Oscar Pystorius e protesi: vantaggio o svantaggio?

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Carmela Romano

Messaggio  carmela.romano il Dom Nov 23, 2008 3:14 pm

Salve
queen

« Perdente non è chi arriva ultimo in una gara, ma chi si siede e sta a guardare. »
(La madre di Oscar Pistorius)

Pistorius detiene il record del mondo per amputati su tutte e tre le distanze su cui corre: 10.91 sui 100, 21.58 sui 200 e 46.25 sui 400.
Il 16 maggio 2008 Pistorius è riabilitato dal tribunale sportivo alla partecipazione delle olimpiadi 2008. Nelle motivazioni che hanno portato alla riabilitazione, si legge che "al momento non esistono elementi scientifici sufficienti per dimostrare che Pistorius tragga vantaggio dall'uso delle protesi". Non ha però realizzato il tempo che permette di partecipare alla manifestazione. Il 9 settembre 2008 vince la medaglia d'oro alle Paraolimpiadi di Pechino nei 100 metri chiudendo in 11"18 per poi ripetersi il 13 settembre nei 200 metri (con il tempo di 21"67, record paralimpico) e il 16 settembre nei 400 metri (con il tempo di 47"49, record del mondo).
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Salve a tutti.
Dopo questa piccola introduzione tratta da Wikipedia che sfata le eventuali agevolazioni tecnico-atletiche di un qualsiasi essere umano dotato di protesi similari. Comincio ad esporre il mio punto di vista ponendo attenzione prima di tutto all'aspetto tecnico della questione ed in seguito a quello umano a mio avviso maggiormente rilevante tra i vari aspetti presi in considerazione dai vari media sino ad ora. La dotazione tecnica di cui quest'uomo (per necessità) si avvale, secondo il mio modesto punto di vista si potrebbe paragonare all'mpiego di accorgimenti tecnici impiegati dalle varie case automobilistiche quando, durante le prove di qualificazione impiegano questa o una diversa marca di pneumatici, o quando cercano di aggiungere qualche cavallo di potenza alle loro autovetture modificando parametri tecnici nei motori delle loro monoposto. Si tratta come si evince da quanto esposto che la mia idea di "vantaggio" sta nello sfruttare nel miglior modo possibile le agevolazioni o in questo caso specifico i "deficit fisici" che la vita ci ha naturalmente donato geneticamente per raggiungere traguardi strappando il nastro della vittoria vincendo contro le avversità della vita, ogni giorno, restando sempre concentrati su gli obbiettivi da noi prefissati. L'aspetto umano? Bene, credo che nessuno di noi, fortunatamente, abbia mai avuto una sventura paragonabile a questa che un uomo vive dalla tenera età di 11 mesi quando per una grave malformazione gli furono amputate entrambe le gambe. Pensate che, correre per questo Eroe si, perchè così lo considero, non sia paragonabile a ciò che un "video leso" possa provare anche soltanto gradatamente quando dopo una vita trascorsa nel buoio totale, riesca per un miracolo della tecnologia, ad intravedere tra le ombre che lo hanno accompagnato sino ad ora, la luce che al mattino l'alba crea donando il suo saluto al giorno nascente? Per Oscar ascoltare il fruscio del vento che accarezza i capelli e ronza nelle orecchie mentre "vola" sulle sue gambe tecnologiche vuol dire guardare l'alba sapendo che il giorno a venire sarà un altro traguardo da superare per mogliorarsi e vincere la sua sfida contro la vita!


Carmela Romano

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Oscar Pystorius e protesi: vantaggio o svantaggio?

Messaggio  Sorrentino Lucia il Dom Nov 23, 2008 5:14 pm

Buona Domenica a tutti,
Dopo aver letto i vari commenti sull'argomento proposto e nonostante non seguo molto lo sport, questa volta vorrei entrare in questa discussione sul vantaggio o svantaggio delle protesi di Oscar Pystorius e l'esclusione dai giochi olimpionici di Pechino 2008.
Sono molto concorde con le riflessioni di diversi utenti del forum .
Personalmente dal mio punto di vista , io sono dell'idea, che la IAAF ha fatto molto bene a non permettere la partecipazione di Pystorius alle Olimpiadi.
Oscar Pistorius è un fantastico esempio di cosa sia realmente lo sport: la voglia di gareggiare, il desiderio di misurarsi con gli altri per cercare di batterli, onorandoli nel caso in cui dovessero risultare più forti.
Ma per poter competere con un altro atleta, bisogna che si abbiano le stesse "armi" a disposizione: nel caso dell'atletica le "armi" sono essenzialmente le gambe, ma, più in generale, tutto il fisico. Pistorius non può gareggiare "ad armi pari" con atleti "normodotati" perchè non è "normodotato".
Indipendentemente dal fatto che siano un vantaggio o uno svantaggio, le protesi di Pistorius lo rendono "diverso" dagli altri.
E tutto questo non è colpa di nessuno.
Del Destino maledetto probabilmente, ma di nessun altro. Sicuramente non della IAAF che si sarebbe dovuta limitare, secondo me, a verificare solo il fatto che Pystorius non è come gli altri atleti. Senza entrare nel merito dell'aiuto che possono dare le protesi.
Sennò perchè uomini e donne non careggiano insieme? E' una questione di caratteristiche fisiche, con possibilità diverse.
Un pugile di 80Kg sale sul ring con un altro pugile di 80Kg, non con uno di 50...ci sono categorie apposte per far si che chi compete lo possa fare ad armi pari.
o che Chitblog strumentalizzi un po' il senso dell'art.5 dei principi olimpici: non è razzismo quello che ha portato la IAAF ad escludere Pistorius. E' semplicemente la presa di coscienza del fatto che lui e un qualsiasi altro atleta normodotato non sarebbero partiti alla pari.
L'errore, è voler cercare di capire se le protesi sarebbero state un vantaggio o uno svantaggio.

Lucia Sorrentino
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commento di Angela La Mura

Messaggio  Angela La Mura il Dom Nov 23, 2008 10:43 pm

Salve e Buona Domenica a Tutte.
Sono pienamente daccordo con Antonella Rivellino, come si sarà capito anche dal mio intervento in aula di venerdì 21 novembre;a mio parere Pystorius viene da molti discriminato doppiamente: per essere un disabile (se per disabilità si intende una restrizione o una carenza delle capacità di svolgere una attività nel modo o nei limiti ritenuti normali per un essere umano);e per essere un diversamente-abile (se per abilità diverse si intende l'utilizzo del proprio corpo o parte di esso per funzioni diverse dalla norma, tali da poter riportare il disabile in una situazione di normalità).
Da molti raggionamenti e discussioni, mi sembra che una persona disabile, una volta entrata in questo "stato", non ne possa più venir fuori; e se, con tanta forza di volontà ed impegno, riesce a riessere simile ad una persona normale viene di nuovo additata e discriminata come chi sa quale colpa avesse commesso nel voler riessere un essere simile agli altri.
Credo che molte volte non riusciamo a dare definizioni esatte, anche perchè si usano parole come: "simile" ed "uguale", come se avessero lo stesso significato (simile: significa che ha le medesime caratteristiche di un altro ; uguale: significa identico rispetto ad un criterio di comparazione).Secondo me Pystorius è una persona simile ad un normodotato, nelle caratteristiche e nelle funzioni, quindi è uscito allo stato di disabile; è un diversamente-abile, nè più, nè meno di "uno" normale. Very Happy


Ultima modifica di Angela La Mura il Dom Nov 30, 2008 10:47 am, modificato 1 volta

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le nostre parole

Messaggio  mariarosaria tarallo il Lun Nov 24, 2008 12:36 am

ciao, ho riletto tutta la discussione, che forse è quella più "complicata" di tutto il forum perchè sono tanti gli aspetti da tener presenti.
Riflettevo sui termini, anche dopo il tuo intervento, che fa un accenno alla terminologia, e pensavo a come poi anche nel mondo stesso delle persone con disabilità temporanee o permanenti non ci sia un accordo diffuso, in merito alla terminologia che la società adotta, di volta in volta, in questo processo di evoluzione linguistica caparbiamente alla ricerca di "etichette" o, se preferiamo, di "definizioni" per "esprimere" una condizione (e certo anche a ben ragione, vedi esigenza di normative per garantire i diritti).
Ad essere sincera, io non uso con tanta convinzione il termine diversabilità e diversa abilità, o meglio li utilizzo in base al mio modo di sentire questo argomento; quando li pronuncio o li scrivo, penso al fatto che se, ad esempio, una persona non può suonare degli accordi con le proprie mani, può farlo ricorrendo ad altre strategie per l'esecuzione, utilizzando, ad esempio, i piedi, come un chitarrista dell'America latina, o anche strumenti classificati tra le nuove tecnologie, ,che non accenno qui, ed intendo, quindi, che ha sviluppato una padronanza nell'uso di quella strategia.
Allora apro questa parentesi, in una nuova discussione dedicata, in cui, chi lo desidera, può contribuire ad un confronto sulla terminologia stessa, che è presupposto, forse, per comunicare in merito. Dirò lì la mia opinione, anche con accenno alla discussione qui in corso, da cui non voglio distogliere l'attenzione. Proporrò lì gli interrogativi che mi sono nati, e,anzi, proprio in seguito a questo confronto, è cresciuta in me la convinzione che certi termini non siano poi tanto corretti nei confronti delle persone con dei problemi. Troverete la nuova discussione, Le parole sono importanti, CLICCANDO QUI Saluti.


Ultima modifica di Mariarosaria Tarallo il Lun Nov 24, 2008 12:51 pm, modificato 4 volte
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difendere i diritti di tutti

Messaggio  Rusciano Marianna il Lun Nov 24, 2008 1:17 am

Care ragazze,
ho letto gran parte delle vostre opinioni rispetto al caso Pistorius e volevo parteciparvi anche della mia, anche se ne ho già parlato sabato in aula. Se è sacrosanto rispettare chi è riuscito a raggiungere un traguardo così ambizioso, come può essere quello di partecipare alle Olimpiadi, nonostante i limiti che la natura aveva posto al suo corpo, è altrettanto giusto garantire la parità nelle condizioni di partecipazione per evitare che il risultato di una gara possa essere falsato. Avere dei piedi e delle gambe in fibra di carbonio come quelle di Pistorius che, secondo alcuni consulenti tecnici, danno un vantaggio del 30% nelle gare, non vuol dire vanificare la legittima aspirazione dei normodotati di partecipare in condizioni di parità rispetto agli altri atleti? Oppure dobbiamo pensare che gli esperti che hanno tratto quelle conclusioni abbiano avuto loro dei pregiudizi nei confronti di Pistorius? E infine, voglio lanciare un'ultima provocazione: che cosa pensate degli atleti che per compensare i loro limiti di resistenza allo sforzo fanno uso di sostanze dopanti? SE è comune a tutti l'indignazione nei confronti di coloro che vogliono imbrogliare dopandosi, perchè dobbiamo per forza dire che Pistorius può parteciparealle gare aperte agli atleti normodotati? Non facciamo di tutta l'erba un fascio confondendo pietismo e rispetto dei diritti di tutti. A presto.Marianna Rusciano

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Re: Oscar Pystorius e protesi: vantaggio o svantaggio?

Messaggio  colomba.persico il Lun Nov 24, 2008 1:39 am

Allora io in merito dico solo che NON è ASSOLUTAMENTE UN VANTAGGIO, Pystorius sta venendo discriminato due volte come ha anche detto la mia amica Angela, ma ci rendiamo conto? ha già fatto una fatica enorme ad adattarsi alle protesi, cosa che non tutti sanno fare, e poi credo che come ha detto il nostro collega Basilio in aula sabato non si tratta di fattore scientifico ecc ma solo culturale, purtroppo si fa fatica ad accettare un "diverso" in una gara di persone normodotate... continuo a citare la mia amica Angela quando dice : "con tanta forza di volontà ed impegno, riesce a riessere simile ad una persona normale viene di nuovo additata e discriminata come chi sa quale colpa avesse commesso nel voler riessere un essere simile agli altri", ha ragione perchè additarlo ha solo cercato di riscattarsi, ma poi... ho saputo sempre in aula che non può partecipare alle paraolimpiadi e dove può gareggiare ??? non sembra che stiamo un attimo escludendo questa persona dalla vita sociale in questo modo???
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ancora sui piani distinti (secondo me)

Messaggio  mariarosaria tarallo il Lun Nov 24, 2008 9:54 am

Colo, credo nessuno di noi abbia intenzione di discriminare...

Quanto più si delinea la contrapposizione tra due posizioni così nettamente "opposte", tanto più, personalmente, sono confermata, invece, nell'idea della necessità di tener distinti i piani della questione. Altrimenti davvero è come parlare, secondo me, due lingue diverse.
Come simbolo di vittoria sul limite e sulla marginalità, apparenti o concreti che li si voglia considerare, e di affermazione del valore della Persona umana, siamo tutti d'accordo, credo.
Secondo me, comunque, non è la partecipazione alle Olimpiadi per i cosiddetto normodotati che fa "riessere un essere simile agli altri" Pistorius, il quale lo è già essere simile agli altri;, anzi egli è, semplicemente, un essere umano, come tutti gli altri e, in quanto tale, è Persona con dei diritti e dei doveri nella società. Quando penso a lui, io penso a lui come persona,e, in riferimento al suo gareggiare, penso a lui come una persona che ha, tra l'altro, la caratteristica di non avere delle gambe come quelle alla nascita, ma delle gambe-protesi. Ciò non mi induce certo al pregiudizio e alla conseguente discriminazione. Ritengo molto significativo il gareggiare di Pistorius alle Olimpiadi universali, ma che tale partecipazione non debba mai minimamente essere prioritaria, neanche in nome della fatica per giungere fin lì, rispetto a quegli stessi requisiti e a quelle regole che sono garanzia di equità fra tutte le parti interessate (anche gli altri atleti).
Altre Colleghe hanno evidenziato molto meglio di me che, quando si fa una gara, quando c'è una competizione, si devono avere condizioni di partenza alla pari; l'uso delle protesi per gareggiare con coloro che corrono con delle gambe diverse, quelle dei "normodotati", secondo una parte della comunità scientifica, secondo altri atleti, e secondo altri ancora, non consentirebbe condizioni di partenza alla pari, alle quali tutti gli atleti hanno pieno diritto. Non le consentirebbe per il presente, ma, soprattutto, per il futuro (che cosa accadrà con il progressivo perfezionamento di esse?)

Riassumendo: credo che i termini e i parametri di riferimento per la valutazione di una partecipazione di un'atleta che corre con gambe-protesi alle Olimpiadi, così come queste ultime sono attualmente configurate, siano le regole, la ricerca scientifica, quindi gli opportuni accertamenti tecnici.
Le categorie come la solidarietà umana e la discriminazione non c'entrano con le legittime perplessità di chi le ha espresse queste ultime; abbiamo a cuore il diritto di Pistorius alla sua piena espressione, come individuo e persona, in tutti gli ambiti dell'esistenza, come, però, lo stesso diritto di altri suoi compagni di Olimpiade e di tutti gli atleti che si troveranno a gareggiare con lui. La discriminazione e la negazione dei diritti più elementari sono, purtroppo, un vergognoso dato di fatto in questa società, che viola, nelle prassi, gli stessi principi che sbandiera a destra e a manca, su questo siamo tutti d'accordo, credo. Ma questa presa d'atto non deve farci cadere nell'errore di assumere quelle stesse categorie, pregiudizio e discriminazione, come chiavi di lettura di ogni intreccio di relazioni tra i cosiddetti normodotati e le persone con disabilità. Sarebbe pregiudizio anche questo.
Ovviamente qui si parla di opinioni personali, quindi ci stiamo solo confrontando e, anche se la pensiamo diversamente, abbiamo pur sempre valori di fondo comuni ; ) e questo è ciò che conta, secondo me.

(resto dell'idea che le Olimpiadi dovrebbero essere unificate ed essere grande una rassegna dello sport a 360°)
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la nostra cultura deve cambiare....

Messaggio  manuela calenzo il Lun Nov 24, 2008 1:37 pm

Non penso che le protesi usate da questo atleta siano un vantaggio, in quanto esse sono gli unici mezzi che lui ha per correre, e quindi non si pone allo stesso livello degli altri atleti normodotati. Le protesi sono degli elementi passivi perchè imprimendo una forza loro comunque ridanno una spinta inferiore a quella di un muscolo. Il problema è un altro, è di natura culturale: "chi è disabile non può avere performance uguali a chi non lo è, deve rimanere piu in basso, in disparte". credo che in tutto ciò vi sia la paura del diverso e la paura da parte dei "normali" di arrivare secondi contro un "disabile" e finchè non si cambierà mentalità si continuerà sempre ad avere pena e compassione per le persone disabili e non ci si accorgerà mai di quello che possono fare e che possono dare alla società, lasciandole sempre relegate a ruoli marginali!

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Oscar Pystorius protesi vantaggio o svantaggio

Messaggio  caterina lupoli il Lun Nov 24, 2008 6:44 pm

Durante la discussione svolta in aula è emerso, dal mio punto di vista, che l'atleta Pystorius è purtroppo vittima di un infelice dualismo, nel senso che la sua è una condizione limite tra la condizione di normodotato e disabile. Tutto ciò ha comportato una viva discussione in aula, e non solo, che purtroppo è destinata a dilungarsi e difficilmente a risolversi. Per quanto riguarda il mio punto di vista ritengo che l'atleta sia avvantaggiato tra gli altri atleti disabilim mentre la sua condizione di disabile come proprio "status" lo colloca in una posizione di svantaggio tra i normodotati: Un infelice e triste Dualismo.

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protesi: vantaggio o svantaggio?

Messaggio  allocco.mariacarmina il Lun Nov 24, 2008 7:00 pm

"Le protesi aiutano troppo Pistorius
L'esperto della Iaaf dopo i test dichiara: «Dispone di un vantaggio considerevole rispetto ai normodotati»
questo è stato scritto sul corriere della sera qualche tempo fa. allora io mi chiedo se sia realmente giusto, nei confronti degli altri atleti, far partecipare Pistorius alle olimpiadi dopo che è stato riscontrato questo vantaggio dovuto alle protesi? o per evitare di discriminare bisogna penalizzare gli altri atleti?
comunque penso che sia una persona dotata di grande capacità in quanto nonostante la sua diversità è arrivato a livelli molto alti, quindi spero che questa sua partecipazione alle olimpiadi sarà "corretta" nei confronti degli altri

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"speciale normalità"

Messaggio  schettino elena il Mar Nov 25, 2008 1:34 pm

Durante il nostro percorso di studi più volte ci siamo trovate di fronte ad espressioni del tipo: "diritto alla diversità";
"Diverso" per credo religioso, politico, per razza nonchè per le cosiddette "diverse abilità fisiche e cognitive" , eppure mi sembra che dalle tante discussioni emerse in classe ci sia una corsa sempre più estenuante verso la "normalità" (allontanandoci dal concetto di pari opportunità ),caso emblematico quello di Pistorius........allora mi chiedo non sarebbe più giusto che ognuno di noi tenda ad una "speciale normalità" ? Dove normalità è intesa come bisogno di essere come gli altri e specialità il bisogno di essere riconosciuti come soggetti con proprie peculiarità"!!!

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Re: Oscar Pystorius e protesi: vantaggio o svantaggio?

Messaggio  angela rivieccio il Mar Nov 25, 2008 5:25 pm

Ciao a tutti!Volevo esprimere anche io un'opinione in merito all'ammisione di Oscar Pistorius alle Olimpiadi. Ritengo che sia certamente esaltante il fatto che un giovane, affetto da una così sensibile mutilazione, possa riscattare il proprio handicap al punto da poter competere con i normodotati, ai massimi livelli dello sport mondiale! Tuttavia, secondo l'orientamento di alcuni specialisti, la minorazione di carattere fisico, supplita da elementi industrialmente preparati e predisposti alle sollecitazioni agonistiche, potrebbe comportare una maggiore abilità del diversamente abile ripetto agli atleti normalmente abili. Credo dunque che se ciò rispondesse al vero, la partecipazione di Pistorius alle gare olimpiche costituirebbe un'illegittimità. Se ciò fosse vero, inoltre, legittima risulterebbe l'incertezza in merito ai concetti di abilità e diversabilità sportiva, dovendosi andare alla ricerca della vera normodotazione, e della effettiva parità di capacità agonistica tra gli atleti, siano essi apparentemente abili o diversabili. Di fronte al rischio di un'eterna perplessità mi auguro che Pistorius ci spinga, meritando sul piano umano la piena solidarietà di qualunque sportivo, verso l'affannosa ricerca del concetto di quale sia la vera abilità agonistica.

Angela Rivieccio 2 Very Happy


Ultima modifica di angela rivieccio il Ven Nov 28, 2008 12:22 am, modificato 1 volta
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protesi come arma a doppio taglio

Messaggio  rita_anvg il Mar Nov 25, 2008 5:43 pm

Scusate il ritardo...volevo riportare per iscritto sul forum la riflessione che feci venerdì scorso in aula.
LE PROTESI, IN QUESTO CASO, COME ARMA A DOPPIO TAGLIO.
Esse rappresentano un vantaggio, da un lato, perchè gli hanno consentito di partecipare alle Olimpiedi al pari di altri sportivi normodotati, raggiungendo un ottimo traguardo sia sul piano morale che esclusivamente sportivo.
Dall'altro lato, probabilmente, le protesi hanno rappresentato uno svantaggio in quanto gli è stato contestato il risultato raggiunto, provando che i sopraccitati "mezzi" gli hanno dato "una marcia in più" (consentitemi e perdonatemi il termina, ma al momento non riesco atrovarne uno più adeguato). Ciò, a mio avviso, demolisce la parità che ha raggiunto a livello sportivo, dato che la vittoria da lui raggiunta non è "oggettiva".
Penso quindi che l'attributo di vantaggioso o svantaggioso, riferito alle protesi, sia attribuibile solo da chi vive questa situazione, in quanto la "vittoria" o la "sconfitta" dipendono esclusivamente da che TIPO di obiettivi l'atleta si era proposto di raggiungere.
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Natalie Du Toit

Messaggio  maddalena di costanzo il Mar Nov 25, 2008 5:50 pm

Oscar Pistorius ha vinto la sua battaglia.

Ma Pistorius, forse, non ha bisogno di una medaglia vera come, forse, non ne ha bisogno Natalie Du Toit, la ragazza senza una gamba che nuoterà a Pechino.

Anche lei, come Pistorius, ha messo il proprio coraggio e la propria determinazione a correggere il percorso di una vita segnata dalla sventura.

E hanno vinto. Tutti e due
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Re: Oscar Pystorius e protesi: vantaggio o svantaggio?

Messaggio  Marianna A. Russo il Mar Nov 25, 2008 6:37 pm

Il video visto in aula è stato davvero emozionante...soprattutto vedere la forza e il coraggio che hanno spinto questo campione ad affrontare mille difficoltà. In questi giorni stavo leggendo dai vari siti internet alcune notizie su Pistorius e mi ha colpito questa frase che vi riporto qui di seguito:
" Perdente non è chi arriva ultimo in una gara, ma chi si siede e sta a guardare."
Quindi credo che, come dicono Antonella e molte altre persone, sia stato super difficoltoso abituarsi a delle protesi,a degli oggetti estranei al corpo...Questa secondo me è stata la sua più grande vittoria, abituarsi alle protesi e con esse poter gareggiare come tutti gli altri.
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Oscar Pistorius: protesi vantaggio o svantaggio

Messaggio  Antonella Lucibello il Mar Nov 25, 2008 7:23 pm

Salve a tutti, riguardo ad Oscar Pistorius io credo che le protesi da lui utilizzate non siano uno svantaggio, perchè non gli procurano un danno bensì gli permettono di camminare e correre. Se sono un vantaggio non posso dirlo, non essendo un tecnico. Penso però che qualora lo fossero, Pistorius non dovrebbe partecipare alle Olimpiadi, perchè sarebbe una situazione scorretta per gli altri atleti ma anche per lui stesso. Le Olimpiadi sono una gara seria, ci sono delle regole, vengono giudicate delle prestazioni con un cronometro, quanto più si rispetta tutto ciò tanto più si rispetterà Pistorius.
Pistorius accetterebbe una medaglia al 50 o 70%? Non credo, quindi deve accettare di partire senza nessun vantaggio per poter vincere in pieno. Solo così ci sarà vera integrazione e non pietismo. Attenzione nel giudicare, se la Iaaf dice NO, lo dice all' "atleta Pistorius" non all' "uomo Pistorius". Si dice NO ai suoi tempi di gara, non al suo cuore, alla sua persona. Mi auguro quindi che Pistorius continui a fare l'atleta nel senso greco del termine e cioè continui a lottare per avere protesi ancora migliori, che non diano alcun vantaggio, per poter partecipare e vincere alle Olimpiadi come tutti gli altri.
Antonella Lucibello

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grazie

Messaggio  Admin il Mar Nov 25, 2008 8:58 pm

grazie marianna, questa tua frase è davvero emblematica

per tutti:
i vostri interventi davvero costruttivi.
benvenuti a tutti. Sono molto soddisfatta delle vostre riflessioni
questo apprendimento collaborativo cresce ogni giorno.
la docente
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Pistorius

Messaggio  masullo fiorenza il Gio Nov 27, 2008 1:32 pm

Ho voluto inserire questo articolo,per capire quali fossero le motivazioni precise sul vantaggio di Pistorius,certo non sono super informata a riguardo ma come ho già detto in aula penso che non tutti hanno la forza e la tenacia di quest'uomo,pochi sono giunti al suo livello.
Sono felice che questa sentenza sia stata rivista, ma certo di quale parere dobbiamo tener conto???

Niente Olimpiadi di Pechino per Pistorius

12:04 mar 15 gennaio 2008
Oscar Pistorius, atleta paralimpico dotato di particolari protesi in fibra di carbonio, non parteciperà alle prossime Olimpiadi di Pechino. Questa la decisione della Iaaf, International Association of Athletics Federations, che ha bollato le "gambe" di Pistorius come "chiari vantaggi meccanici".


Il foindamento scientifico della "sentenza" è dato dal giudizio del professor Peter Brueggemann, docente dell'istituto di biomeccanica dell'Università di Colonia. I test fatti dallo scienziato tedesco mostrerebbero come, a fronte di una velocità pari a quella degli atleti normodotati, l'atleta sudafricano subirebbe uno sforzo fisico significativemente inferiore alla media.

Le protesi, chiamate in gergo tecnico 'cheetahs', "dovrebbero essere considerate aiuti tecnici in chiara violazione dell' articolo 144.2: "E' vietato l'impiego di ogni elemento tecnico... che garantisca un vantaggio sugli atleti che non utilizzano lo stesso strumento". Questo il verdetto finale Iaaf.
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intervista a Pistorius

Messaggio  masullo fiorenza il Gio Nov 27, 2008 1:48 pm

Ho voluto riportare questa intervista per conoscere l'uomo e l'atleta Pistorius leggetela è molto significativa.

Intervista all’atleta sudafricano [21 mag 2008]
Oscar ha vinto, ora guarda a Pechino
Gareggerà con i normodotati: «Una conquista»

Soprannominato the fastest thing on no legs, Oscar Pistorius è un amputato bilaterale detentore del record del mondo sui 100, 200 e 400 metri piani. Nasce in Sudafrica con una grave malformazione (non aveva i talloni), che all’età di 11 mesi lo costringe all’amputazione delle gambe. Gioca a pallanuoto e rugby, fino a quando un grave infortunio gli impone di dedicarsi all’atletica per motivi di riabilitazione. Oggi l’atletica è la sua vita. «La gente mi chiede spesso come sia avere due protesi al posto delle gambe, com’è avere qualcosa che mi rende un disabile – dice Oscar –, la risposta più sincera è che non lo so. Primo perché non ho mai avuto gambe normali, secondo perché non mi sento in alcun modo un disabile. Ogni disabilità può trasformarsi in vantaggio: questo è quanto ho imparato e ciò in cui continuo a credere». Classe ’86, Pistorius corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio: dopo i tanti successi ottenuti dal suo primo appuntamento ufficiale di rilievo, le Paraolimpiadi di Atene del 2004, lo scorso 16 maggio arriva quello più importante, l’ammissione da parte del Tas (Tribunale arbitrale sportivo) a gareggiare con i normodotati. Una battaglia che il giovane 21enne porta avanti dal 2005, lottando contro quanti ritengono che le sue protesi costituiscono un vantaggio meccanico dimostrabile, in termini di resa, rispetto a chi non ne usi. Ora i giudici sportivi hanno emesso il verdetto: Oscar può correre tra i normodotati. Il prossimo sogno da inseguire diventa un altro: fare il tempo minimo per accedere alle Olimpiadi di Pechino 2008.

È arrivata la sentenza del Tas tanto attesa, la più sperata.
«Sì, è uno dei giorni più felici della mia vita, non vorrei essere scambiato per un idiota se sorrido per tutto il pomeriggio ma non riesco a farne a meno. Sono contento che la mia battaglia sia finita in questo modo».

Richiede più determinazione correre sul campo o contro la federazione?
«Decisamente contro la federazione! Correre per me non è un lavoro, è qualcosa che amo. Quando mi sveglio la mattina e vado al campo, spengo il telefonino e dimentico tutto il resto: l’atletica è una passione, è la mia vita. Certe volte costa sacrifici, ma se sai perché li stai facendo e se sei motivato dentro, una battaglia contro i giudici sportivi assorbe di sicuro molta più energia!».

Quando hai capito che l’atletica ti avrebbe dato tante soddisfazioni?
«Devo dire che già al mio esordio ero molto emozionato. Ero lì ai blocchi, di fianco a me un francese che mi innervosiva, sputava, imprecava. Mi chiedevo se avessi lavorato abbastanza, se mi fossi allenato come dovevo. Ero un po’ confuso, non riuscivo a concentrarmi, era la mia prima gara internazionale e per due volte è stata falsa partenza. Dentro di me pensavo a mille cose, avevo lavorato all’obiettivo, ma al terzo sparo sono rimasto fermo sui blocchi. A quel punto mi sono chiesto: dopo tutti i sacrifici che hai fatto per arrivare qui cosa vuoi fare? Conviene non partire proprio oppure vale la pena alzarsi e correre comunque? Ho scelto la seconda. E nelle finali ho vinto l’oro sui 200. Da quel giorno ho corso con passione sempre maggiore, sicuro che non avrei fatto sacrifici per niente».

Hai mai pensato che saresti stato più o meno contento se la tua vita fosse stata diversa?
«Sicuramente sarei stato più veloce con le gambe ma probabilmente non ci avrei dato l’anima come sto facendo ora. Non sarei l’atleta determinato che sono. Forse non sarei addirittura un atleta. In fondo, tutta la mia personalità è maturata grazie a questa disabilità».

A cosa pensi prima di entrare in gara? Credi in Dio?
«Credo in Dio e credo in tutte le persone che sento vicine, in primo luogo i miei genitori e mio fratello. Ma se devo essere onesto, la tensione prima di una gara è grande e cerco di concentrarmi solo sulla corsa. Poi, se arrivano le vittorie le dedico senza dubbio a loro».

I tuoi punti fermi, dunque.
«Sì, sono cresciuto in una famiglia splendida e normale sotto tutti i punti di vista. Non mi hanno mai impedito di fare ciò che volevo, anzi mi spronavano in qualsiasi cosa volessi fare. Avevo come modello mio fratello, volevo sempre imitarlo. Mi ricordo di quando mi ha fatto salire sulla sua macchinina per farmi provare una discesa di 350 metri che lui faceva sempre con gli amici. Solo che, dopo 50, 100, 150 metri ancora non si fermava, la macchina aveva preso velocità e io già mi vedevo spiaccicato al muro in fondo alla strada! Invece, quando ormai mancavano 50 metri, mio fratello ha preso una delle mie gambe e l’ha infilata tra le ruote della macchine usandola come freno: da lì ho capito che le protesi potevano anche essere un vantaggio».

Un ricordo della tua infanzia?
«Le mie protesi di quando ero bambino. Non erano moderne come quelle che ci sono oggi; però avevano la faccia di Topolino».

Ripeti sempre che non ti senti un disabile. In che senso? Cosa significa per te disabilità?
«Nella vita ci sono abilità e disabilità, che possono essere fisiche, mentali, barriere psicologiche che ci si crea. Ma dietro ogni condizione di disabilità ci sono le mille abilità che si sfruttano per compensare ciò che manca; ci sono vantaggi e svantaggi, come esistono pro e contro nella vita di tutte le persone normodotate, che in tante cose – in realtà – sono più disabili dei disabili. Per quanto mi riguarda, uno dei lati positivi delle protesi è puramente materiale. Per fare un esempio: sono andato in motocicletta e ho preso dentro un sasso che mi si è scagliato sulla gamba. Ora ho un buco sul polpaccio, eppure non ho sentito nulla, e l’ho tolto come se niente fosse. Il più grande svantaggio? Quando sei fuori a cena con una ragazza carina che ti fa il piedino: caspita, non sento nulla!».

Il fatto di raggiungere un obiettivo particolare, si stabilisce a priori o è qualcosa che matura strada facendo?
«Sicuramente lo decidi prima, poi si lavora per gradi. Per me il “big goal” è correre alle Olimpiadi di Pechino; poi ci sono tanti piccoli obiettivi da raggiungere per realizzare quello finale: prendere i giusti momenti di riposo, seguire un’alimentazione regolare, allenarmi con costanza».

Quanto conta la tenacia nella vita di Oscar Pistorius?
«Tantissimo. Il mio più grande sacrificio? Non poter mangiare certe cose, purtroppo…Ma quando credi davvero in qualcosa, è questa stessa tenacia e i sacrifici che sai di aver fatto che rendono quello che hai ottenuto ancora più apprezzabile e soddisfacente ».

E l’ironia?
«Averla è indispensabile, per uno come me. Sarebbe meglio non intristirsi per una disabilità; piuttosto bisognerebbe essere contenti per tutte le altre abilità che si hanno».

Pensi di riuscire a fare i tempi minimi di partecipazione per Pechino?
«Sto migliorando lentamente. Per arrivare ai 45.5 secondi devi essere costante; purtroppo quest’anno ho speso tanto tempo lontano dal campo per le mie questioni legali. Ma ora mi hanno aperto le porte alle Olimpiadi e farò di tutto per entrarci. Comunque, il vero senso di questa storia, al di là di Pechino, è l’essere stato incluso tra i normodotati: non era solo la mia battaglia, adesso è la battaglia di tutti quelli come me».
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pistorius..

Messaggio  luigi.musilli il Gio Nov 27, 2008 4:04 pm

Su Pistorius è stato detto tantissimo, forse anche a sproposito. Il mio parere è che al di là dei vantaggi o svantaggi legati alla sua condizione, egli avesse pienamente diritto a partecipare alle Olimpiadi. L'atleta incarna infatti la possibilità di ogni essere umano pur molto svantaggiato di integrarsi grazie allo sport alle attività proprie di ogni giovane uomo sportivo o non. Il suo messaggio è quindi a mio parere che se c'è tanta buona volontà e impegno nessun traguardo è precluso.....LUIGI

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un valore nella libertà

Messaggio  mariarosaria tarallo il Gio Nov 27, 2008 11:40 pm

Ciao, Luigi, sul messaggio credo che fossimo tutti d'accordo e che anche tutti coloro che nella società possono avere parlato apparentemente a sproposito, cercassero solo di conoscere e capire, naturalmente ciascuno ha diritto alla propria idea, sempre e comunque, ma, scusami se proprio lo ripeto, secondo me poi occorre o riconfigurare le Olimpiadi oppure capire il significato e gli scopi reali di esse, al momento, secondo le regole vigenti...
Secondo me la solidarietà è un grande valore, ma non può essere "imposta" agli altri. Dipendesse da me o, credo, da ciascuno di noi, le Olimpiadi sarebbero una grande rassegna e festa dello Sport, ma non è così, sono articolate in gare con delle regole, alle quali tutti sono tenuti ad attenersi. Non è affatto scontato, secondo me, che ogni atleta dovrebbe esser pronto a dimenticare gli sforzi ed i sacrifici personali e di tutti coloro che l'hanno accompagnato nella preparazione, fino alle Olimpiadi, in nome dei sacrifici altrui e del messaggio (importantissimo!) che potrebbe "passare": sarebbe bellissimo se le Olimpiadi fosse questo, e vincerebbero davvero tutti, (mai così nella storia), ma non è così, non sono ammessi vantaggi di nessun tipo; e la comunità scientifica non ha dato risposta unanime ai dubbi, in merito a quanto abbiano affrontato qui precedentemente. Questa, come sempre, è solo un'opinione, spero di rileggerti, ciao, alla prossima.
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vantaggio e svantaggio

Messaggio  orefice.veronica il Ven Nov 28, 2008 12:14 pm

Per quanto riguarda il video discusso in aula venerdì 21, vorrei ribadire un concetto espresso, già da altre mie colleghe.
Anchio ritengo che per Oscar Pistorius, la perdita degli arti inferiori sul <<piano umano>> rappresentati un vero svantaggio.
Ma è anche vero che la sua bravura lo rende ''campione'' è come tale ha tutti i diritti di gareggiare con atleti normodotati.
Nello stesso tempo possiamo riflettere sulla concezione delle ''pari oppurtinità'', ed anche su questo punto concordo con alcune colleghe, bensì che non sia detto che un altro disabile sappia usare con tale bravura le protesi.

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Oscar Pystorius: vantaggio o svantaggio?

Messaggio  martina Spagnuolo il Sab Nov 29, 2008 12:43 am

Salve ragazze,
scusate se fin ora non ho contribuito hai commenti, ma ho avuto dei problemi con internet.
Vorrei rispondere dicendo che, secondo il mio parere, pur essendo difficile correre con delle protesi, è altrettanto possibile imparare ad usarle bene ed a sfruttare ogni centimetro della loro lunghezza per ottenere la massima prestazione.Non si discute sulla forza de volontà psicologica, fisica anche d'animo. Ma si fa riferimento al sogno olimpiaco, ma anche gli normodotati che correranno coltivano lo stesso sogno ma sono diverse le condizioni di partenza, e non voglio dire che lui parta necessariamente avvantaggiato, può anche essere che per trovarsi nelle stesse condizioni degli altri atleti debba fare sforzi assolutamente maggiori... Per molti di loro l'olimpiade potrà essere l'unica nella vita..per realizzare appieno il proprio sogno ci sono regole che devono essere rispettate.
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Re: Oscar Pystorius e protesi: vantaggio o svantaggio?

Messaggio  angela cecere il Sab Nov 29, 2008 5:06 pm

Anche io concordo con mariarosaria nel ritenere che quella di pistorius sia stata soprattutto una vittoria morale.Vittoria che gli ha consentito di sentirsi al pari degli altri affermando così la sua identità non come sportivo ma come persona ed è forse questo ,a mio avviso uno dei passi fondamentali verso l'ìnclusione della persona diversabile nella società di riferimento. Egli, attivando pienamente le risorse di cui è dotato ha mostrato una grandissima forza di volontà conseguendo un risultato doppio da un lato una grande soddisfazione con se stesso rispetto "all' impresa" conseguita ,dall'altro il riconoscimento sociale.

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leggendo leggendo...

Messaggio  mariarosaria tarallo il Sab Nov 29, 2008 6:01 pm

oltre che con altri Colleghi, mi sento in linea con le opinioni di Angela Cecere e Martina, condivido molto l'affrontare la discussione su due piani distinti.
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Re: Oscar Pystorius e protesi: vantaggio o svantaggio?

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