Diversabilità/Musica/Nuove tecnologie

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MUSICOTERAPIA E MALATTIA DI ALZHEIMER

Messaggio  colomba.persico il Dom Nov 30, 2008 8:15 pm

In merito ho trovato su internet diversi contributi, ad esempio MUSICOTERAPIA E MALATTIA DI ALZHEIMER ...

Nel 2001 l’America Accademy of Neurology ha indicato la musicoterapia come una tecnica per migliorare le attività funzionali e ridurre i disturbi del comportamento nel malato di Alzheimer. Ciò è possibile perché la musica sembra rivelarsi una via di accesso privilegiata per contattare il cuore dei malati che preservano intatte certe abilità e competenze musicali fondamentali (intonazione, sincronia ritmica, senso della tonalità), nonostante il deterioramento cognitivo dovuto alla malattia.

La malattia

Le persone colpite dall’Alzheimer sin dall’inizio presentano una graduale perdita delle funzioni mnestiche (orientamento, memoria a breve termine e disturbi cognitivi), alla quale si associano comportamenti inadeguati e pericolosi: vagabondaggio ossessivo e aggressività, ansia e depressione. Successivamente si verifica una progressiva e sempre più grave compromissione del linguaggio, una diminuzione dell’emotività e dell’iniziativa (apatia) e un incremento dell’ostinazione.

La malattia, cagionata da una grave degenerazione dei neuroni cerebrali, oggi riveste una grande rilevanza sociale, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione; si calcola che essa sia responsabile di oltre la metà dei casi di demenza senile, che riguarda un numero molto alto di soggetti anziani (circa il 10% della popolazione sopra i 65 anni, e un 30% della popolazione sopra gli ottanta).

Convivere e prendersi cura di una familiare colpito da questa malattia, ancor oggi pressoché incurabile, è difficile e gravoso.

Le terapie

Nei malati di Alzheimer la terapia farmacologica è diretta a contrastare alcuni aspetti di un quadro clinico destinato ad un inevitabile peggioramento, e quella verbale, a causa dei gravi deficit mnemonici, cognitivi e linguistici che accompagnano i pazienti, non può essere avviata. Si deve perciò ricorrere a pratiche riabilitative e terapeutiche che coinvolgano il paziente, lo stimolino in modo adeguato, cercando di mantenere e ravvivare il suo interesse con il mondo esterno e con gli altri; per questo sempre più geriatri ritengono utile e necessario incoraggiare gli anziani a seguire terapie espressive, tra le quali la musicoterapia , che hanno come obiettivo quello di migliorare la qualità della vita, oltre a rivitalizzare l’umore, ridurre l’aggressività e, ovviamente, stimolare la memoria.

La musicoterapia

Gli approcci musicoterapici sono volti ad integrare funzioni cognitive, affettive, fisiche ed interpersonali, utilizzando tecniche attive e ricettive. Durante le sedute i pazienti cantano canzoni popolari, ascoltano musica dal vivo e/o registrata, danzano liberamente o vengono coinvolti in danze popolari molto semplici, accompagnano con strumenti a percussione brani musicali o canzoni. Durante le sedute il paziente non deve mai sentirsi a disagio e non gli devono mai essere fatte delle richieste superiori alle sue capacità. L’intervento musicoterapico mira a raggiungere alcuni dei seguenti obiettivi (AA.VV., 2003):

* socializzazione;
* modificazione dello stato umorale della persona e contenimento di manifestazioni d’ira e di stati di agitazione;
* contenimento dell’aggressività, del Wondering (vagabondaggio afinalistico) e degli stati ansiosi-depressivi;
* aiutare l’ospite a soffocare il proprio compatimento e a distogliere l’attenzione dai disturbi somatici;
* accrescimento dell’autostima e della considerazione di se stessi;
* riattivazione della memoria musicale ed emozionale: recuperare il presente attraverso la rivisitazione e la riappropriazione dei ricordi;
* indurre un comportamento musicale attivo (cantare o suonare uno strumento) per favorire il mantenimento delle abilità motorie, anche attraverso movimenti semplici del corpo;
* costruzione di una relazione empatica tra musicoterapeuta e paziente.

L’importanza di introdurre la musicoterapia nella riabilitazione dell’Alzheimer è supportata da una serie di studi scientifici che hanno valutato attentamente le condizioni degli anziani durante e dopo ogni seduta: in generale si osserva che si riducono i sintomi più invalidanti della malattia e, pur sottolineando che i canti e le impovvisazioni strumentali non hanno alcuna pretesa di guarire, è palese che la partecipazione regolare alle sedute, soprattutto per pazienti ancora autosufficienti, aiuta a rallentare i processi degenerativi e migliora le condizioni generali, specie se il malato vive in istituto (ALDRIDGE, 1998). Ciò è ampiamente supportato anche dalle schede di valutazione compilate al termine di ogni seduta, dalle quali emerge chiaramente che la musicoterapia ha effetti benefici sui malati, in particolare:

* si riscontrano comportamenti socialmente accettabili e coerenti rispetto al contesto: manifestazioni di applausi, verbalizzazioni dotate di senso compiuto, comportamenti orientati verso il contatto fisico, interazioni con gli altri, socializzazione, formazione di gruppi e loro conduzione;
* si registrano modificazioni significative della sfera emotiva e dell’umore della persona, che vive la seduta come momento di divertimento, di soddisfazione e di benessere;
* gli episodi di Wondering a volte vengono inibiti dalla presenza della musica e del musicoterapeuta, che trasmettono al paziente tranquillità e sicurezza; l’aggressività trova sfogo creativo nel ritmo e nella musica cantata e suonata dal paziente, che così aumenta il proprio livello di autostima e fiducia in sé stesso, attenua atteggiamenti ansiogeni e ripetitivi, diventando meglio gestibile;
* le sedute di musicoterapia non sono orientate soltanto al passato, ma indagano anche la capacità di creare in modo estemporaneo nuovi ritmi e nuove melodie. La persona demente accetta l’improvvisazione inserendovisi in modo cosciente, dimostrando di possedere ancora una dose significativa di creatività che emerge in modo palese durante gli incontri;
* i pazienti danno prova, a vari livelli, di possedere una competenza musicale rilevante che si manifesta nel canto, nella pratica strumentale e nell’esecuzione di movimenti o semplici danze popolari che favoriscono l’orientamento e l’acquisizione della dimensione spazio-temporale;
* i malati sono capaci di cantare (a volte citano il testo correttamente a volte solo in parte, a volte manifestano lallazione) e ricordano intere canzoni appartenenti al loro bagaglio culturale, ciò accelera ad esempio il recupero della parola negli afasici;
* il musicoterapeuta instaura una relazione significativa col paziente: la musica permette di creare un dialogo sonoro che il soggetto è in grado di gestire a un livello di comunicazione non verbale (AA.VV., 2003).

Le sedute

I musicoterapeuti sono concordi nel sostenere che è necessario stabilire una scansione spazio-temporale degli incontri, poiché la maggior parte dei malati perde precocemente questi due parametri di riferimento. Ecco, allora, che le sedute devono svolgersi sempre nello stesso spazio, alla stessa ora e dagli stessi operatori. Anche i contenuti degli incontri devono avere una successione temporale definita e ripetitiva affinché i pazienti trovino stabilità e regolarità. Le proposte così si succedono gradualmente: l’approccio iniziale è forse la fase più delicata poiché deve attirare ed incuriosire con discrezione i malati per invitarli a partecipare alle sedute, segue una fase centrale caratterizzata da maggior coinvolgimento, quindi la chiusura e il saluto finale.
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diversità musica e nuove tecnologie

Messaggio  MADDALENA MACARI il Lun Dic 01, 2008 1:14 pm

L'esperienza musicale, dal semplice ascolto al suonare o comporre un brano, è un'inesauribile fonte di piacere, uno stimolo alla creatività e all'espressione di sè, una modalità di comunicazione universale.
La musica sembra rispondere ad un bisogno innato, peculiare dell'essere umano, lo testimonia il fatto che in ogni luogo e in ogni epoca le culture umane hanno elaborato un proprio patrimonio musicale.
Le neuroscienze, grazie all'accuratezza delle più recenti tecniche di indagine, hanno indagato il complesso rapporto tra musica, cervello e mente evidenziando come l'esperienza in campo musicale porti a modifiche strutturali e funzionali del sistema nervoso.
é anche grazie a queste scoperte scientifiche che la musica ha assunto un valore terapeutico entrando a far parte di protocolli riabilitativi rivolti a bambini o adulti con disabilità di diversa natura, come ad esempio l'autismo o il ritardo mentale.

MADDALENA MACARI

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Re: Diversabilità/Musica/Nuove tecnologie

Messaggio  Aldieri AnnaLisa il Lun Dic 01, 2008 1:32 pm

Da sempre la Musicoterapia è una tecnica che mi ha affascinata... e con essa tutto ciò che utilizza il suono, la musica, il movimento,gli strumenti corporei, sonori e musicali al fine di aiutare le persone con disabilità.
La musica, per la sua complessità, può produrre stati alterati di coscienza, specialmente se ascoltata in uno stato di rilassamento; anche ascoltare semplicemente una canzone ad alto volume è in grado di provocare, in alcuni casi, un appagante senso di pienezza e protezione da sensazioni sgradevoli. Le sue forti influenze sulla psiche hanno portato ad adoperarla per l’integrazione fisica, psichica ed emotiva dell’individuo e nella cura di malattie e disabilità. Lo studio e l’analisi delle modalità d’utilizzo della musica nella terapia prescindono sempre dal valore estetico,perchè sono centrate unicamente sugli effetti che i suoni producono sull’individuo; per questo, l’utilizzo del vocabolo “musica” andrebbe meglio definito con il termine più ampio di “universo musicale” in cui rientrano i materiali musicali più disparati come le sonorità corporee, d’oggetti, rumori.
Oggi l’idea di un astratto potere della musica ha portato alla convinzione che essa, in ogni sua forma, può essere curativa. Il suo potere è dimostrato, per esempio, dalle numerose esperienze fatte in Canada e negli Stati Uniti, secondo le quali influenza la crescita e lo sviluppo delle cellule vegetali, (avevano ragione i nostri nonni quando dicevano che la musica ravviva le piante!!!!).
La musicoterapia è solo la fetta di un'enorme torta che è la musica stessa e quest'ultima è qualcosa di sotterraneo, individuale, è lo specchio dei nostri sentimenti e delle nostre reazioni emotive, è l’arte che abbraccia le arti.
La musica è ciò che siamo e andrebbe tutelata e valutata molto più di quanto si creda.

Aldieri AnnaLisa

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dislessia a parte

Messaggio  Admin il Lun Dic 01, 2008 4:06 pm

dovresti copiare questo intervento in uno spazio apposito
perchè il tema è la musica e sarebbe interessante invece continuare questo discorso,
per questo tema riferitevi al testo di vegni.
la docente riferita a:
Sorrentino Lucia ha scritto:Ciao a tutti,
Si è parlato di diversità e tecnologia. Eppure la dislessia non dipende da disturbi psicologici, comportamentali o di tipo emotivo affettivo-relazionale nè da una scarsa motivazione e neppure da pigrizia, la persona dislessica è intelligente e creativa.
La dislessia si caratterizza per una mancata o parziale automatizzazione dell'uso dei codici della lettura.
Una novità per i dislessici e nel conseguire la patente di guida . il Ministero dei trasporti ha disposto per l'esame orale alcune disposizioni a favore delle persone dislessiche che allego alla presente :
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a proposito di musicoterapia

Messaggio  luigi.musilli il Mar Dic 02, 2008 9:37 pm

La musicoterapia è una modalità di approccio sensoriale che utilizza l’elemento sonoro per finalità educative e terapeutiche e interviene su alcuni disagi fisici, psicologici e psicopatologici. Vi sono molti metodi musicoterapici e vari modi tutti diversi tra di loro, ma il fine è quello di mantenere e migliorare la salute fisica e mentale di tutti i soggetti di cui si occupa. Essa è una forma di psicoterapia o rieducazione che impiega il suono e la musica come mezzo di espressione e comunicazione e può essere applicata in sedute di gruppo o individuali, con bambini, adulti e anziani, perché la musica ha la grande capacità di entrare direttamente a contatto con l’uomo.
La musica ha una funzione educativa e terapeutica, ma come intervento riabilitativo e clinico non guarisce, procura però al paziente sensazioni piacevoli e rilassanti; essa è capace di migliorare la qualità della vita del paziente, La musicoterapia sa aprire canali di comunicazione sempre nuovi, interviene principalmente su coloro che hanno difficoltà nel comunicare con gli altri e non si reputano dotati di mezzi adatti per aprirsi alla realtà. Essa, “dal punto di vista terapeutico è una disciplina che utilizza il suono, la musica e il movimento per provocare effetti regressivi e aprire canali di comunicazione con l’obiettivo di attivare processi di inserimento sociale.”( Benenzon).Riesce inoltre ad aprire nuove strade nella mente dell’individuo, qualsiasi sia il livello di intelligenza o situazione del soggetto, stimolando i sensi e suscitando sensazioni ed emozioni e sollecitando reazioni psicomotorie.
La musicoterapia elabora strategie terapeutiche atte a migliorare, mantenere e ristabilire la salute mentale e fisica dei soggetti con handicap emotivi, fisici e psicologici, con metodi di ricerca, analisi e interventi finalizzati. La musica è un'esperienza universale a cui tutti possono partecipare, sia bambini che adulti.
Il bambino disabile spesso non è in grado di assimilare le esperienze della vita, può sentirsi confuso perchè sbaglia nell'interpretarle, può fraintenderle, può avere poca o nessuna fiducia nelle capacità della sua stessa psiche. Le sue risposte alla vita possono essere distorte dalla paura o dall'ansietà; può vivere in un vortice di emozioni o, al contrario, la sua coscienza può essere interessata solamente a frammenti della realtà. Per il bambino affettivamente immaturo o disabile l'esperienza del linguaggio emotivo della musica è ricca di stimoli che possono incitarlo a partecipare attivamente alle consegne del musicoterapeuta ( cantare, passeggiare, suonare, urlare..): l'esistenza stessa delle melodie e delle forme gli procura sicurezza, lo induce ad usare espressivamente le sue membra e la voce.
Le strutture ritmo-melodiche divengono così un sostegno per le sue attività, un ordine che favorisce il controllo e la coordinazione dei movimenti, oltre che una base d'esperienza per lo sviluppo della sua personalità e per la sua integrazione, sia individuale che sociale.

luigi.musilli

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la musica per i disabili

Messaggio  orefice.veronica il Mar Dic 02, 2008 9:45 pm

L’importanza della musica e gli effetti benefici che riesce a dare, sono fondamentali, questi trasmettono: un senso di benessere, di leggerezza, di libertà, di gioia e di vitalità. Lamusica è concepita come espressione genuina mediata del sentimento, è strumento di elevazione e di edificazione spirituale, stimola alragionamento, alla fantasia, alla creatività e alla bellezza. La musica permette di evadere, di sognare e risveglia profonde emozioni. Dagli anni ’60 viene impiegata a scopi riabilitativi, preventivi e rieducativi in varie forme di disturbi mentali, dando esiti positivi in patologie difficili.

orefice.veronica

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il setting in musicoterapia

Messaggio  luigi.musilli il Mer Dic 03, 2008 9:53 pm

In musicoterapia il setting costituisce un aspetto molto importante della seduta in quanto fa parte della consegna di un contesto non-verbale. E’ stato dimostrato che le sue modificazioni provocano cambiamenti nella condotta e nel comportamento del paziente. Normalmente il setting è costituito da uno studio, anche se, in alcuni casi, può essere stabilito all’aperto nella natura e nell’acqua.
In un suo contributo, Rolando Benenzon descrive alcune caratteristiche fondamentali dello studio. Deve essere isolato acusticamente da rumori esterni poiché ogni intromissione di suoni interferirebbe con il processo di comunicazione; deve avere una grandezza approssimativamente di cinque metri per cinque; il pavimento deve essere in legno al fine di permettere la trasmissione delle vibrazioni di un ritmo e anche le pareti devono essere ricoperte fino a metà dello stesso materiale. L’arredamento può essere costituito da alcuni armadi che, però, devono essere incassati alla parete al fine di evitare che siano di ostacolo al movimento. Per quanto riguarda l’illuminazione non vi sono particolari differenze tra luce naturale o artificiale, bisogna solo far attenzione che un colpo degli strumenti non rompa i dispositivi di illuminazione artificiale o le finestre e, per questo motivo, è utile trovare il modo per proteggerli.....continua

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il setting in musicoterapia 2

Messaggio  luigi.musilli il Gio Dic 04, 2008 8:11 pm

....Anche i setting naturali hanno però dei lati positivi nonostante non rispettino le caratteristiche dello studio. La terra, con le sue imperfezioni, fornisce degli stimoli grazie alla sua conformazione, al suo colore, alla sua temperatura, alla sua stessa energia; inoltre, lo spazio non ha limiti. Per quanto riguarda l’acqua, invece, Benenzon ritiene che sia l’ambiente naturale più stimolante al fine della comunicazione in quanto riesce a trasformare il corpo in un vero e proprioveicolo di movimenti, modificandone la forza di gravità e creando una condizione che ricorda quella fetale. E’ solo nell’acqua che alcuni soggetti, in particolare gli autistici, riescono a guardare fisso negli occhi le altre persone, ad accettare il contatto corporeo e ad eseguire le consegne. Anche per Alejandro Baron Guinazu l’acqua è uno strumento che permette facilmente di mettere a fuoco la comunicazione. Offre numerose possibilità di esplorare ed aprire canali di comunicazione pre-verbali e rinforza le spontanee esperienze motorie che il paziente vive a contatto con essa. L’acqua possiede già in sé una multiformità di suoni e, di conseguenza, la terapia svolta in quest’ambiente non necessi ta dell’uso di altri strumenti.
L’autore afferma che il nuovo contesto nel quale il soggetto viene a trovarsi porta quest’ultimo ad abbandonare comportamenti rigidi e stereotipati ed emerge una maggiore disponibilità: è in questo momento che il musicoterapeuta può e deve applicare i suoni.
Dopo l’intervento idroterapeutico appaiono nei pazienti segnali di sblocco, insoliti atteggiamenti che lasciano intravedere una lieve ma precisa possibilità di comunicazione, che costituiscono un primo seg nale di benessere.
L’esperienza piacevole dell’acqua dà al malato la sensazione di star bene col mondo

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Il sordomuto e la musica

Messaggio  teresa aligante il Gio Dic 04, 2008 9:16 pm

Il sordomuto ha un suo modo tutto particolare di muoversi e, chiaramente, ci si chiede come può una persona essere emotivamente coinvolta in un ballo senza sentire la musica. Eppure riescono a danzare a ritmo della musica con una sensibilità al movimento fortissima. Nel loro mondo fatto di silenzio, riescono ad isolarsi dalle situazioni circostanti ed a concentrarsi unicamente sui loro gesti, immaginando soltanto, quale possa essere la musica in sottofondo. Denis Diderot, compì parecchi studi filosofici e scientifici sul sordomutismo fino a considerare l'uomo distribuito in tanti esseri distinti e separati quanti sono i suoi sensi. Il movimento, il gesto, è più studiato e concentrato, quando manca il senso dell'udito; il sordomuto interpreta a fondo la danza in un modo che, persone in possesso di tutti e cinque i sensi, non potrebbero mai raggiungere. E' questo un altro aspetto fondamentale che accomuna un po' tutte le persone disabili: essere sciolti e privi di inibizioni anche giù dal palco, senza l'aiuto di luci e di costumi e soprattutto senza poter sentire nulla, nello specifico dei sordomuti. Dice ancora Denis: "Voi conoscete almeno di fama una macchina singolare su cui l'inventore si proponeva di eseguire sonate di colori? Condussi dunque il mio sordomuto? nella casa in cui era esposta la macchina dei colori?. Il mio sordo immaginò che questo genio inventore fosse sordomuto; che il suo clavicembalo gli servisse per conversare con gli altri uomini, che ogni sfumatura avesse sulla tastiera il valore di una delle lettere dell'alfabeto e che, con l'aiuto dei tasti e dell'agilità delle dita, combinasse queste lettere formando delle parole, delle frasi, infine tutto un discorso di colori? Pensò all'improvviso, di aver afferrato in cosa consistessero la musica e tutti gli strumenti musicali. Credette che la musica fosse un modo particolare di comunicare il pensiero e che gli strumenti, le viole, i violini, le trombe, fossero, nelle nostre mani, altrettanti organi di parole.

teresa aligante

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Re: Diversabilità/Musica/Nuove tecnologie

Messaggio  mariarosaria tarallo il Gio Dic 04, 2008 10:45 pm

teresa aligante ha scritto:(...) che il suo clavicembalo gli servisse per conversare con gli altri uomini, che ogni sfumatura avesse sulla tastiera il valore di una delle lettere dell'alfabeto e che, con l'aiuto dei tasti e dell'agilità delle dita, combinasse queste lettere formando delle parole, delle frasi, infine tutto un discorso di colori? Pensò all'improvviso, di aver afferrato in cosa consistessero la musica e tutti gli strumenti musicali. Credette che la musica fosse un modo particolare di comunicare il pensiero e che gli strumenti, le viole, i violini, le trombe, fossero, nelle nostre mani, altrettanti organi di parole.

che bel contributo, Teresa, davvero, e in fondo, sai, "strumenti, viole, violini, trombe" SONO di fatto, nelle mani di chi li sfiora, con le dita e con le labbra, "altrettanti organi di parole" , regalaci altro ancora, cordialità, ciao ; )
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robotica come aiuto

Messaggio  elvira70 il Ven Dic 05, 2008 7:46 pm

Per quanto riguarda le nuove tecnologie oggi la robotica gioca un ruolo fondamentale nel processo di integrazione dei disabili in quanto offre sia gli ausili per compensare o riattivare funzioni motorie, sensoriali e cognitive compromesse, sia gli strumenti per rendere accessibili gli ambienti di vita, dalla casa alla scuola, al lavoro, fino al gioco e il tempo libero.
ho scoperto che c'è l' Iromec (Interactive robotic social mediators as companions), un progetto triennale oggi in fase di conclusione, promosso dalla Commissione europea e sviluppato da otto enti e istituzioni europei, tra cui l’Università degli Studi della Valle d’Aosta e quella di Siena. Obiettivo del progetto è realizzare sistemi robotici interattivi in grado di rispondere all’esigenza dei bambini con gravi disabilità motorie e cognitive di poter giocare in autonomia e di conseguenza, attraverso il gioco, apprendere, crescere, divertirsi e uscire dall’isolamento sociale.
Qualcosa si inizia a muovere non credete?

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scuole di pensiero nella musicoterapia

Messaggio  luigi.musilli il Sab Dic 06, 2008 10:16 pm

Le Scuole di pensiero
Fin dalla sua nascita come disciplina, la musicoterapia ha visto due posizioni differenti: in genere, medici e psichiatri la fanno rientrare all’interno delle terapie psicanalitiche e si rifanno alle teorie di Rolando Benenzon e Edith Lecourt; i musicisti, per la maggior parte, invece, si avvicinano alla terapia includendo nei loro studi formativi elementi di psicologia e di pedagogia musicale avendo come punto di riferimento le esperienze di Juliette Alvin, Paul Nordoff, Clive Robbins e di Giulia Cremaschi Trovesi in Italia.
La linea Benenzon-Lacourt promuove la figura del musicoterapeuta grazie all’istituzione di corsi appositi in cui è richiesta una conoscenza musicale di base e un diploma di scuola media secondaria. I concetti base sono quelli della psicoanalisi. Si parla di “somministrazione” di brani musicali preregistrati e/o si usano strumenti quali quelli a percussione e qualche idiofono.
Il secondo filone si serve invece del suono come strumento per contattare il mondo interiore dell’altro, che viene portato a scoprire le proprie potenzialità onde poter operare i cambiamenti necessari. Il paziente è parte attiva della
terapia; il musicoterapeuta il facilitatore del processo di crescita. I principi base di questa linea di pensiero sono: l’improvvisazione clinica; l’uso del pianoforte e di strumenti musicali a corde, percussione e fiato; il dialogo sonoro; la visione dell’uomo secondo una concezione umanistico-esistenziale. La formazione del musicoterapeuta richiede una cultura di base unita a competenze musicali forti (diploma di studi musicali)

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"Progetto SARA"

Messaggio  alessia verre il Dom Dic 07, 2008 4:16 am

Ciao a tutte sempre su internet,ho trovato un progetto di "Attività di Musicoterapia per bambini e ragazzi affetti da autismo"dell'anno 2005-2006

OBIETTIVI DEL PROGETTO
E' estremamente difficoltoso stabilire un contatto con i bambini affetti da autismo, ma la musicoterapia, come
tecnica di apertura di canali di comunicazione, è la terapia ideale per avvicinarsi a questi bambini: le attività di
musicoterapia, infatti, si inseriscono sui modelli di comportamento abituali e li assecondano per avvicinarli il
più possibile alla normalità.
La musicoterapia si pone come scopo di sviluppare potenziali e/o riabilitare funzioni dell’individuo, in modo
che si possa ottenere una migliore integrazione sul piano intrapersonale e/o interpersonale e,
conseguentemente, una migliore qualità della vita attraverso la prevenzione, la riabilitazione o la terapia.
Gli obiettivi iniziali del progetto sono di tipo terapeutico, legati cioè ad aspetti di comunicazione-relazione e
di tipo riabilitativo, legati cioè al mantenimento e/o al potenziamento di abilità cognitive quali la memoria,
l’attenzione, la coordinazione senso-motoria, la capacità di discriminazione ecc..
Tali obiettivi possono riassumersi nel favorire la comunicazione attraverso la musica, nel migliorare le
relazioni interpersonali, nell'aumentare i tempi di attenzione, nel dare elementari competenze musicali.
Il compito del musicoterapista è di aiutare a comporre e riconoscere questa mappa sonora in un contesto
non-verbale, così come sono non-verbali molte persone autistiche. E’ fondamentale nella relazione
musicoterapica trovare un oggetto-intermediario, cioè qualunque oggetto capace di permettere il passaggio di
energia comunicativa da un individuo all'altro: gli strumenti musicali, la voce, il corpo e i suoni da essi prodotti sono gli oggetti-intermediari utilizzabili.
I DESTINATARI
Il progetto è rivolto a 15 – 20 bambini e ragazzi affetti da autismo, con età compresa fra i 5 ed i 14 anni.
Uno dei problemi che colpiscono i bambini autistici è l’interruzione della comunicazione con l’ambiente
esterno, ma attraverso la musica la comunicazione si può riallacciare. Attraverso la musica si può acquisire
sicurezza e fiducia, esercitare la riflessione, l'autocontrollo e la responsabilità; inoltre l'esperienza del suono e
del canto porta ad un miglioramento della parola come presupposto per una corretta interazione con
l'ambiente.
Destinatari indiretti del Progetto sono i famigliari e tutti coloro che agiscono nella rete degli interventi a
favore delle persone autistiche. Neuropsichiatri, terapisti della riabilitazione, insegnanti scolastici: tutti saranno
resi partecipi delle metodologie utilizzate e dei risultati raggiunti, in un continuum terapeutico riabilitativo.
LE AZIONI PREVISTE
Un primo progetto di Musicoterapia si è svolto fra Ottobre 2004 e Maggio 2005, interessando 16
bambini/ragazzi dai 4 ai 17 anni di età.
Subito dopo ogni incontro i genitori sono stati informati sull’attività svolta e gli effetti riscontrati sul bambino;
ogni tre mesi è stato effettuato un incontro con i genitori stessi in cui la musicoterapista ha relazionato
sull’andamento del progetto e sugli obiettivi raggiunti dai bambini. Il costo è stato coperto per la maggior
parte dall'Associazione AUT AUT Sezione di Modena con propri fondi, oltre ad un contributo dell’Ausl di
Modena e contributi dalle famiglie interessate. I risultati ottenuti e documentati dalla musicoterapista al
Centro per l'Autismo dell’Ausl di Modena, hanno confermato che l'attività debba essere consolidata nel suo
periodico svolgimento, ricercando una copertura finanziaria tale da permettere il coinvolgimento di altri bambini e ragazzi con autismo.
Fin dai primi momenti di attività, la tecnica della musicoterapista consiste nel saper aspettare. E’ la posizione
di ricettività, che permette di ascoltare, percepire, ricevere, accettare, comprendere. L'approccio iniziale sarà
pertanto la creazione di un clima di accoglienza e non-direttività, dove i bambini possono avere comportamenti
spontanei e piena libertà di espressione. La musicoterapista dovrà mostrarsi capace di ascoltare e accogliere le
loro espressioni, elaborarle, rendendole "più musicali" per consentire la nascita dei dialoghi sonori e di
conseguenza di una relazione musicoterapeutica. Fin dal primo approccio col bambino la musicoterapista si
sforza di instaurare un clima di fiducia tramite una corretta presa di contatto: dall'osservazione attenta si
formuleranno i piani individuali di terapia.
Un ulteriore elemento a cui prestare grande attenzione è il movimento: esso aiuta a prendere coscienza del
proprio corpo, dei suoi ritmi e della dimensione spazio-temporale. E' essenziale, quindi, consentire ai bambini
la possibilità di ritrovare il movimento come espressione di sé, proponendo un legame tra la musica e l'attività
motoria. Quest'ultima si può manifestare in atti mimico-gestuali e in movimenti locomotori, attivati da
esercizi proposti dalla musicoterapista ed imitati dal bambino. L'azione motoria sarà eseguita più facilmente se
guidata da una motivazione - ad esempio l'incontro e lo scambio sonoro con gli altri - e rafforzerà la capacità decisionale e relazionale del bambino.E' compito del musicoterapista "penetrare nell'animo del bimbo", ma l'apertura comunicativa deve instaurarsi
spontaneamente, tenendo presenti le sue esigenze e proposte. Bisogna escludere ogni meta premeditata,
poiché il cammino da percorrere con il piccolo va stabilito di volta in volta e deve lasciare spazio
all'improvvisazione e all'elemento sorpresa. Costante e ben definito resta invece il proposito di base della
terapia: condurre il soggetto all'acquisizione di una comunicazione non-verbale in tre direzioni: tra il bambino
e il materiale, tra il bambino e il musicoterapista tramite il materiale e tra bambino e bambino.
La musicoterapia può costituire una forma di comunicazione più diretta quando viene meno la possibilità di
utilizzare i codici linguistici tradizionali, soprattutto perché la musica può essere fruita a diversi livelli,
corrispondenti a diversi gradi di sviluppo intellettivo. L'applicazione della musicoterapia può così interessare i
bambini affetti da ritardo mentale, da paralisi cerebrale, da minorazioni fisiche e sensoriali, da disadattamento
e, appunto, da autismo.
I TEMPI DI REALIZZAZIONE
Gli incontri di musicoterapia avranno inizio i primi di Ottobre 2005 e termineranno a fine maggio 2006, per
complessive 32 settimane. Il mese di settembre 2005 sarà utilizzato per l’informazione alle famiglie, la
strutturazione dei gruppi, l’organizzazione degli appuntamenti.
IL LUOGO DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
Gli incontri si svolgono presso la sede dell'Associazione AUT AUT Sezione di Modena, in via Santa Caterina
120 a Modena. La struttura è infatti dotata di una luminosa sala da musica e di spazi di attesa per i famigliari.
I bambini/ragazzi vengono accompagnati dai famigliari nella stanza di attesa dove la musicoterapista li prende
in consegna per condurli nella sala da musica. Al termine dell'attività la musicoterapista riaccompagna i
bambini dai propri famigliari. Gli incontri individuali durano 30 minuti, quelli di gruppo 50, entrambi si
svolgono il pomeriggio, una volta alla settimana. All’occorrenza, gli incontri individuali possono avvenire a
cadenza bisettimanale.

alessia verre

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Il ruolo della coppia terapeutica: musicoterapeuta e co-terapeuta

Messaggio  luigi.musilli il Dom Dic 07, 2008 11:22 am

Il musicoterapeuta è colui che è in grado di gestire l’ascolto e l’espressione dei codici della comunicazione non-verbale. Di conseguenza deve sviluppare al massimo le proprie possibilità analogiche e, per fare ciò, deve intraprendere un cammino di riconoscimento personale in questo campo.Rolando Benenzon reputa necessario che il musicoterapeuta abbia accesso a un’esperienza di psicoterapia personale per poter elaborare i propri conflitti. Il musicoterapeuta sviluppa, autorizza e delimita uno spazio che permetterà al paziente di “scaricare” le sue energie di comunicazione e ricreare un sistema di relazione che lo possa riportare indietro nel tempo ad esperienze infantili, egli inoltre ascolta, osserva e percepisce lo svilupparsi del transfert nel paziente.
I due ostacoli principali al lavoro del musicoterapeuta, secondo lo stesso autore, sono rappresentati dalla frustrazione e dalla sofferenza narcisistica, che vengono entrambi resi percepibili dal non-verbale; quest’ultimo è
caratterizzato dal ripetersi delle relazioni infantili e questo crea sollecitazioni nel musicoterapeuta che deve affrontare il proprio modo di reagire.
Il coterapeuta, invece, può essere o un altro musicoterapeuta o un terapeuta della salute con capacità clinica terapeutica, come ad esempio uno psicologo, uno psicoterapeuta, un paramedico, uno psicomotricista. Il suo ruolo è quello di appoggiare ciascuna delle scelte del musicoterapeuta e favorirne il compito.
Viene definita analogica quel tipo di comunicazione che si basa su una similitudine tra l’oggetto e ciò che si usa per rappresentarlo. Si può inferire che la comunicazione analogica è tutto ciò che è comunicazione non-verbale. All’opposto, invece, troviamo la comunicazione digitale che usa una serie di segni convenzionali, non esiste nessuna relazione fra la parola e la cosa rappresentata

luigi.musilli

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Re: MOZART e L'EPILESSIA

Messaggio  chiara.cicione1 il Dom Dic 07, 2008 12:39 pm

Guardate un pò............
LONDRA - La musica di quel genio naturale di Mozart sembra funzionare meglio di molti farmaci e in apparenza cura persino una malattia grave come l’epilessia. A Londra gli esperti dell’Istituto di Neurologia si sono convinti delle qualità taumaturgiche del compositore austriaco quando si sono trovati alle prese con un paziente di 46 anni che soffriva di terribili attacchi epilettici e non aveva reagito in modo marcato né a sette diverse terapie a base dei più avanzati farmaci e nemmeno ad un intervento chirurgico al cervello.

Sembrava un caso disperato ma all’improvviso il malato - in media vittima di sette attacchi epilettici al mese e incapace di controllare moti giornalieri di riso convulso - ha incominciato a stare vistosamente meglio e, indagando sul perché, i medici hanno fatto a quel punto una scoperta davvero curiosa: l’uomo si era messo ad ascoltare Mozart - in genere quaranticinque minuti al giorno - e tanto era bastato per dargli un nuovo, vincente vigore nella battaglia contro quella grave sindrome neurologica. Sulla scorta di questo caso (uno analogo, riguardante un bambino affetto dalla sindrome di Lennox-Gastaut, una rara forma di epilessia, è stato segnalato dai neurologi dell’università dell’Illinois) il quotidiano ‘Independent’ se l’é sentita oggi di cantare senza riserve le lodi del ‘Mozart Effect’ che non è proprio una panacea ma ci va vicino. Significativo il risultato di un esperimento fatto sottoponendo un gruppo di cavie all’ascolto della sonata K448 per piano del grande Wolfang: quella musica ha fatto aumentare temporaneamente di 8-9 punti il quoziente intellettivo degli ascoltatori. Una buona dose di Mozart aumenta le capacità matematiche e visive di un individuo, riduce lo stress e il dolore di origine artritico, ha un impatto benefico sul cuore e sul feto (ne stimola lo sviluppo cerebrale). Non lascia indifferenti nemmeno i topi (che acquisiscono maggiore senso dell’orientamento spaziale nei labirinti) e le carpe (che diventano più sane e più felici se attorno a loro risuonano le note di ‘Eine Kleine Nachtmusik’). Non è chiaro perché tutto ciò avvenga ma molti esperti sono convinti che la zona del cervello dove si recepisce e processa la musica è la stessa della percezione spaziale e per qualche ragione ne nascono quindi interazioni estremamente benefiche per l’attività della sostanza grigia. La complessa, raffinata musica di Mozart - in particolare la citata sonata K448 - avrebbe un impatto paragonabile alle pulsazioni elettriche e metterebbe ordine tra le cellule nervose malfunzionanti.

Ma perché Mozart e non invece Verdi, Beethoven o Brahms? Anche qui non ci sono certezze scientifiche ma gli esperti sospettano che il compositore austriaco agisce da farmaco per la sua peculiare tecnica di costruzione musicale, basata su temi richiamati a intervalli fissi con il ricorso a note spesso diverse da quelle originali.

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Re: Musicoterapia

Messaggio  gemma.ranieri il Dom Dic 07, 2008 12:48 pm

E' stupendo chiara questo articolo!....
per quanto riguarda la domanda "Perchè proprio Mozart e non un'altra musica" penso che ognuno debba scegliere il genere che riesca ad indurgli il maggior senso di calma interiore,in genere sono le melodie più ritmate e lente, quelle più efficaci....ma ognuno ha i propri gusti!

gemma.ranieri

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Re: LA MUSICOTERAPIA ABBASSA LA PRESSIONE SANGUIGNA

Messaggio  gemma.ranieri il Dom Dic 07, 2008 12:49 pm

Ascoltare musica per almeno mezz’ora al giorno aiuta ad abbassare la pressione sanguigna. Questi i risultati di uno studio condotto a Firenze e presentato al meeting annuale dell’American Society of Hypertension.

I ricercatori dell’Università di Firenze hanno preso in esame 48 pazienti di età compresa tra i 45 e i 70 anni, in cura per l’ipertensione. A 28 di loro è stata fatta ascoltare della musica “ritmicamente omogenea” classica, indiana o celtica, accompagnandola con esercizi di respirazione. Gli altri 20, invece, non hanno modificato il loro stile di vita.

Dopo 1 mese è stata notata una netta diminuzione della pressione sistolica media nei pazienti che avevano ascoltato musica. Per la prima volta, la musicoterapia, che già spesso è stata associata al controllo del dolore e dell’ansia, viene considerata come un opzione naturale da aggiungersi alla una terapia farmacologia convenzionale.

gemma.ranieri

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ATTENZIONE,NON AGGIUNGERE NUOVI TOPIC ( VALE PER TUTTI!)

Messaggio  Antonella Rivellino il Mer Dic 10, 2008 12:32 am

RIPORTO QUI IL TOPIC DI STEFANIA ALUINO

RICORDANDOVI DO NON CREAARE NUOVI TOPIC MA DI SCRIVERE SOTTO QUELLI ESISTENTI E NON NELLE MACROCATEGORIE.......
[b]

La multimedialità nel panorama sociale e scolastico

Messaggio Da stefanialufino Oggi a 10:29 pm
L'efficacia dell'azione educativa è sicuramente oggi consegnata alla tecnologia.
Il terzo millennio si annuncia come il secolo dell'esplosione tecnologica.
tecniche, cultura e valori si combineranno, per rendere la situazione didattica in sè e per sè completa. I segni che anticipano questa ventata di ottimismo, destinata a scuotere l'universo educativo, scolastico ed extrascolastico, sono emergenti nella richiesta pressante non più del come fare, ma del cosa usare per migliorare la qualità dell'azione didattica e per renderla sicuramente più efficace.
Intendo approfondire tale tematica affrontandola come argomento tesina.
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Re: Diversabilità/Musica/Nuove tecnologie

Messaggio  stefanialufino il Mer Dic 10, 2008 12:46 am

Anch'io condivido la tua tesi.Le tecnologie multimediali hanno portato un contributo significativo anche nella didattica in quanto essa dovrà trarre il massimo di efficacia nell'uso dei mezzi, procedendo col fissare preventivamente obiettivi e valutando criticamente i procedimenti, mettendo in opera, dovunque sia possibile, informazioni sicure e ytraendo vantaggio dalla conoscenza acquisita delle leggi di funzionamento dei sistemi utilizzati.

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x stefania

Messaggio  Antonella Rivellino il Mer Dic 10, 2008 12:48 am

Stefania,questo messaggio che vedi sopra ed a cui hai risposto è il tuo ! Very Happy

l'ho dovuto spostare perchè non è più possbile aggiungere nuovi topic


Ultima modifica di Antonella Rivellino il Mer Dic 10, 2008 11:22 pm, modificato 1 volta
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disabili e musica

Messaggio  alessandra di fiore il Mer Dic 10, 2008 8:13 pm

Con una festa è stata celebrata oggi pomeriggio ad Officina giovani la Giornata dei diritti delle persone con disabilità, organizzata dall'Onu. L'iniziativa è stata voluta dall'assessorato ai Servizi sociali in collaborazione con la Commissione consiliare 5 Politiche sociali e con le consigliere Manuela Bruscia per l'abbattimento barriere architettoniche, Linda Pieragnoli per le pari opportunità e Rita Pieri per la promozione dei diritti dell'infanzia.
L'introduzione dell'incontro è stata dedicata dal sindaco Marco Romagnoli e dall'assessore Maria Luisa Stancari ai diritti delle persone con disabilità e all'importanza della sensibilizzazione sui problemi dei portatori di handicap e delle loro famiglie, sostenendo la loro dignità e la piena integrazione per costruire davvero una 'società per tutti'. "Dignità e giustizia per tutti" è infatti il tema di questa 17esima Giornata mondiale delle persone con disabilità. Lavoro, scuola, tempo libero, assistenza, vita indipendente, mobilità, cultura, sport, politica, ed informazione sono solo alcuni dei terreni sui quali si gioca una partita senza fine, e su cui il Comune di prato è impegnato da molti anni.
Subito dopo la festa è cominciata con musica, animazione, intrattenimento e un ricco buffet di benvenuto per tutte le associazioni di volontariato ed assistenza che hanno preso parte all'iniziativa, protrattasi fino al dopo cena.

alessandra di fiore

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Re: Diversabilità/Musica/Nuove tecnologie

Messaggio  mariapia russo il Mer Dic 10, 2008 8:28 pm

Sono pienamente daccordo, ho saputo di un ragazzo che essendo down ha imparato a suonare la batteria. Nulla è impossibile!

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Re Musica

Messaggio  chiara.cicione1 il Mer Dic 10, 2008 8:34 pm

La musica è un mezzo espressivo potente ed efficace, a tutti succede di provare emozioni ascoltando un brano musicale.
Per la sua capacità di aprire porte sul mondo interiore di ciascuno, il suono è efficace anche come terapia, addirittura le vibrazioni prodotte dalla musica possono aiutare chi è affetto da autismo a entrare in contatto con il mondo, la musica non è utile solo a chi soffre di patologie gravi, può servire anche per superare limiti, paure o difficoltà che ciascuno incontra nella vita.

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Re: Diversabilità/Musica/Nuove tecnologie

Messaggio  Antonella Rivellino il Mer Dic 10, 2008 11:25 pm

stefanialufino ha scritto:RIPORTO QUI IL TOPIC DI STEFANIA ALUINO

RICORDANDOVI DO NON CREAARE NUOVI TOPIC MA DI SCRIVERE SOTTO QUELLI ESISTENTI E NON NELLE MACROCATEGORIE.......[b]

La multimedialità nel panorama sociale e scolastico

Messaggio Da stefanialufino Oggi a 10:29 pm
L'efficacia dell'azione educativa è sicuramente oggi consegnata alla tecnologia.
Il terzo millennio si annuncia come il secolo dell'esplosione tecnologica.
tecniche, cultura e valori si combineranno, per rendere la situazione didattica in sè e per sè completa. I segni che anticipano questa ventata di ottimismo, destinata a scuotere l'universo educativo, scolastico ed extrascolastico, sono emergenti nella richiesta pressante non più del come fare, ma del cosa usare per migliorare la qualità dell'azione didattica e per renderla sicuramente più efficace.
Intendo approfondire tale tematica affrontandola come argomento tesina.

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Anch'io condivido la tua tesi.Le tecnologie multimediali hanno portato un contributo significativo anche nella didattica in quanto essa dovrà trarre il massimo di efficacia nell'uso dei mezzi, procedendo col fissare preventivamente obiettivi e valutando criticamente i procedimenti, mettendo in opera, dovunque sia possibile, informazioni sicure e ytraendo vantaggio dalla conoscenza acquisita delle leggi di funzionamento dei sistemi utilizzati.

Stefania,questo messaggio che vedi sopra ed a cui hai risposto è il tuo ! Very Happy

l'ho dovuto spostare perchè non è più possbile aggiungere nuovi topic
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Re: Diversabilità/Musica/Nuove tecnologie

Messaggio  Emilia Caporaso il Gio Dic 11, 2008 1:18 am

luigi.musilli ha scritto:La musicoterapia è una modalità di approccio sensoriale che utilizza l’elemento sonoro per finalità educative e terapeutiche e interviene su alcuni disagi fisici, psicologici e psicopatologici. Vi sono molti metodi musicoterapici e vari modi tutti diversi tra di loro, ma il fine è quello di mantenere e migliorare la salute fisica e mentale di tutti i soggetti di cui si occupa. Essa è una forma di psicoterapia o rieducazione che impiega il suono e la musica come mezzo di espressione e comunicazione e può essere applicata in sedute di gruppo o individuali, con bambini, adulti e anziani, perché la musica ha la grande capacità di entrare direttamente a contatto con l’uomo.
La musica ha una funzione educativa e terapeutica, ma come intervento riabilitativo e clinico non guarisce, procura però al paziente sensazioni piacevoli e rilassanti; essa è capace di migliorare la qualità della vita del paziente, La musicoterapia sa aprire canali di comunicazione sempre nuovi, interviene principalmente su coloro che hanno difficoltà nel comunicare con gli altri e non si reputano dotati di mezzi adatti per aprirsi alla realtà. Essa, “dal punto di vista terapeutico è una disciplina che utilizza il suono, la musica e il movimento per provocare effetti regressivi e aprire canali di comunicazione con l’obiettivo di attivare processi di inserimento sociale.”( Benenzon).Riesce inoltre ad aprire nuove strade nella mente dell’individuo, qualsiasi sia il livello di intelligenza o situazione del soggetto, stimolando i sensi e suscitando sensazioni ed emozioni e sollecitando reazioni psicomotorie.
La musicoterapia elabora strategie terapeutiche atte a migliorare, mantenere e ristabilire la salute mentale e fisica dei soggetti con handicap emotivi, fisici e psicologici, con metodi di ricerca, analisi e interventi finalizzati. La musica è un'esperienza universale a cui tutti possono partecipare, sia bambini che adulti.
Il bambino disabile spesso non è in grado di assimilare le esperienze della vita, può sentirsi confuso perchè sbaglia nell'interpretarle, può fraintenderle, può avere poca o nessuna fiducia nelle capacità della sua stessa psiche. Le sue risposte alla vita possono essere distorte dalla paura o dall'ansietà; può vivere in un vortice di emozioni o, al contrario, la sua coscienza può essere interessata solamente a frammenti della realtà. Per il bambino affettivamente immaturo o disabile l'esperienza del linguaggio emotivo della musica è ricca di stimoli che possono incitarlo a partecipare attivamente alle consegne del musicoterapeuta ( cantare, passeggiare, suonare, urlare..): l'esistenza stessa delle melodie e delle forme gli procura sicurezza, lo induce ad usare espressivamente le sue membra e la voce.
Le strutture ritmo-melodiche divengono così un sostegno per le sue attività, un ordine che favorisce il controllo e la coordinazione dei movimenti, oltre che una base d'esperienza per lo sviluppo della sua personalità e per la sua integrazione, sia individuale che sociale.

A proposito di questo argomento,
giovedì scorso, al bambino disabile a cui sto insegnando, una mia collega ed io abbiamo fatto sentire un cd di Arabian Rithms e il bambino si è totalmente innamorato di quella musica!!! Shocked È stato tutto il tempo a ballare e a portare il tempo con le mani...cosa che mi ha sorpresa e non poco...lunedì scorso mi ha chiesto di rifarlo!! Ma la cosa più importante è che lui è stato protagonista per un momento decidendo come si doveva ballare e noi docenti con il resto della classe abbiamo fatto in modo di copiare i suoi movimenti e quindi per lui è stato ancora più gratificante!! Very Happy a volte basta davvero poco.

Emilia Caporaso

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