SESSUALITA' E DISABILITA'

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LA POSSIBILITA' DI VIVERE LA SESSUALITA' PER UN SOGGETTO "CONDIZIONE DI HANDICAP" E' AUSPICABILE SE :

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formare i dicenti all' educazione sessuale è importante

Messaggio  stefania palma il Dom Dic 14, 2008 7:30 pm

Concordo con Antonella nel sottolineare l'importanza di quest' argomento .
La sessualità nel disabile è un tema che è stato accuratamente evitato fino a 20 anni fa come molti studiosi ci sottolineano e risulta ancora oggi intriso di pregiudizie miti infondati in proposito.
Bisogna innanzitutto essere consapevoli di alcune cose :
1. Nei casi di una disabilità cognitiva, dobbiamo sapere che quanto più elevato è il ritardo mentale , tanto maggiore è il ritardo dei caratteri sessuali secondari;
2. Vi è un tasso di fertilità meno elevato nelle persone con handicap mentale;

E' fondamentale comunque un educazione del disabile alla sessualità e un educazione del docente su queste tematiche.
Insegnare a gestire l'ansia, lo stess, a conoscere e apprezzare il prorpio corpo è fondamentale per una buona autostima ed educazione sessuale.
Ringrazio Antonella per aver proposto questo interessante post.. Very Happy

stefania palma

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UN RINGRAZIAMENTO FUORI TOPIC :)

Messaggio  Antonella Rivellino il Dom Dic 14, 2008 7:33 pm

Io invece ringrazio voi,
perchè è davvero importante potersi confrontare su questi argomenti;
sto imparando tanto grazie a voi,mi nascono nuove riflessioni e intuizioni,come dice Rosaria, "aiutate a pensare"! e qusto è bellissimo,
grazie Stefania,grazie a tutti quelli che si stanno impegnando,costruttivamente in questo mosaico di conoscenze condivise! Very Happy
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Re: SESSUALITA' E DISABILITA'

Messaggio  elvira70 il Lun Dic 15, 2008 2:16 pm

La sessualità è uno degli aspetti fondamentali della vita di ogni persona sin dalla nascita.Il tema dell'affettività e della sessualità delle persone disabili ha iniziato ad essere fonte di riflessione e di discussione a partire dagli anni Settanta. Da allora molto è stato detto, scritto e fatto.
Eppure, ancora oggi, molte persone con disabilità trovano parecchi ostacoli nella costruzione di una propria identità sessuale e nell'espressione della stessa.
Ci deve essere prima di tutto il riconoscimento del diritto di persona con la propria appartenenza di genere e poi abbattere la mentaità ancora troppo arretrata.

elvira70

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Re: SESSUALITA' E DISABILITA'

Messaggio  angela rivieccio il Mar Dic 16, 2008 12:22 pm

La sessualità è uno degli aspetti fondamentali della vita di ogni persona sin dalla nascita. In
Italia il tema dell’affettività e della sessualità delle persone disabili ha iniziato ad essere oggetto di
riflessione e di studio a partire dagli anni ’70. Da allora molto è stato detto, scritto e fatto.
Eppure, ancora oggi, molte persone con disabilità trovano parecchi ostacoli nella costruzione di
una propria identità sessuale e nell’espressione della stessa.
Il Gruppo donne UILDM pensano che sia importante e utile approfondire alcuni aspetti
della sessualità delle donne disabili.Maria Cristina Pesci – medico,
psicoterapeuta e sessuologa – che da molti anni si occupa delle problematiche legate al tema
“sessualità e disabilità” presta particolare attenzione anche alla specificità femminile.
A Cristina,il Gruppo donne UILDM,ha posto alcune domande. Lei, gentile e professionale, ha risposto.
«Non esiste una sessualità speciale delle persone disabili.» Puoi spiegare più in dettaglio il
significato di questa tua affermazione?
Semplicemente vorrei portare l’attenzione sulla possibile tentazione di pensare alla
sessualità delle persone disabili come a una realtà speciale e diversa a cui accedere con codici
specifici per comprenderla. Spesso questo si verifica e possiamo interpretarlo come il segno
evidente per quanto comprensibile, della fatica di rimanere in relazione, di mettersi in gioco, di
mettere in discussione le proprie idee ed esperienze sui temi della sessualità e affettività, da parte
di chi si trova a condividere con una persona disabile, la quotidianità e la “normale” vita di tutti i
giorni.
Se la penso come speciale, posso immaginare che la sessualità di chi ha una
disabilità non riguarda tutti noi, non ci tocca direttamente, non ci include, soprattutto non ha
significati analoghi, analoghe possibili richieste, stessi eventuali aspetti di piacere, di
conoscenza, di evoluzione anche con la inevitabile quota di dolore e di senso del limite
con cui ognuno di noi si deve confrontare.
Se invece affrontiamo questi aspetti riconoscendo una matrice comune di umanità
e dignità, paradossalmente ci accorgiamo di avere molti elementi non solo di similitudine da cui
partire per ragionare in concreto su questo tema, ma ci rendiamo conto di quanto credito di
conoscenze già possono essere a nostra disposizione per tentare di non negare un
diritto fondamentale.
Pensare ad una sessualità diversa e speciale per le persone disabili è in fondo un modo
illusorio ed inefficace per difenderci dalle infinite domande, paure e complicazioni che si affacciano
alla nostra mente quando l’argomento in gioco è appunto la sessualità e le tante possibili
implicazioni che questo tema porta con sé. Questo avviene in senso generale parlando di
sessualità, non solo rispetto alla disabilità, ma diventa ancora più forte se si entra in contatto
anche con la presenza di deficit, patologie, difficoltà di vario ordine e gravità.
L’esistenza di una dimensione diversa dell’affettività e della sessualità legata alla disabilità
rimanda ad una ipotesi di conoscenze specifiche e non accessibili a tutti gli attori in gioco e in
fondo può giustificare il forte senso di timore e estraneità che quasi sempre si manifesta in prima
battuta su questo tema.
Pur nella unicità di ogni singola esperienza, la sessualità ha una matrice di aspetti
comuni che riguardano tutti noi, alcuni visibili altri più nascosti, ma che nascono da un
sentire che appartiene a ciascuno. Se siamo dunque aiutati a dare spazio a tali comuni
significati, questi ci permettono di comprendere davvero di cosa ci stiamo occupando e da quali
elementi avviare una reale lettura dei bisogni in gioco e delle difficoltà che quella specifica
situazione può portare con sé.
Infine, cosa particolarmente importante, ci permette di riconoscere e separare, e
dunque non confondere, la propria esperienza da quella della persona disabile che
abbiamo di fronte, le proprie convinzioni da quelle che riguardano la realtà dell’altro,
con il risultato di non travasare incondizionatamente la propria realtà nel mondo spesso più
vulnerabile dell’altro.
Sembra una contraddizione, ma se riconosciamo maggiormente le peculiarità e le
differenze di ciascuno, ciò che ci rende simili e ciò che ci distingue, si promuove conoscenza e
vicinanza ed è più difficile costruire segregazioni, siano esse attuate concretamente o in termini
simbolici.
Il senso è quello di aiutarci tutti ad includere la sessualità e le sue espressioni all’interno di
ogni persona, disabile o non disabile. E ancora, di includere questa realtà legata al mondo degli
affetti, del piacere, della conoscenza di sé e degli altri, all’interno di una condizione di comune
vicinanza che non esclude il deficit, ma non per questo trasfigura in qualcosa di completamente
altro da sé la persona con disabilità.
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Rusciano giovanna scrive a riguardo...

Messaggio  TaniaG il Mar Dic 16, 2008 2:31 pm

sessualità e disabilità
Da rusciano giovanna Oggi a 12:08 pm

Cara Antonella mi ha colpito tantissimo questo argomento che spesso viene sottovalutato. Vorrei infatti riportare le parole del Papa Paolo II: La persona disabile come le altre e più delle altre, ha affermato il Papa "ha bisogno di amare e di essere amata, di tenerezza, di vicinanza e di intimità".

L'intervento del Papa Giovanni Paolo II è avvenuto durante il simposio internazionale su "Dignità e diritti della persona con handicap mentale" svoltosi in Vaticano, organizzato dalla Congregazione per la dottrina della fede in occasione dell'Anno europeo delle persone disabili.

Wojtyla invoca "particolare attenzione" per la "cura delle dimensioni affettive e sessuali della persona handicappata". Una società, prosegue il pontefice, che desse spazio solo ai sani, ai perfettamente autonomi e funzionali, "non sarebbe una società degna dell'uomo". Giovanna
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Re: SESSUALITA' E DISABILITA'

Messaggio  Marianna A. Russo il Mer Dic 17, 2008 1:16 am

Le persone con disabilità non dovrebbero essere private della possibilità di vivere la propria sessualità, avere rapporti sessuali sperimentare la paternità o la maternità. Tenendo conto del fatto che le persone con disabilità potrebbero avere delle difficoltà nello sposarsi e nel mettere su famiglia, gli stati dovrebbero incoraggiare la messa a disposizione dei un servizio di consulenza adeguato. Le persone con disabilità devono avere le stesse possibilità di accesso degli altri ai metodi della pianificazione familiare, ed anche a delle informazioni in forma accessibile sul funzionamento sessuale dei loro corpi.
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"protesi sessuali"

Messaggio  mariarosaria tarallo il Mer Dic 17, 2008 4:22 pm

Non essendo consigliabile aprire nuovi post, per non ingenerare troppa confusione tra tante discussioni, posto qui un aspetto che altrimenti avrei dovuto mettere in un nuovo topic.
Ci si è interessati inizialmente qui soprattutto dell'aspetto della sessualità, nella sua problematicità, a volte estrema, in rappporto alla disabilità.


  • La sessualità è una componente fondamentale dell'esistenza umana, della persona stessa, tant'è vero che implica innumerevoli piani di confronto, compreso quello di ordine etico, religioso, e così via...


  • Alterazioni a carico della sessualità possono portare a problematiche anche di ordine psicologico, talvolta anche rilevanti ( e viceversa....)


Raccordandomi, attraverso questo intervento, anche al discorso sulle protesi in generale, vorrei portare in evidenza uno dei campi di applicazione di essa, cioè gli apparati deputati proprio alla sessualità (anche se quest'ultima è espressione di una sinergia di componenti, come tutti i processi naturali del nostro organismo, sicuramente).

(La sessualità, inoltre, è un linguaggio, quindi spero di non essere off topic, mi rimetto come sempre alla Docente per questo.


Potrete leggere integralmente l'articolo cliccando QUI
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Dopo la lettura dell'articolo che vi ho proposto, spero di leggere le vostre opinioni in merito.
cari saluti a tutti, ciao ; )

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sessualita' e disabilita'

Messaggio  Debbie il Mer Dic 17, 2008 5:20 pm

Dal Papa un preciso appello per il rispetto della vita affettiva e sessuale delle persone disabili
Vastissima eco ha avuto sulla stampa l'intervento di Giovanni Paolo II ad un convegno sulla disabilità mentale svoltosi in Vaticano nei primi giorni del gennaio 2004.

a cura di Andrea Pancaldi

La persona disabile come le altre e più delle altre, ha affermato il Papa, "ha bisogno di amare e di essere amata, di tenerezza, di vicinanza e di intimità".
L'intervento del Papa Giovanni Paolo II è avvenuto durante il simposio internazionale su "Dignità e diritti della persona con handicap mentale" svoltosi in Vaticano, organizzato dalla Congregazione per la dottrina della fede in occasione dell'Anno europeo delle persone disabili.
Wojtyla ha invocato "particolare attenzione" per la "cura delle dimensioni affettive e sessuali della persona handicappata". Una società, ha proseguito il pontefice, che desse spazio solo ai sani, ai perfettamente autonomi e funzionali, "non sarebbe una società degna dell'uomo".

Per approfondire la tematica segnaliamo una serie di contributi disponibili on line:

La sessualità e i compiti di sviluppo: un percorso difficile per il bambino disabile e la sua famiglia
Lo sviluppo psicosessuale del bambino disabile, il ruolo della famiglia, l'intreccio col percorso riabilitativo
di M.Cristina Pesci


Le passeggiate sono inutili: suggerimenti possibili e impossibili tra sessualità e handicap
Il numero monografico della rivista HP del CDH di Bologna dedicato interamente al tema.
La monografia desidera tenere idealmente in collegamento ciò che possono vivere gli operatori nell'affrontare nel contatto quotidiano il tema della sessualità, ciò che è l'esperienza di chi è disabile e, infine, alcuni importanti coinvolgimenti e difficoltà che le famiglie si trovano a vivere durante il ciclo di vita che attraversano.
Contributi quindi di carattere tecnico sempre intrecciati con le storie mai uguali di chi, a vario titolo, vive sulla propria pelle la presenza o il "timore di danni al cuore o alla mente, al corpo o alla propria vita".
Gli approfondimenti sono il frutto di molti anni di riflessione, studio e attività di formazione per operatori, che l'équipe di formazione del CDH ha svolto. L'incontro con tanti gruppi di lavoro con persone a vario titolo coinvolte dal tema della sessualità e handicap (educatori, fisioterapisti, insegnanti, genitori, assistenti sociali, psicologi, persone disabili) ha portato un enorme arricchimento, permettendo di osservare e studiare le mille sfaccettature che questo tema nasconde, da quelle più problematiche e controverse a quelle più ricche di risorse, dove la creatività, l'empatia, il desiderio di dare parola a pensieri e sentimenti difficilmente verbalizzabili hanno aperto la strada a una nuova visione ed a una nuova operatività.
I temi affrontati sono:
- Ruolo ed emozioni degli operatori sociali: le professioni di cura e la sessualità
- Le sessualità e il piacere
- Il vissuto delle persone disabili: sviluppo psicosessuale e disabilità
- Corpo e diversità nella letteratura: una antologia letteraria


Altri contributi su sessualità e handicap dalla rivista HP-Accaparlante:

Educatori e affettività
Tre contributi sul tema
inserto a cura di Davide Rambaldi

Davanti allo specchio
Il corpo della persona disabile come luogo di sentimenti ambivalenti
di M.Cristina Pesci

Il corpo recintato
La "sregolatezza" che permette alla specie umana di essere svincolata da rigide oscillazioni biologiche (estro) e sposta su piani molto più complessi il desiderio e la disponibilità alla sessualità, ha infranto un ordine naturale; ordine che in quanto tale definiva limiti e gerarchie. La sessualità è diventata così dis-ordine, tutt'ora lo rappresenta, soprattutto per quei suoi aspetti che la svincolano da quel primario bisogno di perpetuare la specie
di M.Cristina Pesci

Prima di tutto una donna
Quale scenario sociale fa da sfondo alla dimensione femminile della disabilità? Come trovare mediazioni tra una riflessione soggettiva inevitabilmente ricca di contraddizioni e la realtà sociale, che dovrebbe garantire il massimo impegno per la salute di tutti, ma che poco sa conciliare bisogni legati al deficit o alla malattia con una qualità di vita ancora progettabile, nonostante la disabilità e la necessità di cure?
di Daniela Lenzi e M.Cristina Pesci

Dai diritti ai percorsi
Diversi approcci e diverse intenzioni si ritrovano tra le righe delle tante pubblicazioni che riguardano il tema della sessualità di persone handicappate. Spesso l'impressione che comunque prevale è di una grande problematicità, vissuta con toni e coinvolgimenti differenti se riferita a persone handicappate che vivono sulla propria pelle l'esclusione, la solitudine e i tanti "perché", oppure se vissuta nella veste di operatore o ancora in quella di genitore
di M.Cristina Pesci

Opportunità di formazione per operatori dei servizi sociosanitari ed educativi:
Handicap e sessualità: una riflessione sulle esperienze di formazione e consulenza condotte dal CDH di Bologna


Sessualità e lesioni midollari:
http://www.lesionispinali.org/pagina.php?l1=5&l2=40


Handicap e sessualità: riferimenti bibliografici
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Re: SESSUALITA' E DISABILITA'

Messaggio  Alessia.Zoccoli il Mer Dic 17, 2008 6:16 pm

In realtà, rispondere a tale quesito risulta alquanto complesso.Forse è vero, nella società i disabili vengono considerati quasi come "non persone", o comunque non aventi gli stessi diritti e direi anche gli stessi BISOGNi degli altri.Ciò è enormemente sbagliato, in quanto credo che ognuno ha bisogno non solo di vivere serenamente in società, di poter avere la possibilità di studiare o di poter fare tanto altro...La sessualità è un aspetto determinante della vita umana, e in quanto tale se viene a mancare pesa, a TUTTI senza distinzioni.Anche se, non so dire con certezza se TUTTi i disabili siano in grado di poter vivere tale esperienza...proprio non so rispondere.In ogni caso, ognuno deve poter scegliere cosa fare della propria vita e nella propria vita.

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Un intervento un pò forte...il Kamasabile

Messaggio  Alessia.Zoccoli il Mer Dic 17, 2008 6:24 pm

Ragazze vi posto un intervento un pò forte.Fatemi sapere cosa ne pensate.
"Bruno Tescari ha raccolto nel suo ultimo libro le esperienze dirette di alcuni disabili fisici e dei genitori di alcuni disabili psichici, offrendo uno spaccato piuttosto composito di come viene vissuta la sessualità.
Per molteplici ragioni, per lo più legate a tabù di ordine morale e culturale, la sessualità dei disabili è un argomento di cui difficilmente si parla senza incorrere in atteggiamenti perbenisti o implicitamente ghettizzanti.
Partendo da questo presupposto, Bruno Tescari, presidente della Lega Arcobaleno e vicepresidente della Fish (Federazione italiana superamento handicap) ha scritto "Accesso al sesso- il kamasabile" (con prefazioni di Tiziana Biolghini, delegata alle Politiche sull'handicap della Provincia di Roma e di Marcello Tomassetti, presidente della Uildm Lazio). Il volume affronta il tema riportando 23 interviste a disabili accompagnate da altrettante illustrazioni a cura di Anna Benedetti.
Se ne parla prescindendo da falsi pudori o pregiudizi, ma semplicemente con l'intento di riportare una serie di testimonianze, in alternativa ai discorsi meramente accademici, i quali risultano piuttosto distanti da come viene vissuta realmente la sfera della sessualità da tutti, disabili compresi.
Un libro che vuole passare la parola ai diretti interessati, dando loro la possibilità di raccontarsi e di raccontare come fanno sesso e quali difficoltà incontrano nel farlo. L'intenzione dell'autore, così come dichiarato nell'introduzione, è quella di superare la erronea percezione per cui i disabili vivono una sessualità diversa da quella degli altri.

Il denominatore comune, che emerge nella maggioranza delle testimonianze, riguarda il disagio nell'approccio iniziale con il/la partner dovuto alle oggettive difficoltà di movimento e gestione del corpo. Un altro aspetto, che risulta condiviso da molti intervistati, si riferisce alla maggiore sicurezza che essi acquistano nel caso di relazioni stabili. Questo avviene perché, in linea generale, il tempo aiuta al raggiungimento di una sintonia e di un affiatamento con il partner, tali da superare i limiti legati al fatto di non poter fare determinati movimenti o alla scarsa sensibilità di alcune parti del corpo.

Molti dei disabili intervistati raccontano che le loro prime esperienze sono state caratterizzate da un certo imbarazzo e dalla paura di non essere all'altezza. Soprattutto per gli uomini con disabilità si tratta di dover superare il retaggio culturale secondo cui è il maschio a dover condurre "la danza sessuale"; tuttavia, una volta vinto questo limite di tipo mentale, si ottiene sicuramente una migliore cognizione di sé e di come raggiungere il piacere.

Per quanto concerne il caso delle persone con disabilità psichica il discorso è più complicato, in quanto si presenta un ostacolo in più rappresentato dalle difficoltà che molti genitori hanno nel venire incontro alle naturali esigenze sessuali dei figli. Spesso avviene che è proprio la famiglia a trasmettere una cultura di rifiuto del sesso, un'immagine negativa che inevitabilmente influisce nei rapporti e nelle relazioni intime dei disabili."

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Re: SESSUALITA' E DISABILITA'

Messaggio  Antonella Rivellino il Mer Dic 17, 2008 7:50 pm

Trovo che l'iniziativa del Kamasabile sia ottima,
potrebbe aiutare chi ha un problema del genere a rendersi conto che non è solo e che è possibile superare questi ostacoli.
Hai perfettamente ragione Alessia,quando parli di senso di inadeguatezza maschile,è un problema davvero...


grazie per aver postato questo articolo
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UN ALTRO PROBLEMA APERTO (NOTIZIA DEL 3 DICEMBRE)

Messaggio  Antonella Rivellino il Mer Dic 17, 2008 7:58 pm

Onu: il Vaticano non firma la Convenzione sui diritti dei disabili
La Santa Sede aveva gia' annunciato il rifiuto

Il Vaticano non intende firmare la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilita', entrata in vigore l'8 maggio scorso. La Santa Sede aveva gia' annunciato il proprio rifiuto, ma e' stato confermato oggi, alla vigilia della giornata internazionale delle persone con disabilita', promossa dalle Nazioni Unite sul tema "Dignita' e giustizia per tutti noi".

La Convenzione Onu sui diritti dei disabili e' il primo trattato sui diritti umani del Terzo Millennio ed e' stato approvato dall'Assemblea generale dell'Onu nel 2006. Il Vaticano ha partecipato attivamente ai lavori per la stesura del testo, durati cinque anni ma, alla conclusione, si e' rifiutata di firmarlo perche' il documento non ha inserito un divieto esplicito nei confronti dell'aborto.

Una decisione a mio parere assurda e ingiustificabile! Voi cosa ne pensate?
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sul quesito di Antonella Riv.

Messaggio  mariarosaria tarallo il Mer Dic 17, 2008 8:22 pm

Ciao, grazie per avere evidenziato la questione, che interessa moltissime persone direttamente, Antonella.
Per quanto mi riguarda, ne penso questo:

-la posizione del Vaticano si può meglio comprendere alla luce di due articoli del Documento, il numero 23 e il numero 25, che fanno riferimento alla vita sessuale e alla libertà di scelta in termini di figli da procreare, quindi alla dimensione sessuale e alla riproduzione.

-le implicazioni di ordine morale sono notevoli, perchè la chiesa cattolica ha le sue posizioni ben chiare in materia, ad esempio, di aborto. Inoltre ci sarebbero delle implicazioni anche in tema di omosessualità, perchè non è una "prerogativa" dei "normodotati".

Quindi il rifiuto di firmare, da parte di uno Stato come il Vaticano, è comprensibile.
Non condivisibile quanto vogliamo, per carità, io per prima credo che il criterio di risoluzione di queste ed altre questioni dovrebbe fondarsi sulla libertà di coscienza.

Non mi soffermo molto sull'argomento, perchè penso che le mie opinioni su tutto ciò che non è ammesso da una morale di parte, con pretese universalistiche (e proprio per questo inaccettabile) siano chiare.
Secondo me dovrebbe firmare il Vaticano..., mi farebbe un immenso piacere come cristiana, battezzata nel cattolicesimo, perchè potrei dirmi, felice, cattolica. Invece preferisco dirmi cristiana, perchè non mi riconosco assolutamente in nessun gruppo religioso che pretende il riconoscimento di un mandato in tema di legittimazione dei sentimenti. Colui dal quale prende il nome la loro dottrina, il cristianesimo, (che dottrina alla nascita proprio non voleva essere!) guardava alla persona non ai cosiddetti "peccati", per questo le persone che stavano più incasin...(ehm...situazioni complesse) cambiavano vita; Gesù proprio non ne faceva di moralismi, andava dritto al cuore delle questioni, e, di quelle questioni, coglieva ciò che più conta: LE PERSONE!

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Re: SESSUALITA' E DISABILITA'

Messaggio  Antonella Rivellino il Mer Dic 17, 2008 8:30 pm

BRAVA ROSARIA,

sono d'accordo con te,ma non vorrei andare fuori topic,

ho evidenziato la questione solo per far presente un ulteriore ostacolo alla già complessa questione che stavamo affrontando...

grazie per il tuo contributo Smile
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proposta

Messaggio  Antonella Rivellino il Mer Dic 17, 2008 8:33 pm

Vi va di discutere un po' i risultati che stanno emergendo nel nostro sondaggio? ( quello di questo topic)
Che ne pensate?
Non intendo solo cosa ne pensate voi sulla questione (anche se potrebbe essere una parte della risposta),ma che senso vi trasmettono questi risultati?
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le ragioni di una scelta

Messaggio  mariarosaria tarallo il Mer Dic 17, 2008 11:15 pm

sono d'accordo Antonella, e, ***anzi, mi scuso per quell'aggiunta in parte superflua, la mia opinione personale è irrilevante ai fini della questione, spero non sia equivocata, sono certa che non lo sarà perchè siamo fortunatamente in un ambiente di Docenti e futuri educatori e docenti, quindi aperti a tutte le opinioni, e ben consapevoli che non condividere un aspetto di una realtà/istituzione non significa rifiutarla o non rispettarla ; ) infatti l'intenzione finale, lo spiego per altri amici, era di mettere in evidenza la bellezza del messaggio (di attenzione prioritaria incondizionata alla Persona) su cui questa stessa istituzione oggi al centro di polemiche anche ingiuste, e condanne approssimative, si basa e dovrebbe sempre tornare a basarsi. Mi stava a cuore precisare questo, perchè se non ci si conosce, ci si potrebbe leggere anche sterile polemica (lungi da me questo intento)stupido sarcasmo.*** Chiarisco:

- è pur vero che dietro determinate scelte dello Stato in questione, o meglio dietro il rifiuto di non essere tra i firmatari, ci sono delle ragioni legate alla senz'altro singolare natura e costituzione di questo Stato, è uno Stato con delle innegabilli particolarità, che si fa portatore di una cultura che è anche dottrina;
le ragioni per le quali rifiuta di firmare non sono assolutamente mosse, come ho letto altrove in questi giorni, da scarsa sensibilità verso la problematica, oggetto di questa stessa discussione, ma proprio dai principi e di conseguenza dalle posizioni di ordine etico che distinguono la chiesa, alla luce dei quali certi gesti sono spiegabili, anche se non condivisibili, come nel mio caso, e non condivisibili per le motivazioni già sopra dette;

come da notizia disponibile anche nel web, ad una coppia, di cui un componente disabile, è stato negato da un vescovo il consenso al matrimonio cristiano, (poi presieduto comunque da un altro presbitero). Con una adesione alla Convenzione, con particolare riferimento agli articoli che ho citato, nascerebbero seri problemi, una incongruenza tra il codice della chiesa in materia e il Documento Onu, proprio in tema di salute e libertà nella gestione della sessualità.
La portata dell'adesione o meno del Vaticano ha ricadute notevolissime sul piano etico e nelle esistenze di molta gente.

Quindi, a rigore di logica, il Vaticano ha ragione, segue una linea di coerenza, a livello etico/dottrinale.
(Naturalmente, però, secondo me, si può pensarla in maniera diversa, secondo i motivi e le convinzioni personali, e in la libertà di coscienza riconoscersi o meno in una determinata linea, esponendone ovviamente le motivazioni con responsabilità, ma ricordando l'impegno insostituibile anche del Vaticano e della chiesa, nella fattispecie, legata a questo Stato, nell'assistenza alle persone che soffrono per tutte le disabilità, alle quali il cattolicesimo tiene in particolar modo.Mi rammaricano molto i commenti letti qua e là nel web, fuori di qui intendo, che interpretano la non adesione del Vaticano come scarsa sensibilità verso i problemi dei disabili, le ragioni sono altre e sono i rischi paventati in caso di adesione con ricadute su altre questioni etiche). Nell'altro post secondo me l'ho detto maluccio.Spero di leggere altre opinioni in merito al tuo quesito.
Ti Abbraccio, lascio segnalazione di testi più attinenti all'argomento da te qui scelto nella sezione libri, ciao ; )

(quanto tra gli asterischi ***è aggiunto dopo il primo inserimento di questo post)


Ultima modifica di mariarosaria tarallo il Gio Dic 18, 2008 12:36 am, modificato 3 volte

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Re: SESSUALITA' E DISABILITA'

Messaggio  colomba.persico il Mer Dic 17, 2008 11:31 pm

Antonella Rivellino ha scritto:Trovo che l'iniziativa del Kamasabile sia ottima,
potrebbe aiutare chi ha un problema del genere a rendersi conto che non è solo e che è possibile superare questi ostacoli.
Hai perfettamente ragione Alessia,quando parli di senso di inadeguatezza maschile,è un problema davvero...


grazie per aver postato questo articolo

Anch'io concordo con Antonella, credo ke il caso Kamasabile sia estremamente positivo, potrebbe aiutare tantissime persone che sono in quella situazione, rendersi conto che non si è soli è fondamentale per affrontare diverse problematiche.
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Ma esiste un diritto al sesso per i disabili?

Messaggio  schettino elena il Gio Dic 18, 2008 12:13 am

A dire il vero fino ad oggi non mi ero mai posta il problema solo ora prendendo spunto da tutti i vostri interventi mi sono resa conto di quanto la dimensione sessuale sia avvertita e vissuta anche dai disabili….ho fatto un po’ di ricerche su internet e ci tenevo a riportarvi alcuni stralci …….

Credo sia importante riflettere su questo brano contenuto nel libro Il vizio di vivere di Rossana Benzi, costretta a vivere in un polmone d'acciaio perché colpita da poliomielite

[….] avevo 24 anni quando conobbi Mario. Il nostro amore fu un frutto che maturò in fretta e su un albero robusto […] Che fossimo sereni o cupi, fummo mescolati e di noi fu dipinto il mondo.
<<Perché non mi dai un bacio?>>, gli chiesi, <<sono sicura che andresti in crisi>>.
Non andò in crisi, imparò ad applicarmi la campana di vetro attorno al collo, a porgermi il boccaglio dell'ossigeno. Imparò ad aprire il polmone come doveva fare Germano per spostarmi da una macchina all'altra. Seppe accedere al mio corpo senza bisogno di manuali. Mi spogliò come un uomo spoglia una donna che ama. Mi s postò e condusse all'amore questo fisico che non può muoversi da solo, ma sa provare perfettamente le emozioni. Desiderai finalmente di essere portata via dalla sua forza, dalla sua voglia, di ascoltare all'orecchio il suo respiro affannato, di godere del piacere che mi procurava, di sentire il mondo, la vita, i fiori, i campi di grano, i raggi di sole, le gocce di pioggia….mischiando tutto.
Dovevo solo respirare, non perdere il boccaglio e attendere le sensazioni al varco.

Anche la seguente testimonianza è estremamente significativa:

Giovanna cammina con il bastone. Giovanna mi piace. Giovanna cammina traballando e la gente la segue con lo sguardo. Giovanna mi piace. Giovanna è spastica, le gambe rigide, gli occhi verdi, il braccio sinistro che non si stende del tutto. Quel pomeriggio sul prato ci siamo baciati, ci siamo abbracciati, era come se ci conoscessimo da tanto tempo. Non ha dovuto chiedermi: e la mia disabilità? Non ho dovuto tranquillizzarla. Non me ne importa.
Lo scoglio del problema disabilità non esiste. Non esiste per lei. Non esiste per me....
Io amo Giovanna spastica e le <<bacchette magiche>> lei me le sbatterebbe in testa, urlandomi dietro con veemenza la sua voglia di essere persona disabile, il suo voler essere quello che è, e non sognare di volare libera come un uccello nel cielo azzurro. E quando ha partorito, forse qualcuno ha scoperto che anche le persone disabili possono fare l'amore. E fare l'amore è bello….

Quando si è cominciato a parlare del problema (diffusamente solo sul finire degli anni settanta), la reazione del pubblico è stata di curiosità, una curiosità non proprio scientifica, sotto certi versi anche morbosa. Del resto erano le stesse persone disabili a vergognarsene.

Ma chi riesce davvero a parlare liberamente di sesso?

Non sono certamente i fautori di una sessualità libera a tutti i costi, coloro che vogliono essere moderni e vogliono a tutti i costi <<sessualizzare>> alcune manifestazioni dei portatori di disabilità.

Bisogna ricordare con umiltà che il sesso, per quante rivoluzioni siano state fatte, rimane sempre se non un tabù, sicuramente un aspetto ancora inquietante, e che questo atteggiamento spesso non confessato è già un ostacolo alla piena realizzazione della sessualità nelle persone normali, figuriamoci nelle persone disabili. Il problema poi non può essere generalizzato: per cui, in tutta onestà, non siamo in grado di fornire ricette di comportamento adatte ad ogni occasione e a ogni disabilità: l'unico consiglio è quello di non far finta di niente e di non spegnere il televisore quando alcune scene trasmesse dovessero far emergere il problema.
Esiste una differenza anche nell'ambito del gruppo di appartenenza delle persone con la stessa disabilità, oltre a quella determinata dal tipo di disabilità.

Il problema maggiore, però, si presenta quando la disabilità è psichica, quando sono i genitori a dover interpretare i bisogni che preferirebbero nascondere: far finta di non capire cosa sta dietro a quella carezza, a quel bisogno di contatto corporeo che il figlio dimostra verso l'altro sesso; ignorare che il bisogno di coricarsi per terra, di muoversi di una figlia con grave psicosi, sono probabilmente l'unico modo che ha per soddisfare una sua pulsione naturale, spesso inconsapevole, non riconosciuta, ma sicuramente sentita..

Fisiologicamente, non c'è differenza tra la sessualità dei normodotati e quella degli alunni disabili mentali: vi è una uguaglianza sulla base del loro essere uomini o donne. Differenti possono essere le modalità di realizzazione della sessualità, considerando che questa realizzazione si compie non senza traumi anche nel ragazzo o nella ragazza normodotata/o.

schettino elena

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SEDIA A ROTELLE - AGENZIA MATRIMONIALE

Messaggio  Claudia De Pascale il Gio Gen 08, 2009 1:02 am

Come la maggior parte sanno,FACEBOOK è il boom del momento. Il social network nato a Harvad è esploso in tutto il mondo e di conseguenza anche il Italia. In Italia Facebook è diventato in poche settimane una vera e propria mania, si èdiffuso grazie al passaparola. Su facebook si organizzano feste, si discute, si creano amicizie, amori, quindi ancora una volta si parla di aggregazione, condivisione di contenuti, creazione e mantenimento di relazione, eccetera.
Girovagando in rete sono entrata in un forum di persone disabilie discutevano sulla novità di facebook.
Una "Agenzia matrimoniale" x disabili su facebook. per tutti isingle in sedia a rotelle, per chi cerca ragazza o ragazzo tutta italia!
Riporto discussione:
-Le relazioni e la sessualità con persone in sedia a rotelle a volte sono vissute come un tema tabù dalla nostra società, sconfiggiamo questo ostacolo ragazzi e ragazze!!!
-Buona idea. Mi sono iscritto, ma dubito che funzionerà
-ragazzi ma dai.... avete mai sentito parlare della parola DIGNITA? insomma parliamoci chiaro, così facendo, siamo i primi noi a considerarci "disabili".Io mi sento una persona normale, solamente con alcuni problemi fisici. leggendo post come questi, ho l'impressione, che voi stiate urlando al mondo: " esistono due mondi, i disabili e i sani".
-Buona idea. Mi sono iscritto, e spero che funzionerà.........

Claudia De Pascale

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Re: SESSUALITA' E DISABILITA'

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