"I ciechi sognano il buoi. Vivere con successo la cecità"...

Andare in basso

"I ciechi sognano il buoi. Vivere con successo la cecità"...

Messaggio  R. Deborah Gorbari il Mar Nov 25, 2008 6:52 pm

Mauro Marcantoni
Titolo del libro: “I ciechi non sognano il buio. Vivere con successo la cecità”È l'ultima pubblicazione di Mauro Marcantoni, sociologo e collaboratore del Trentino nonché direttore di Trentino school of management e amministratore dell'Istituto per l'assistenza allo sviluppo aziendale. In passato, esponente di rilievo della Dc trentina e dirigente provinciale. Il lavoro, promosso dalla sezione provinciale di Trento dell'Unione italiana ciechi, sarà in libreria ad ottobre.
Marcantoni spiega cosa intende per “ciechi di successo”, di un'ottantina dei quali vengono raccontate le storie grazie a diversi colleghi giornalisti e a diverse collaborazioni.
Sono imprenditori, artigiani, musicisti, sportivi, docenti, professionisti.
Vuol dire valorizzazione piena e soddisfacente dei propri talenti con un riconoscimento sociale che, evidentemente, conta. Ad esempio, il successo può essere quello di una coppia di genitori ciechi che riesce ad allevare, in modo splendido, tre figli oppure quello di un non vedente che intraprende, con esiti positivi, una professione. In definitiva è la combinazione tra ciò che si riesce ad esprimere e quello che la società riconosce.
Certo. Ma ci sono anche ciechi che non riescono a “vivere con successo” il loro handicap.
Marcantoni afferma che hanno in mano tutti gli strumenti per una vita più che soddisfacente.
Il cieco, come ogni altra persona al mondo, può avere più o meno successo ma ciò che mi interessa trasmettere con la pubblicazione di questo libro è che l'obiettivo della piena realizzazione è una meta possibile e non un'utopia consolatoria. Il cieco è una persona normale a quattro sensi e questo gli consente di esprimersi pienamente nel lavoro, negli affetti, nella società.
Lo scrittore e sociologo è cieco da 14 anni. Lo è diventato da adulto. In chi incontra intuisce disagio perché chi incappa in un cieco è privato della sua immagine. Si rende conto che non è visto e questo lo spiazza, è incapace di gestire la situazione. E poi ha sempre paura di ferire e offendere. Per superare questo stato è necessario conoscere e così riuscire a padroneggiare il momento.
Il motivo di questo libro: l’autore voleva mettere in evidenza che essere ciechi non vuol dire essere inabili e che questa condizione consente di realizzare cose belle e, a volte, insolite.
Stando al titolo. Se “non sognano il buio”… cosa sognano i ciechi?
I loro sogni, che altro. Quindi, la possibilità di esprimersi con compiutezza, di avere un progetto di vita gratificante e soddisfacente al di là del limite. Che non deve essere vissuto come una barriera ma come una condizione dell'essere.
E' rivolto ai ciechi ma anche a chi vive con loro. Ci sono tante cose che una persona che non vede deve sapere per capire bene la normalità ma altrettanti sono gli aspetti che un vedente deve conoscere per vivere in modo giusto il rapporto con un cieco.
avatar
R. Deborah Gorbari

Messaggi : 26
Data d'iscrizione : 21.11.08
Località : Foggia

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

"I ciechi sognano il buoi. Vivere con successo la cecità"...

Messaggio  R. Deborah Gorbari il Mar Nov 25, 2008 7:04 pm

E' chiaro che il testo è anche autobiografico ha raccolto molto della sua vita personale ma che ha anche appreso parecchio dalle storie che vengono raccontate. L'uno e l'altro aspetto possono fornire qualche risorsa in più per capire meglio quanto il mondo della cecità possa interagire con il resto della società.
La vista, l'immagine, è una dimensione straordinaria ma ingombrante: valorizza alcune cose ed altre mette ai margini. Ma al margine dell'immagine c'è tanto d'interessante da raccogliere e i ciechi sono testimoni formidabili di questa parte meno esplorata. Combinando i due aspetti, il cieco può trovare la strada per superare i limiti che ci sono e fornire spunti di riflessione ai vedenti.

L'ironia di Marcantoni è, secondo me stupefacente... sostiene che "Bisogna dare una mano a questi vedenti"..."Quando incontrano un cieco, entrano in crisi. Quelli che incrociamo sui marciapiedi, ad esempio, non appena s'accorgono del bastone bianco s'imbarazzano, si guardano attorno, s'appiattiscono contro il muro (errore: il muro è la bussola del cieco!), si nota il loro sollievo quando siamo passati, e possono uscire dal cono di invisibilità in cui per qualche istante si sono sentiti sprofondare".
I ciechi non sono più gli esseri grotteschi simili a manichini.
Ma il loro handicap, dicono i sondaggi, tra tutti è ancora quello che inquieta di più. La cecità fa paura a chi non ce l'ha. E ne fa tanta di più quando non sa "stare al suo posto".
Il posto dei ciechi qual è? Non siamo una società crudele: non è tendere la mano all'angolo della strada. È un lavoro da centralinista, o da massaggiatore, ma basta lì.
I ciechi che puntano più in alto, i ciechi che non fanno i ciechi, sanno cosa significa sentirsi trattati da presuntuosi, pretenziosi, perfino arroganti. "Un cieco che mette gli sci è uno che "non accetta il proprio limite", ma perché dovrebbe? I ciechi non sono esseri umani con un senso in meno del normale, ma sono persone che costruiscono la propria normalità su quattro sensi. Tutto ciò che ci sta, è giusto che ci stia.
Anche Mauro Marcantoni è un "cieco di successo": perdere la vista, quindici anni fa, non gli ha impedito di diventare direttore di una importante scuola di formazione manageriale, ricercatore, giornalista, editore. Questa parola, successo, in verità non lo convince del tutto, "richiama idee di denaro e potere più che di appagamento e realizzazione di sé.
Per questo scrittore e persona dotata di una straordinaria personalità e senso dell'humor, "il massimo del successo è una coppia di ciechi che fa tre figli".
Ma alla fine ha accettato di usarla nel sottotitolo ("Vivere con successo la cecità") di questo suo libro, I ciechi non sognano il buio, perché è un libro che vuole scuotere anzitutto i vedenti, un libro pedagogico e anche un po' spudorato.... Ma secondo me spiega proprio come un cieco possa sentirsi quando viene "visto" con il proprio handicap.
Vi lascio con quest'ultimo commento:
"Se c'è un "soffitto di vetro" che impedisce ai ciechi di arrivare dove possono arrivare, va rotto con una gomitata. "I ciechi vivono il loro limite come naturale, mentre è sociale. La maggior parte di noi ciechi resta chiuso in casa, alcuni accettano i mestieri "compatibili" fissati per legge anche se potrebbero aspirare a qualcosa di meglio. Poi ci sono i ribelli"....
"Quelli che hanno rifiutato il vittimismo, e hanno scoperto che se rompi con le comodità della tutela sociale ti si apre un mondo di opportunità". Bravi anche gli scandalosi che esagerano, magari un po' narcisi. Quelli che fanno lo slalom seguendo il ticchettio dei bastoncini dello sciatore che li precede, quelli che dipingono, fotografano, quelli che vanno al cinema o allo stadio, insomma quelli che mettono a disagio i vedenti, anche i più politicamente corretti, perché "cercano la rivincita" sul loro handicap. "Tutti cerchiamo rivincite sui nostri limiti", li difende Mauro, "l'eccesso è il rischio di ogni uomo, e noi ciechi siamo una semplice variante della specie umana".
avatar
R. Deborah Gorbari

Messaggi : 26
Data d'iscrizione : 21.11.08
Località : Foggia

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

dialogo nel buio

Messaggio  Angela Lucia D'Agostino il Ven Dic 12, 2008 5:43 pm

Dialogo nel Buio è una mostra ospitata nella sede dell'Istituto dei Ciechi di Milano, dove si compie un percorso in totale assenza di luce accompagnati da guide non vedenti. Un viaggio di oltre un'ora nella completa oscurità che permette di sperimentare un nuovo modo di “vedere”.
Ci si affida al tatto, all'udito, all'olfatto e al gusto per vivere questa esperienza straordinaria, dove i ruoli si invertono e le barriere si abbattono. Una visita che ha il sapore di una sfida, alla portata di chiunque abbia voglia di provarci.
Dialogo nel Buio vi farà scoprire un nuovo modo di sentire e di percepire, perché....................non occorre guardare per vedere lontano.
Ho ritenuto opportuno prendere ad esempio questa mostra come uno dei pochi (purtroppo) momeni in cui il mondo sensibile dei non vedenti, stranamente coincide con quello intellegibile, il mondo dei sogni e delle speranze che non sempre appartengono alla realtà. Per una volta sono loro a guidare e ad insegnare qualcosa a chi vive la quotidianetà di una visione del mondo a colori!!!

Angela Lucia D'Agostino

Messaggi : 16
Data d'iscrizione : 29.11.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: "I ciechi sognano il buoi. Vivere con successo la cecità"...

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum