anticamere della morte ( se non fisica ,spirituale).

Il gesto disperato di questo padre io lo capisco,
ha dato per tanti anni amore ad un figlio non suo ma che è diventato suo,nonostante i problemi,le responsabilità,il dolore...
ed ha realizzato coscientemente che alla sua morte nessuno avrebbe fatto come lui
e che in ogni caso,la sua morte sarebbe significato "passare un faticoso testimone" ad una delle sue figlie ( neanche più tanto giovani).

Egli non ha pensato di liberarsi da un dolore,
ma di evitare un altro dolore a suo figlio.

Capisco quello che ha fatto ed ho sentito dire questa cosa ( che fa sentire i brividi,ma che è vera) a tante mamme che si occupano di un figlio così per tutta la loro vita e sono straziate al pensiero di lasciare solo un essere indifeso nel momento in cui loro non potranno più fare tutto per lui senza stancarsi,senza provare rancore e rabbia,ma con l'amore che solo un genitore può dare.
avatar
Antonella Rivellino

Messaggi : 203
Data d'iscrizione : 15.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Padre uccide figlio disabile

Messaggio  valentina il Ven Dic 05, 2008 2:53 am

il gesto è stato ignobile, non c'è nessuna giustificazione, per quanto riguarda il problema del dopo è sempre esistito, ma le soluzioni ci sono sempre e nn ammetto quella dell'omicidio, anke se qst padre era disperato io non lo commisero.
avatar
valentina

Messaggi : 30
Data d'iscrizione : 20.11.08
Età : 32
Località : napoli

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Padre uccide figlio disabile

Messaggio  mena85 il Ven Dic 05, 2008 1:54 pm

la questione è sicuramente molto delicata...non è facile entrare nei meccanismi psicologici che si innescano all'interno dei genitori di figli disabili. una volta lessi la lettera di una madre con due figli disabili che confidava il suo segreto senso di colpa nei loro confronti per averli messi al mondo.posso imaginare che un senso di colpa come questo,non tenuto sotto controllo,possa col tempo crescere fino a costruire assurde convinzioni e spingere ad atti disperati.con questo non voglio assolutamente giustificare questi ultimi.solamente credo che,prima di puntare il dito contro questi genitori,bisognerebbe interrogarsi anche sulla responsabilità che ha la società.

mena85

Messaggi : 2
Data d'iscrizione : 20.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

poesia di gibran sui figli

Messaggio  martina Spagnuolo il Ven Dic 05, 2008 1:57 pm

a mio avviso non sono proprio d'accordo perchè la vita è un dono e deve rimanere tale, e qualsiasi genitore non può imporsi nè negare la vita al proprio figlio, proprio perchè si tratta di suo figlio. la disperazione sia altro, qui ci troviamo in presenza di disturbi mentali. volevo proporvi qst poesia di Gibran che riflette la realtà ed è a mio avviso bellissima:
I figli non sono i vostri figli
Essi sono i figli e le figlie della vita che brama se stessa.
Vengono per mezzo di voi ma non da voi,
e benchè essi siano con voi comunque non vi apparttengono.
Potrete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
poichè essi hanno i loro pensieri.
Potrete ospitare i loro corpi ma non le loro anime,
perchè le loro anime abitano la casa del domani,
che voi non potrete visitare,
neppure nei vostri sogni.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi.
La vita procede e non si attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli,
come frecce vive,
sono scoccati in avanti.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito,
e vi tende con forza
affinchè le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell'Arciere,
Poichè come ama il volo della freccia,
così ama la fermezza dell'arco.
avatar
martina Spagnuolo

Messaggi : 37
Data d'iscrizione : 20.11.08
Età : 32
Località : napoli

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: padre uccide figlio disabile

Messaggio  chiara.cicione1 il Ven Dic 05, 2008 3:15 pm

Certo Mena, sono d'accordo con te che non è giusto giudicare atti e situazioni del genere.
Tu hai parlato di colpa, ma per me mettere al mondo un figlio, sano o disabile che sia, non è una colpa.
Si tratta di scelte e di "missioni" che una persona ha la consapevolezza di dover portare avanti, se pur dolorose.

chiara.cicione1

Messaggi : 42
Data d'iscrizione : 29.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Padre uccide figlio disabile

Messaggio  Antonella Rivellino il Ven Dic 05, 2008 3:16 pm

valentina ha scritto:il gesto è stato ignobile, non c'è nessuna giustificazione, per quanto riguarda il problema del dopo è sempre esistito, ma le soluzioni ci sono sempre e nn ammetto quella dell'omicidio, anke se qst padre era disperato io non lo commisero.

Cara Vale,

capisco la tua posizione,ma dal momento che ti conosco bene,so anche che non è da te un atteggiamento sordo rispetto al dolore degli altri.
La vita è un diritto sacro,sono d'accordo con te,
ma non sta a noi giudicare quello che ha fatto questo padre.
Quantomeno dovremmo essere in grado di nutrire dei dubbi sulla nostra capacità di esprimere pareri netti su una situazione tanto delicata ( che ci è stata riproposta più volte anche nei casi di eutanasia per malati in coma irreversibile,come ad esempio nel caso di Eluana etc...)

Io non so davvero come potrei comportarmi in una situazione simile:
credo fermamente che la vita di queste persone abbia un senso profondo e sconosciuto per molti di noi,
ma ho anche visitato gli istituti in cui sono ricoverati quando i genitori non ci sono più,ed ho visto alcuni di loro spegnersi nell'indifferenza,nella freddezza medicalizzata e nella nostalgia di chi si prendeva cura di loro amandoli.
Ho ascoltato le parole di angoscia dei loro genitori all'ipotesi di doverli lasciare in quei luoghi e
non so cosa sia la cosa più giusta da fare,
ma ascolto quel dolore e non lo condanno,nonostante possa portare a gesti estremi come quello di cui stiamo parlando.
avatar
Antonella Rivellino

Messaggi : 203
Data d'iscrizione : 15.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Padre uccide figlio disabile

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 1 di 2 1, 2  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum