I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

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domande di colonnacchio antonietta

Messaggio  colonnacchio antonietta il Dom Nov 30, 2008 7:21 pm

Questo è il mio primo messaggio,sinceramente non amo tanto interagire con i nuovi mezzi tecnologici,un pò perchè non ne sono capace e un pò perchè sono ancora legata ai modi tradizionali di parlare con le persone.Oggi pomeriggio dopo aver finito le mie solite faccende di casa ed essermi tranquillizzata sui compiti scolastici dei miei due figli mi sono messa a leggere i vari messaggi sul forum.Ho trovato geniale e molto interessante la modalità di svolgimento del corso della prof Briganti Per il momento non ho nessuna idea da inviare ,le vostre sono già così esaurienti!! Vista l'occasione,però,mi piacerebbe porvi delle domande.Forse tra qualche anno (speriamo prestissimo) andremo a lavorare a contatto con i bambini diversamente abili.

Come vi sentite? Vi sentite capaci di affrontare questo commpito così difficile e delicato? Pensate che questo corso di laurea vi abbia lasciato qualche cosa di fattivo e concreto? Secondo voi abbiamo imparato oltre che la teoria anche la pratica?

Secondo me essere insegnanti e ancora di più di sostegno prevede lo svolgimento di un compito delicatissimo,fatto di consapevolezza,responsabilità,umiltà e passione che solo la teoria non ci ha dato, io avrei voluto capire concretamente molte più cose, voi cosa ne pensate?


Mi piacerebbe condividere con voi questo mio stato d'animo oppure umilmente capire se mi sto sbagliando:Grazie a tutte

(*ho aggiustato il tuo forum per farti vedere meglio, la docente)

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benvenuta

Messaggio  mariarosaria tarallo il Dom Nov 30, 2008 9:53 pm

Ciao, Antonietta, benvenuta tra noi, spero che anche tu, compatibilmente con i tuoi impegni, possa condividere con noi altri interessanti interrogativi ed altre riflessioni, come hai fatto ora. Per quanto in tanti abbiamo scritto vari interventi, sicuramente nulla può sostituirsi a quel punto di vista in più che tu ci puoi offrire, personalmente trovo importanti e assai legittimi gli interrogativi che hai proposto.
Sinceramente è difficile, almeno per me, dare una risposta netta, univoca, perché significherebbe fare una accurata analisi a ritroso di tutto il percorso fatto fino ad ora, passando per le varie occasioni formative alle quali abbiamo partecipato; in generale sono convinta che, spesso, i frutti di un percorso si vedono più in là nel tempo e che anche quanto sembra più appartenente alla categoria del "teorico", si rivela poi, all'improviso, quanto mai attuale e pertinente, ed utile, insomma, per quelle buone pratiche alla quale accennava Marianna in un altro post.

L'insegnante di sostegno, (l'insegnante, in generale), è anche un facilitatore della (sana) Comunicazione, e quindi curare questo aspetto è cosa buona, perchè per essere dei facilitatori, degli ascoltatori e degli interlocutori corretti, occorre rispettare le altrui identità, senza voler imporre il proprio punto di vista, le convinzioni morali, e quant'altro. Questo corso è, tra l'altro, un buon esercizio in tal senso, ci fa esercitare nella comunicazione a trecentosessanta gradi, ci consente di recuperare l'importanza di molteplici linguaggi, vedi quello delle immagini. Ci stiamo confrontando con tematiche concretissime come la diversità!

Poi per il resto, eh...si fa quel che si può ; ) è un panorama variegato di offerta, a qualcuno piace più questo o quello, ad altri quello o questo, anche io, tra i vari corsi, di qualcosa sono più "convinta" di altro un po' meno, poi ciascuno, nella propria libertà e responsabilità,può investire più energie in quei percorsi che più sente vicini al proprio modo di concepire delle tematiche e il ruolo dell'insegnante, a titolo personale non credo che solo due semestri di didattica aggiuntiva siano sufficienti a formare degli insegnanti di sostegno al meglio delle loro potenzialità. Però sapere che esistono persone che, come te, si pongono questo problema, significa, secondo me, un qualcosa di molto importante: che si è consapevoli della delicatezza e della responsabilità del ruolo dell'insegn di sostegno, e che il pensiero critico c'è, e così onestamente da mettere in discussione innanzitutto noi stessi, per questo ti ringrazio. Naturalmente sono mie opinioni personali. A rileggerti, ci contiamo, ciao ; )
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dicotomia tra teora e pratica

Messaggio  colonnacchio antonietta il Lun Dic 01, 2008 12:26 am

cara Mariarosaria ,grazie per la tua risposta così pertinente ed esauriente,è stato confortante verificare di non essere la sola a porsi questi interrogativi. Io lavoro già come insegnante (non di sostegno)e posso dire con assoluta certezza che la pratica in un lavoro come questo è fondamentale,accompagnata alla passione e all'amore per i bambini ti fanno sentire veramente importante .Il problema della teoria che, in questo corso, ha prevaricato sulla pratica, secondo il mio modesto parere ci penallizzerà molto. Non sarà facile trovarsi davanti bambini con delle patologie specifiche (che magari non conosci neppure) che la scuola e i genitori ti chiederanno di trattare al meglio;so anche che l'amore e la mancanza di pregiudizi sono la cosa principale,ma non posso fare a meno di essere un pò perplessa.Grazie e a risentirci presto

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benvenuta

Messaggio  orefice.veronica il Lun Dic 01, 2008 12:14 pm

Ciao Antonietta sono Veronica, non preoccuparti che poi ti riusulterà molto semplice...anche divertente!!!!!!!!!!
In proposito a cio' che hai scritto, ti volevo dire che la professoressa Briganti ci ha dato una grande opportunità (oltre a familiarizzare con pc ed internet), tramite il forum abbiamo la possibilità di conoscere termini sulla disabilità e sulle varie problematiche che spesso come sai, sono poche considerate. Invece conoscere tali concetti è significativo ed inoltre necessario per adempire al meglio al compito che noi studentesse dobbiamo affrontare nel nostro lavoro.
Lo so' non è semplice ciò che ci aspetta, ma secondo me la forza d'animo e il desiderio di aiutare chi più ne ha bisogno ci darà le basi per iniziare in modo soddisfacente questo nuovo approccio. Il nostro corso di laurea ci dà la pissibilità di svolgere laboratori e tirocini ''in senso pratico'', che pongono un'iniziale contatto con chi maggiormente ne ha più bisogno...Non dobbiamo farci spaventare...ma essere ottimisti, perchè il nostro non sarà solo un lavoro gratificante a livello formativo ma sicuramente a livello ''umano'' !!!!
Continua a scrivere..
Ciao da Vera Very Happy Surprised

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risposta della prof

Messaggio  Admin il Lun Dic 01, 2008 3:23 pm

ringrazio veronica
orefice.veronica ha scritto:ti volevo dire che la professoressa Briganti ci ha dato una grande opportunità (oltre a familiarizzare con pc ed internet), tramite il forum abbiamo la possibilità di conoscere termini sulla disabilità e sulle varie problematiche che spesso come sai, sono poche considerate. Invece conoscere tali concetti è significativo ed inoltre necessario per adempire al meglio al compito che noi studentesse dobbiamo affrontare nel nostro lavoro

sono la prima ad essere entusiasta per il modo in cui voi state partecipando a questo forum perchè avete realizzato quello che io, alle cinque di notte mentre allattavo mia figlia piccola, prima del corso ho pensato di realizzare per favorire un apprendimento collaborativo ed una discussione costruttiva.
raccolgo l'invito di antonietta che ha aperto il forum e di mariarosaria che ha partecipato.e con veronica concordo pienamente su quanto segue:
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[/quote]Non dobbiamo farci spaventare...ma essere ottimisti, perchè il nostro non sarà solo un lavoro gratificante a livello formativo ma sicuramente a livello ''umano'' !!!![/quote]
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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  angela rivieccio il Lun Dic 01, 2008 4:43 pm

Ciao Antonietta,hai posto a tutte noi delle domande davvero interessanti! Penso che questo corso di laurea fornisce le basi teoriche fondamentali per approcciarsi alla didattica tenendo conto di tutti gli aspetti relativi alla sfera affettiva e relazionale del bambino e ai suoi ritmi di apprendimento.Ma la pratica è altrettanto importante e credo che sia carente.Le difficoltà sono maggiori per coloro che non hanno esperienze professionali,come me,che si ritrovano di fronte a mille dubbi relativi al modo di approcciarsi alle varie tipologie di handicap,a come utilizzare le strategie di insegnamento e le tecniche per ogni tipo di alterazione o disturbo.Il ruolo dell'insegnante,in particolare quella di sostegno,è molto complesso anche se spesso le persone tendono a svalutarlo.
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I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  Antonella Rivellino il Ven Dic 05, 2008 2:54 pm

Il post di MariaAntonietta ( vedi il riferimento nell'ultima riga del post in rosso )
pone, a mio parere,una domanda significativa che probabilmente ognuna di noi si è fatta...ecco perchè ho creato un nuovo topic

mariantonietta.palmentier ha scritto:grazie infinite per aver condiviso con noi questa in parte triste poesi!
AVREI UNA PICCOLA DOMANDA DA FARE A TUTTE VOI:

Mi sono arrabbiata
Ora mi chiedo: pechè questa rabbia?
Io futura insegnante di sostegno dovrei avere maggiore sensibilità per chi si trova in difficoltà e invece avevo voglia di pikkiarlo ( si fa per dire pero')!
sarà che non sono tagliata per fare l'insegnante di sostegno?

baci MARIANTONIETTA



Cara Mary, la tua domanda non va trascurata perchè indica un processo psicologico che stai affrontando nella tua crescita ( come insegnante di sostegno ) e che mostra quanto tu effettivamente stia responsabilmente analizzando te stessa per far bene il tuo futuro lavoro.
Io non sono un insegnante di sostegno,mi pongo ogni giorno domande simili alla tua, ma credo che la cosa sia positiva perchè chi si guarda dentro per riconoscere le proprie competenze e i propri " errori" è già a metà dell'opera,già sul punto di cambiare.

Provo quindi a risponderti ,ma come collega che sta facendo il tuo stesso percorso,
mentre forse tu desidereresti una risposta "più competente"
Laughing

Credo che la rabbia di cui parli sia del tutto normale,
l'hai definita in una sola parola,ma forse all'interno ci sono tante tonalità di pensiero sulle quali non ti sei soffermata abbastanza...
voglio dire,se la cosa avesse solo riguardato il fastidio per quella persona "fuori dalle righe" forse avresti solo disappunto,
mentre probabilmente hai pensato al perchè,nella nostra società un problema simile sia così poco seguito,etc...

Certo quella persona non doveva essere dove si trovava, così ...senza nessun apparente intervento di "rieducazione"( un bambino che lo avesse sentito sarebbe stato sicuramente scioccato,nessuno ci assicura che quella persona non potesse diventare violenta etc...),per come ti conosco sei una persona sensibile,e forse avrai anche pensato alla sua solitudine e poi sei rimasta con la tua rabbia e la tua domanda.

PEr quel che mi riguarda,ti dico stai tranquilla;la rabbia,il fastidio,a volte anche il profondo scoraggiamento,faranno parte del nostro lavoro ( non saremmo umani altrimenti!),basta però che impariamo a riconoscere questi sentimenti ( come hai fatto tu),
a renderci conto che vengono da noi e non sono caratteristiche dell'altro che ci è di fronte,
poi impareremo anche ad analizzarne le cause e a quel punti potremo gestire questi sentimenti molto meglio di quanto oggi siamo in grado di fare.

Credo che tu,come poche,sarai un'ottima insegnante di sostegno!

[/color]
Post di MariaAntonietta http://psicpedagogia.6forum.info/il-tuo-primo-forum-f1/una-poesiaper-l-inizio-spero-di-una-nuova-discussione-t160.htm#1836[i]
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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  Sorrentino Lucia il Sab Dic 06, 2008 1:07 pm

Leggendo questo messaggio, anch'io avendo già lavorato come insegnante di sostegno posso informarti su ciò che è stata la mia esperienza e ciò che ha scaturito in me: i sentimenti e quella sensibilità che non conoscevo, e che è venuto tutto spontaneamente.

Sicuramente ogni alunni con cui hai a che fare è un caso a se, che sia una patologia fisica motorio e psichica o di linguaggio etc. la gravità, ritardi maturativi o casi particolare come l'inserimento per questioni sociali disastrate.
Comunque la mia è stata un'esperienza bellissima, ho lavorato al Nord in una scuola Primaria a Brescia l'alunno che frequentava la terza classe di scuola primaria a cui mi è stato affidato aveva un ritardo maturativo e quindi di conseguenza, ritardo nel linguaggio, letto-scritto, logico.matematico a stento riusciva a contare o leggere , con grosse difficoltà nell'integrazione con il gruppo classe , in quando elemento disturbante . Io che il mio assistente spesso eravamo costretti a portarlo fuori dalla classe per il proseguimento della lezione.
Inizialmente la mia prima reazione è stata quella di voler conoscere il soggetto, bene e le difficoltà di questo non inserimento da dove proveniva. Questa mia esigenza l'ho percepita a pelle, poi ho voluto guardare la sua diagnosi funzionale, un soggetto ribelle con grossi problemi nel linguaggio e ritardo maturativo difficile l'attenzione.
Lì è scattata la mia sensibilità, la prima cosa ho chiesto all'assistente che prima della didattica veniva il recupero affettivo e infatti non mi sbagliavo con una famiglia alle spalle disastrata il ragazzo ha identificato figure e sicurezza.
Oggi attualmente il ragazzo frequenta la quinta elemetare e ben inserito ha sempre terminato con successo la sua programmazione individualizzata e non nascondo che ho insistito a fargli frequentare una scuola calcio e quando potevo gli portavo mio figlio che è della stessa età a casa per giocare, visto che non aveva un amico.
La mia soddisfazione più grande è stato il ringraziamento dei nonni che avevano l'affidamento e l'amore assolutamente non materno che provava quel bimbo e la sua dimostrazione di gradificazione con l' impegnarsi al massimo per il raggiungimento dei miei obiettivi didattici. Sono proprio contenta di aver fatto un buon lavoro.

Lucia Sorrentino
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MI PIACEREBBE ....

Messaggio  Antonella Rivellino il Gio Dic 11, 2008 12:42 am

Mi piacerebbe tanto che,quasi a conclusione del percorso di questo forum (ma anche di questo corso di laurea),
potessimo per fare un sommario bilancio della nostra esperienzain questo spazio di discussione....

Sarei curiosa di sapere.

Cosa vi ha lasciato questo corso di laurea?
Quali competenze credete di poter sviluppare grazie a questo percorso?
Siete ancora convinte di voler intraprendere questa professione?
E cosa è cambiato nelle vostre convinzioni ( specie riguardo al sostegno) dal momento dell'immatricolazione ad ora che siete in dirittura d'arrivo?
Cosa pensate di attuare di quello che avete sperimentato anche grazie all'esperienza di tirocinio? E perchè?

Vorrei davvero che si potesse avere tra noi questo confronto sincero ( ed anche critico magari),
perchè sono convinta che abbiamo molto da "darci" reciprocamente ( sia quelle che già insegnano che quelle che lo faranno a breve!).

Attendo le vostre risposte,se vi va...

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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  TaniaG il Gio Dic 11, 2008 1:04 pm

Avevo un cugino malato di distrofia muscolare...ho vissuto la mia infanzia in simbiosi con lui, eravamo una sola cosa...era costretto su una sedia a rotelle...non camminava, non correva, non potevamo giocare a pallone o altre cose...ma insieme avevamo una fantasia che sopperiva a tutto il resto...
non abbiamo mai pensato a quello che la carrozzina non ci permetteva di fare, ma ogni volta ci divertivamo a inventare nuovi giochi. Sono stata educata fin da bambina a non vedere il disabile come una persona monca, come una persona a metà, ma come una persona, PUNTO!!
In qualche forum ho accennato alle mie eseprienze di volontariato, esperienze che non sono state facili, ma che mi hanno fatto maturare. Vado a Lourdes come DAMA, accanto a malati di ogni genere, età e difficoltà e posso garantire che il primo approccio è sempre difficile, almeno per me. Lavoro in oratori e percorsi di fede dove il diverso è parte di un tutto, ben integrato e trattato come gli altri.
inoltre il mio rapporto con l'infanzia (in generale) è particolare...i momenti che passo con i bambini sono gli unici momenti spontanei della mia vita...gli unici momenti in cui sono davvero me stessa senza maschere, senza paure, senza incertezze, anche perchè loro capiscono e avvertono TUTTO.
Forse l'ho presa un pò alla lontana ma per risponderti Anto avevo bisogno di farti capire come per me non è mai stata una scelta, forse tutti penseranno che sono pazza o presuntuosa, ma questo è un mestiere che non si sceglie di fare, ma si è chiamati a fare! Questa è l'unica cosa per me certa della mia vita, so che nopnostante tutto è questo che farò, forse perchè lo voglio così tanto.
Quando in segreteria ho ricevuto matricola e pin del sostegno, quando ho avuto la certezza che era fatta, che orgoglio..pensavo a quanto avrei potuto fare, quanto poptevo rendermi davvero utile e quanto sarebbero cambiate le cose con me (scusate la presunzione!!!!)...mi spiego...abbiamo avuto modo di fare vai tirocini e ci rendiamo conto quanto molte docenti specie quelle di sostegno vedano i bambini come pesi, o come slancio che le lanciate poi nella docenza dei "normali" e con me questa credenza sarebbe cambiata, perchè posso portare altro ai MIEI FUTURI bambini, posso portare tutto quello che ho sicuramente appreso all'uni, ma non solo, anke le mie esperienza umane, la mia gioia, la mia voglia di lavorare con loro. Una cosa è cambiata..sono convinta di tutto questo, ma so di avere tante persone che la pensano come me e so che NOI possiamo fare la differenza!!!
Ringrazio tante persone qui con cui ho potuto confrontarmi, da cui ho imparato molto e da cui posso solo prenderne l'esempio!
grazie anto
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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  Angela La Mura il Gio Dic 11, 2008 4:29 pm

Belle domande Antonella.
Credo che, come non esiste un genitore ideale universale, non esiste un insegnante universale.
Tutto conta: la teoria, la resilienza, i laboratori, la pratica, ma ogni insegnante deve fare i conti con la realtà di molteplici individui e situazioni; deve innanzitutto essere flessibile e pronto ad ogni situazione.
Certo è un compito difficile e solo chi ha tanta resilienza e tanta forza d'animo può riscire più o meno bene nel suo lavoro.
Essendo mamma vi posso assicurare che è difficilissimo essere un buon educatore anche perchè i riscontri del "vostro lavoro" li conoscerete ad "opera ultimata" e non sempre si possono modificare.
Il mio consiglio è quello di prendersi del tempo prima di intervenire e di ponderare bene ogni singola teoria o tecnica prima di metterla in atto e non andare per tentativi perchè abbiamo a che fare con esseri umani.
Buon lavoro a tutti!!! sunny

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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  Antonella Rivellino il Gio Dic 11, 2008 4:34 pm

Concedetemi di andare per un momento fuori-topic,per rispondere a questo messaggio di Tania...

hai scritto delle cose bellissime,cose vere, che ti contraddistinguono sempre,non solo nel tuo rapporto con i bambini (come dici),
ma in tutto ciò che fai ogni giorno ed in ogni contesto...
Conosco la tua motivazione e non per questo che hai scritto ora,ne' perchè ne abbiamo parlato ;è un aspetto che risuona dal tuo impegno,
dal tuo volto sempre sorridente per tutti,dal tuo entusiasmo,
dal tuo interesse sempre vivo per ogni disciplina,
perchè tu ( che hai anche il dono dell'umiltà!) vuoi imparare ancora per dare di più...

Non hai da prendere esempi:sei già avviatissima verso il traguardo,prima di tutto perchè ami quello che fai e questo amore ti guiderà nel tuo lavoro.
Non c'è dubbio sull'importanza della tua esperienza personale in merito ( tuo cugino,i malati di Lourdes...),tu parti "col piede giusto" perchè nessuna tecnica,nessuna competenza,nessun corso e nessuna esperienza lavorativa,potrà mai eguagliare la tua disponibilità nei confronti del prossimo.
Sono davvero felice che persone come te abbiano scelto ( o siano stati scelti da ) questa professione,perchè sono sicura che ne hai "la storffa",i bambini che ti incontreranno sono fortunati!

Un bacio piccola!

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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  TaniaG il Gio Dic 11, 2008 4:59 pm

Antonella Rivellino ha scritto:Concedetemi di andare per un momento fuori-topic,per rispondere a questo messaggio di Tania...

hai scritto delle cose bellissime,cose vere, che ti contraddistinguono sempre,non solo nel tuo rapporto con i bambini (come dici),
ma in tutto ciò che fai ogni giorno ed in ogni contesto...
Conosco la tua motivazione e non per questo che hai scritto ora,ne' perchè ne abbiamo parlato ;è un aspetto che risuona dal tuo impegno,
dal tuo volto sempre sorridente per tutti,dal tuo entusiasmo,
dal tuo interesse sempre vivo per ogni disciplina,
perchè tu ( che hai anche il dono dell'umiltà!) vuoi imparare ancora per dare di più...

Non hai da prendere esempi:sei già avviatissima verso il traguardo,prima di tutto perchè ami quello che fai e questo amore ti guiderà nel tuo lavoro.
Non c'è dubbio sull'importanza della tua esperienza personale in merito ( tuo cugino,i malati di Lourdes...),tu parti "col piede giusto" perchè nessuna tecnica,nessuna competenza,nessun corso e nessuna esperienza lavorativa,potrà mai eguagliare la tua disponibilità nei confronti del prossimo.
Sono davvero felice che persone come te abbiano scelto ( o siano stati scelti da ) questa professione,perchè sono sicura che ne hai "la storffa",i bambini che ti incontreranno sono fortunati!

Un bacio piccola!


sono commossa... Embarassed I love you sunny
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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  Antonella Rivellino il Gio Dic 11, 2008 5:46 pm

E le altre?

nessuna di voi vuole condivedere con noi la propria esperienza?
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la mia opinione

Messaggio  Claudia Cuccaro il Gio Dic 11, 2008 6:46 pm

Questa è davvero una bella domanda Exclamation Exclamation Exclamation ....Proverò a rispondere in base alla mia esperienza.......Mi sono laureata ad aprile (scuola dell'infanzia) e a settembre ho incominciato a lavorare in una classe con bambini di tre anni; quando sono uscita dall'università mi sentivo preparata, credevo di poter "spaccare il mondo", di aver imparato tutto quello che c'era da sapere (almeno per quanto riguarda la teoria), poi mi sono trovata di fronte i bambini e mi sono resa conto che quello che sapevo era poco e niente;sarà stupido ma sono entrata anche in crisi domandandomi se non avessi buttato 5anni della mia vita sullo studio inutilmente('pale')........poi i bambini con i loro sorrisi e la loro spontaneità mi hanno conquistato facendomi ricredere e anche per poco tempo(ho lavorato solo un mese e mezzo)sono riuscità a trasmettere la mia gioia di stare con loro ed è cresciuta di giorno in giorno la mia volontà di voler intraprendere un cammino insieme. Oggi a pochi mesi dal titolo del sostegno sono convinta ancora di più della mia scelta, perchè aiutare un bambino in difficoltà provoca una felicità dentro di me che non si può descrivere a parole. cheers Wink

Claudia Cuccaro

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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  mariarosaria tarallo il Gio Dic 11, 2008 9:06 pm

ciao, innanzitutto grazie, Antonella, per avere proposto una domanda che, secondo me, dovrebbe essere quella principale in seduta di laurea (esagero? ; )
riporto le tue domande e provo a rispondere a tutte, per quanto possibile ; )

"Mi piacerebbe tanto che,quasi a conclusione del percorso di questo forum (ma anche di questo corso di laurea),
potessimo per fare un sommario bilancio della nostra esperienza in questo spazio di discussione...."


Abbiamo trovato in esso un tesoro, che si rinnova e cresce di giorno in giorno, in quanto a possibilità di apprendimenti, ri-flessione, partecipazione attiva, interscambio più immediato e costruttivo tra tutti noi Colleghi, con una Guida vigile, presente concretamente e generosamente tra noi, oltre lo stesso tempo prescritto in un Programma.

Cosa vi ha lasciato questo corso di laurea?

Sono convinta che a questa domanda troveremo una risposta sempre rinnovata nel tempo, dopo la conclusione ufficiale del percorso di studi. Tante occasioni in futuro getteranno luce su aspetti che, ora, non abbiamo forse neanche ancora scoperto, ma, intanto, ci sono tante cose positive che, nel corso di quattro anni, abbiamo "incamerato" , e che ormai fanno parte di noi.
Questo cammino mi sta lasciando, ad esempio, una maggiore consapevolezza dell'esigenza di non chiudere mai i libri, quando si tratta di certe professioni in particolare (quella del medico, quella dell'educatore ecc.ecc.), e, nello stesso tempo, di non chiudersi mai nella sola lettura di quei libri;
quindi l'esigenza di non dare mai nulla per scontato,
la consapevolezza che ci possono essere molteplici approcci a stesse discipline già "affrontate" in passato,
la coscienza della delicatezza di un compito;
un'accresciuta fede nell'Educazione (che per me è prioritaria, in un certo senso, rispetto alla stessa fede nel dio in cui credo);
un esercizio di pluralismo, grazie all'eterogeneità del nostro ambiente, per età, ad esempio,visto che nei nostri corsi di laurea c'è un confronto tra più generazioni, il che non è poco, ed è figura, anticipo insomma, di quanto coloro che insegneranno andranno a vivere nella scuola.


Quali competenze credete di poter sviluppare grazie a questo percorso?

Mi rifaccio a quanto già detto sopra, secondo me una delle principali competenze che un educatore deve sviluppare è una corretta gestione delle pluralità, a me sta cuore crescere in questo, perchè, oggi più che mai, questa esigenza esiste, seriamente, nelle comunità scolastiche. Ciò non si impara sui libri, ma richiede una riflessione, puntuale ed onesta, sul proprio percorso anche personale, il coraggio delle necessarie verifiche, l'umiltà di riconoscere i propri errori. Io miro a questa competenza e spero di poter sensibilizzare in merito anche tante altre persone lungo il cammino. E poi c'è l'Osservazione...ma ne parlerò dopo , )

Siete ancora convinte di voler intraprendere questa professione?

Di insegnante e insegnante specializzato? Nel dubbio rispondo su entrambe. Ad essere sincera non mi sono iscritta a questa facoltà con il sogno di essere un'insegnante in una classe precisa, in una determinata scuola ; ) Il mio sogno è di lavorare nel campo dei progetti, e, da anni, di dedicare parte della mia vita alle persone con la sindrome di Asperger, ovviamente con delle motivazioni di fondo sulle quali ho riflettuto molto in passato; sono abilitata da concorso come educatrice per gli Istituti educativi, ma ho ritenuto tuttavia fondamentale fare questo percorso di studi per acquisire delle competenze relative all'insegnamento e ad un corretto approccio al mondo dei bambini e dei ragazzi, anche; è stata una scelta personale. Sto lavorando a tre idee-progetti particolari da portare avanti con tre persone della mia famiglia, e nei quali spero di avvalermi della collaborazione anche di colleghi con cui ho condiviso molto in questi anni.

E cosa è cambiato nelle vostre convinzioni ( specie riguardo al sostegno) dal momento dell'immatricolazione ad ora che siete in dirittura d'arrivo?
Le convinzioni-motivazioni iniziali non sono venute meno ; ) Come è avvenuto, credo, per te e per tanti altri, ci sono state cose che mi sono piaciute di più ed altre di meno, ci sono state cose che mi hanno "convinta" di più ed altre in minor misura. Nel complesso un'esperienza che non ha de-motivato le mie scelte e che ha confermato, in vari modi, la mia convinzione sul bisogno di una cultura dell'educazione e delle differenze, che non sia solo una necessità da studiare. Non perchè ora siamo in un corso all'interno di quella cattedra, ma gli incontri/lezione di Teorie delle Emozioni hanno segnato una svolta decisiva per me, sensibilizzandomi sulla importanza delle Emozioni appunto nel processo educativo;io ero, inizialmente, sì, animata da questa profonda fede nell'Educazione, ma questo aspetto da me era trascurato. Negli incontri con la Prof. Meterang. abbiamo lavorato alla rivalutazione anche di questo aspetto importante. Indimenticabili.
Le lezioni teoriche della Docente su Imbasciati mi hanno dato una scossa importante, mi hanno fatto pensare che nulla, assolutamente nulla, deve essere dato per scontato nel cammino della conoscenza degli esseri umani; le conoscenze non sono mai davvero definitive... Sono rimasta affascinata, prima ancora che dai contenuti, dalla possibilità stessa di conoscere una nuova teoria sul funzionamento della mente. (posso dirlo liberamente, visto che l'esame lo feci a suo tempo ; )))


Cosa pensate di attuare di quello che avete sperimentato anche grazie all'esperienza di tirocinio?E perchè?

Innanzitutto una Osservazione attenta a tutte le componenti e le variabili intervenienti nel processo educativo. In questo devo essere particolarmente grata ai due Supervisori del Tirocinio di base e di sostegno incontrati fino ad ora, che hanno sensibilizzato e guidato me ed altri collleghi su questa imprescindibile necessità, insegnandoci a condurre l'osservazione con coscienza e metodo. Un atteggiamento fedele a questo spirito dà respiro pratico al rispetto della Persona, he deve muoverci nel relazionarci all'alunno e anche a tutti gli altri membri delle comunità scolastiche e/o educative in cui svolgeremo la nostra missione.

E poi, questo corso di studi mi ha dato tanto nei corridoi, proprio a livello di contatto umano, attraverso gli incontri con tanti colleghi cari, dai quali c'è sempre stato da imparare tanto e tanto ancora ce ne sarà. Non perdiamoci mai :, (


Ultima modifica di mariarosaria tarallo il Gio Dic 11, 2008 9:33 pm, modificato 1 volta

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GRAZIE ROSARIA

Messaggio  Antonella Rivellino il Gio Dic 11, 2008 9:19 pm

Devo ringraziarti per la tua (tue) risposta,

non solo per me,ma credo a nome di molti altri,
sei una persona sempre partecipe al dialogo ed è bello,anche in un forum ( oltre che nella vita "di corridoio") trovare persone che ascoltano,si interrogano e rispondono,in modo sempre aperto,come fai tu.

Ho postato questa domanda perchè,come anche tu hai sottolineato,è secondo me l'interrogativo che dovremmo porci tutte,anche per confrontarci,
e mi interessava conoscere un po' anche le convinzioni/motivazioni di chi conosco meno;
iscriversi ad un corso sul sostegno ( anche partecipare alle lezioni assiduamente)non dice molto sul motivo che spinge a questa scelta,anzi (purtroppo!) non dà nemmeno una risposta certa sulla possibilità che di scelta si tratti...

Dal momento che con molte colleghe ci conosciamo meglio e con altre molto meno,ero curiosa di sentire le "loro voci" a riguardo,
spero che arrivino.

Ti ringrazio ancora e ...a questo punto... al prossimo post !Very Happy
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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  madonna consiglia il Sab Dic 13, 2008 7:27 pm

vi confesso che io ho una paura tremenda ,forse sarà dato dal fatto che sono una "eterna insicura"!!!!! ho paura di non essere all'altezza dell' importante ruolo che andremo a rivestire ma poi mi faccio coraggio quando sento che anche le mie colleghe almeno una volta hanno provato questa sensazione... pale

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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  Antonella Rivellino il Sab Dic 13, 2008 7:40 pm

madonna consiglia ha scritto:vi confesso che io ho una paura tremenda ,forse sarà dato dal fatto che sono una "eterna insicura"!!!!! ho paura di non essere all'altezza dell' importante ruolo che andremo a rivestire ma poi mi faccio coraggio quando sento che anche le mie colleghe almeno una volta hanno provato questa sensazione... pale

Non solo,
ma credo anche che "non sentirsi all'altezza" non è per forza non essere all'altezza, anzi,a volte chi ( come te) si mette in discussione per migliorare è sulla buona strada ....
Very Happy
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I DUBBI SULLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  caterina lupoli il Dom Dic 14, 2008 12:51 am

Ciao a tutti voi! Sono rimasta molto colpita dall'intervento di Tania e desiderosa di rispondere alle domande poste da Antonella. Voglio, prima di tutto, affermare di aver riscontrato in ognuno di voi una grandissima sensibilità, e sicuramente questa è già un'ottima base da cui partire. Certamente, quello che si può rilevare dai vari interventi è la nostra paura di non sentici adeguati per svolgere il lavoro, che andremo (spero prestissimo per tutti) a svolgere. Voglio, pertanto, raccontarvi una mia esperienza in merito, dalla quale potrete trarre delle conclusioni, e mi auguro delle rassicurazioni. Mi accingevo, circa sei anni fa, a prestare la mia opera professionale come esperta in psicomotricità in una scuola primaria del mio paese. All'epoca non ero iscritta presso la nostra facoltà, né pensavo che un giorno avrei anche frequentato un corso di didattica aggiuntiva per il sostegno; avevo dalla mia parte solo una grande esperienza come coreografa, ed essere mamma di tre figli, per il resto nessuna esperienza nel contesto scolastico istituzionale. Dovevo preparare gli alunni per il saggio di fine ciclo di studi ( le classi che partecipavano erano le quinte) ed insieme ad altri esperti ci accingevamo a selezionare gli alunni per le varie discipline: danza, recitazione e canto. Durante la selezione gli insegnanti proponevano gli alunni più dotati, mentre alcuni no! "Questa non può: è non vedente, quello ha problemi di deambulazione, quell'altro ha un grave ritardo mentale,....poi c'è Riccardo (il nome è di fantasia) te lo raccomando! E' la nostra croce! non sappiamo cosa fare, non ha l'insegnante di sostegno, ma è il più pericoloso di tutti, perchè è violento, non sa stare fermo, non si applica, sa solo dare fastidio ai compagni, e ai docenti".
Ora so che Riccardo era affetto da DDAI, ma all'epoca vedevo solo un bambino che correva all'improvviso, lanciava sedie, picchiava i compagni. Notai però una cosa, che forse gli altri non vedevano, il suo sguardo, sebbene ridesse, era triste. Un giorno provai,così senza alcuna pretesa o competenza, a chiamarlo con dolcezza e a proporgli di unirsi a noi, la sua voce diceva no, ma i suoi occhi dicevano sì. Mi venne d'istinto di fare una cosa : accesi lo stereo e lo invitai, incoraggiandolo, a farmi vedere cosa provasse nel sentire la musica. Ebbene Riccardo ballò! Ipnotizzato dal suono si lasciò andare in una danza acrobatica e veloce, e ad ogni segnale di approvazione dei compagni, ad ogni applauso si impegnava sempre di più. Sorrideva Riccardo! e sorridevano anche i suoi occhi. Io non so spiegare cosa sia accaduto, so solo che non avevo nessuna esperienza e competenza in materia, però ho ottenuto una cosa che tutti gli altri docenti non avevano ottenuto! Posso solo dire che ho guardato Riccardo con gli occhi del cuore, senza pregiudizi e lui mi ha "insegnato". Questo accadrà anche a voi! Saprete sicuramente cosa fare, se a guardare sarà la vostra "sensibilità", che tanto avete mostrato in questo progetto di lavoro, proposto dalla prof, Briganti. Auguri a tutti di cuore per il futuro! e grazie per tutto ciò che consapevolmente ed incosapevolmente mi avete dato. Caterina Lupoli

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l'insegnamento è una predisposizione

Messaggio  stefania palma il Dom Dic 14, 2008 5:43 pm

Salve a tutti,
in riferimeto a questo post volevo rispondere a madonna consiglia( la quale ha detto:vi confesso che io ho una paura tremenda ,forse sarà dato dal fatto che sono una "eterna insicura"!!!!! ho paura di non essere all'altezza dell' importante ruolo che andremo a rivestire ma poi mi faccio coraggio quando sento che anche le mie colleghe almeno una volta hanno provato questa sensazione... ) e dirle di non preoccuparsi adesso più di tanto, che questa paura che lei ha è quasi normale, ci siamo passate quasi tutte..
Io ho avuto la mia prima esperienza di insegnante 3 anni fa in Toscana;Mi sono trovata a 22 anni ad accettare una supplenza su un'isoletta in provincia di Grosseto, lontano da casa e senza sapere a cosa potevo andare incontro, dove non conoscevo nessuno ed ero sola.. Mi era venuto anche a me il dubbio di non essere all' altezza di certi compiti una volta arrivata sul luogo.. Mi sono poi bastati i sorrisi dei bambini che mi guardavano incuriosita a farmi capire che avevo fatto la scelta giusta..
Certo bisogna sapere che non è facile all'inizio e l'università a mio parere , nonostante le tante belle nozioni che impariamo e che sicuramente ci serviranno, non ci bastano affatto.. Spesso l'insegnante impara dai bambini stessi ogni sorta di cose..
Una cosa che ho notato insegnando in alcune scuole private è che spesso si pretende di più da noi che abbiamo frequentato l'università rispetto a chi si trova li' per una fortuita e fortunata riforma precedente.. quindi è importante fare tesoro di tutto quello che l'unversità ci offre essendo consapevoli che però dopo c'è ancora una lunga strada da fare..

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Il mestiere di insegnare

Messaggio  Rosaria Kaiser il Dom Dic 14, 2008 8:10 pm

Dopo la laurea ci aspetta un compito non facle.....Il "mestiere di insegnare", nonostante gli straordinari sviluppi della tecnologia, non può prescindere
dal contesto sociale; gli insegnanti sono di fronte ad un cambiamento sociale che investe
profondamente obiettivi, contenuti, identità di tutti gli attori del sistema educativo. Le nostre società
occidentali hanno un ritmo di trasformazione più rapido del sistema educativo. La capacità di
risposta davanti ai cambiamenti sociali offerta da un sistema educativo centralizzato e massificato è
troppo lenta e produce un "effetto persecuzione". Ogni volta che si realizza un aggiustamento del
sistema educativo alle domande sociali, queste, infatti, sono già cambiate e sollecitano nuove
risposte, in una rincorsa senza fine.ciao a tutte clown

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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  Antonella Rivellino il Dom Dic 14, 2008 8:12 pm

Rosaria,ma ci dici qualcosa circa i tuoi dubbi o le tue conquiste,su questa esperienza futura di lavoro?
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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  rita_anvg il Dom Dic 14, 2008 8:31 pm

Le mie, più che dubbi, sono paure!
Quello che mi domando spesso è: Studiamo ormai da 3 anni come comportarci e cosa fare con i bambini in aula, ed in particolare con i bambini disabili...ma è sempre e solo tanta teoria. In pratica, quando mi troverò in aula e per la prima volta avrò a che fare con degli alunni che necessitano di interventi mirati, come saprò che quello che io ho imparato andrà bene nella pratica? confused
Spesso la realtà è tanto diversa dalla teoria, e nonostante questa sia indubbiamente importante, credo che non sia sufficiente.
Ed una ragazza di 22 anni, con nessuna esperienza pratica nel campo (perchè il tirocinio, personalmente, mi ha insegnato solo ad osservare ogettivamente), sarà in grado di ricoprire con efficienza la sua carica di insegnante di sostegno? Rolling Eyes
Spero di si, perchè anche se sembrerà eccessivo quello che sto per scrivere, abbiamo in mano la vita di molte persone...Non solo la vita di bambini, ma anche degli adulti che diventeranno, ed un nostro errore potrebbe essere un loro "trauma a vita".
E' questo che mi spaventa!
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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Messaggio  Antonella Rivellino il Dom Dic 14, 2008 8:57 pm

rita_anvg ha scritto:Le mie, più che dubbi, sono paure!

Spero di si, perchè anche se sembrerà eccessivo quello che sto per scrivere, abbiamo in mano la vita di molte persone...Non solo la vita di bambini, ma anche degli adulti che diventeranno, ed un nostro errore potrebbe essere un loro "trauma a vita".
E' questo che mi spaventa!

Non dici una cosa da poco,anzi,credo che sia proprio la verità questa:
" abbiamo in mano la loro vita" perchè siamo noi che possiamo o no,fornire loro "una piccola chiave per aprire (forse) qualche porta ",
la cosa ovviamente spaventa tutte noi,ed è normale che nessuna si senta pronta,
come dicevi,abbiamo fatto quasi sempre solo teoria,ma già averla fatta " con la testa rivolta a quello che concretamente ci aspetterà" e non solo in relazione all'esame,è un punto a nostro favore...

Ci troveremo spesso in difficoltà,e spesso le soluzioni proposte dai testi non saranno adeguate,
ma quei metodi,quei pensieri,quelle riflessioni,sono comunque un bagaglio di possibilità che ci porteremo dietro e che all'occorrenza ci guideranno nella costruzione di una soluzione "nostra" ( nel senso che apparterrà a noi e al determinato bambino con il quale ci raffronteremo).

Sicuramente ci saranno degli errori per tutte,
magari i primi momenti saranno i più duri,ma credo che questi 3 anni ci abbiano sufficientemente messe in guardia da un approccio "spensierato" sulla nostra professione...
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Re: I DUBBI DELLA FUTURA INSEGNANTE DI SOSTEGNO

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