IDENTITA'

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Re: IDENTITA'

Messaggio  aiello maria il Gio Dic 11, 2008 12:58 pm

Ciao Miriam questa poesia è molto triste però permette di affrontare una questione molto importante.
E' vero quando dici che,oggi ,la depressione è diventato il male del nuovo millennio e sono molte le persone vicine a noi che ne soffrono.
Io credo che sia giusto poter correlare questa tematica a quella proposta precedentemente sull' identità in quanto questo disturbo poterbbe essere assciato proprio alla "perdita" di identità.
Accade sempre più spesso che la società impone dei modelli e dei prototipi da seguire che privilegiano determinate persone e discrimina altre.
Oggi, perciò, si cade,, sempre più frequentemente, nel problema della perdita di identità e della difficoltà di riuscire a definire quest'ultima.
Per me l' identità è un modo di essere,ciò che caratterizza la persona in quano tale e non un modo di omologarsi alla cultura o alla società di appartenenza,visto che quest' ultima detrmina forti difficoltà e squilibri.
Grazie per la riflessione offerta
CIao sunny

aiello maria

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Re: IDENTITA'

Messaggio  rita_anvg il Gio Dic 11, 2008 1:26 pm

mariarosaria tarallo ha scritto:Question e in che senso, Rita, contribuisce a marcare ancor di più la nostra identità, secondo te?

(come se non bastassero i nostri confronti a due e a tre su MSN e al telefono ; )) Like a Star @ heaven


Rosaria forse riesco a spiegarmi meglio con un paragone...
Mettiamo il caso di un vaso di ceramica, lo si modella pian piano, e si aggiungono sempre nuovi dettagli, molti colori...rimmarrà sempre un vaso, ma sarà sempre di + contornato da dettagli che lo renderanno IL VASO
non riesco a spiegarmi, ma forse così mi viene più semplice Smile intendevo questo per marcare...ogni definitura, ogni modifica ed accorgimento del nostro io accentua sempre di più la nostra identità (personale ovviamente, nn intendo quella golbale, ma probabilmente il discorso potrebbe essere esteso anche in questa sfera).
Confido nella tua capacità di comprendere i miei ragionamenti Laughing buona giornata sunny
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Re: IDENTITA'

Messaggio  miriam.montella il Gio Dic 11, 2008 1:44 pm

Le malattie mentali si distinguono in psicosi e nevrosi. Le psicosi, tra cui la schizofrenia, sono le forme più gravi di sofferenze psichica dove una profonda lesione della personalità rende difficile il rapporto con se stessi e col mondo esterno mentre le nevrosi sono più frequenti e meno gravi in quanto l’individuo riesce a mantenere un buon contatto con la realtà.A TAL PROPOSITO VOGLIO RICORDARVI LA CANZONE CON CUI CRISTICCHI VINSE SANREMO CHE AFFRONTA PROPRIO QUESTO TEMA CIOè L'AMORE DI 2 PERSONE CHE SI TROVANO IN MANICOMIO..
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita sono vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.
SECONDO ME è IN ASSOLUTO LA CANZONE +BELLA sunny

miriam.montella

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Re: IDENTITA'

Messaggio  rita_anvg il Gio Dic 11, 2008 5:46 pm

Miriam ti ringrazio per aver postato sia il testo di questa bellissima canzone, sia la poesia...
E' veramente particolare il modo in cui le parole riescano a prendere forma e a commuovere quando raccontano le sofferenze umane.
Complimenti per la scelta Smile buona giornata a tutti
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Re: IDENTITA'

Messaggio  angela cecere il Ven Dic 12, 2008 1:43 pm

Forse la metafora dal vaso proposta da Rita è la più adatta ad esplicitare come "idettagli" ovvero le diverse esperienze modellano l'identità di una persona Exclamation

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Re: IDENTITA'

Messaggio  angela cecere il Ven Dic 12, 2008 1:44 pm

Forse la metafora dal vaso proposta da Rita è la più adatta ad esplicitare come "idettagli" ovvero le diverse esperienze modellano l'identità di una persona Exclamation

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Identità

Messaggio  alessia verre il Ven Dic 12, 2008 5:24 pm

Ciao a tutte,volevo fare prima di tutto i complimenti ha Rosaria per ciò che ha scritto mi ha colpito molto,specialmente quando hai detto:Identità secondo me:

quello che sono stato
quello che vado conoscendo di ciò che sono stato


quello che sono
quello che conoscerò di quello che sono


quello che sarò grazie a quello che sono stato e che sono


quello che non sono stato
e quello che non sono
per cause esterne ed interne a me stesso;

ma che avrei voluto essere (= sogni e desideri).
Comunque già nel desiderare di esserlo
noi siamo quello che non siamo stati
e che apparentemente non siamo
perché fa comunque parte di noi.

Sono pienamente daccordo Rosi,mi piace molto ciò ke hai scritto,è vero tutto ciò va a costruire la nostra identità...e anche sui valori sono pienamente daccordo ,per me occupano una parte fondamentale dell'identità,la vanno a definire anche se come dicevi tu Rosaria anche quelli co il tempo con le varie esperienze mutano,ma comunque fanno parte di noi,Ma la famiglia come nucleo fondamentale della formazione dell'identità secondo te può andare?cioè mi spego secondo me è la famiglia che in certo senso ti "fornisce"gran parte dei valori,dei modi di essere che ne dite?

alessia verre

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poesia

Messaggio  alessia verre il Ven Dic 12, 2008 5:32 pm

Complimenti Miriam,per la poesia molto ma molto bella mette davvero in evidnzia ciò che è la depressione e sono daccordo con chi dice che può essere intesa come perdità di identità,non sapere più chi sei,cosa vuoi,cosa vorresti essere,non si hanno più sogni desideri speranze che ti alimentano,ma l'unica cosa che si vuole fare è morire perchè ormai non si hanno più obiettivi,ma secondo voi per arrivare a perdere tutto ciò cosa deve succedere,quali sono i fattori scatenanti che ti fanno pedere l'identità??

alessia verre

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Amnesia,come perdità di identità

Messaggio  alessia verre il Ven Dic 12, 2008 5:50 pm

Volevo farvi riflettere su questo tema:L'amnesia,come perdità di identità.Facendo ricerca ho trovato delle cose interessanti da proporvi:

I disturbi dissociativi sono quattro: amnesia dissociativa, fuga dissociativa, disturbo di depersonalizzazione, disturbo dissociativo d'identità. Essi si caratterizzano per profonde alterazioni di coscienza, memoria, senso di identità e percezione della realtà. Le persone colpite da questi disturbi possono essere incapaci di rievocare eventi importanti della loro esistenza, oppure possono dimenticare per un periodo di tempo la propria identità o arrivare ad assumerne una nuova; possono inoltre allontanarsi dai luoghi dove abitualmente risiedono. I disturbi dissociativi possono essere diagnosticati solamente uno per volta, e non possono presentarsi contemporaneamente nello stesso paziente. La diagnosi che ha la precedenza è quella del disturbo dissociativo d'identità, seguita da fuga dissociativa,amnesia dissociativa e depersonalizzazione.

Quello che mi sembrava più interessante era questo:

Disturbo dissociativo dell'Identità: nel disturbo dissociativo di Identità la persona manifesta almeno due distinte identità o stati di personalità del tutto indipendenti, ciascuno con propri modi costanti di percepire, relazionarsi e pensare nei confronti di se stesso e dell'ambiente. Essi emergono e si manifestano assumendo ricorrentemente il controllo della persona in tempi diversi, e spesso accade che un'identità non abbia memoria dell'altra, non sia quindi cosciente dell'esistenza dell'altra e non ne possa serbare alcun ricordo. L'identità primaria, come le altre identità secondarie, sono consapevoli però di avere delle lacune nella memoria e talvolta hanno un sentore le une delle altre. Solitamente le varie personalità sono molto diverse l'una dall'altra, anche opposte, arrivando ad essere destrimane o mancine, o ad avere differenti allergie.
Questo disturbo esordisce nell'infanzia, ma generalmente viene diagnosticato soltanto nell'adolescenza; esso è più pervasivo degli altri disturbi dissociativi e spesso assume la forma di cronicità, precludendo la possibilità di un recupero completo. La compresenza con altre diagnosi è frequente, come con depressione,disturbo borderline di personalità e disturbo di somatizzazione (2). che ne dite!?!

alessia verre

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Re: IDENTITA'

Messaggio  angela rivieccio il Lun Dic 15, 2008 9:44 pm

Stiamo approfondendo(io,mia cugina omonima e Alessia Verre ),il tema dell'identità e tutti i suoi aspetti e devo dire che ci appassiona sempre di più.Ci piace tanto.L'identità è alla base di tutto.
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Re: IDENTITA'

Messaggio  Marianna A. Russo il Mar Dic 16, 2008 12:53 am

Il tema dell'identità è molto ampio e interessante e navigando su un sito internet mi è saltato agli occhi l'argomento che noi abbiamo identità multiple perchè rivestiamo più ruoli. E' giusto chiarire che l'identità è contestuale e relazionale, cioè essa può variare in base al contesto, al ruolo che si intende assumere in tale contesto ed alla posizione che si gioca (o ci viene fatta giocare dagli altri con le loro identità) all'interno delle nostre relazioni.E comunque complimenti ragazze per il tema scelto Smile
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per me

Messaggio  Angela Lucia D'Agostino il Lun Dic 22, 2008 5:46 pm

l'identita' e' in continuo divenire ,si costruisce e si sviluppa nella relazione con l' altro attraverso un confronto e un' integrazione delle differenze.E' proprio quando percepiamo la distanza che c'e' tra noi e gli altri che ci rendiamo conto che esiste una nostra identita' . Wink

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Re: IDENTITA'

Messaggio  rita_anvg il Lun Dic 22, 2008 5:57 pm

Angela Lucia D'Agostino ha scritto:l'identita' e' in continuo divenire ,si costruisce e si sviluppa nella relazione con l' altro attraverso un confronto e un' integrazione delle differenze.E' proprio quando percepiamo la distanza che c'e' tra noi e gli altri che ci rendiamo conto che esiste una nostra identita' . Wink

Io concordo pienamente anche su quello che ci ha appena detto Angela, un modo più appropriato per spiegare la mia metafora sul vaso Very Happy
Buona giornata
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identità

Messaggio  gemma.ranieri il Lun Dic 22, 2008 8:41 pm

Io non son d'accordo su queste parole:"E' proprio quando percepiamo la distanza che c'e' tra noi e gli altri che ci rendiamo conto che esiste una nostra identita'".
Ritengo pittosto che l'identità prescinde dalle distanze e magari si struttura con il confronto con l'altro, ma io rimango me stesso indipendentemente dall'altro.....

gemma.ranieri

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Re: IDENTITA'

Messaggio  rita_anvg il Mer Dic 24, 2008 3:25 pm

gemma.ranieri ha scritto:Io non son d'accordo su queste parole:"E' proprio quando percepiamo la distanza che c'e' tra noi e gli altri che ci rendiamo conto che esiste una nostra identita'".
Ritengo pittosto che l'identità prescinde dalle distanze e magari si struttura con il confronto con l'altro, ma io rimango me stesso indipendentemente dall'altro.....

Mi permetto di interpretare le parole di Lucia in risposta a Gemma Very Happy
Io credo che Lucia intendesse la distanza come "diversità"...più usciamo dall'omologazione, più ci arricchiamo di diversità (in senso buono) e più ognuno di noi acquista un'identità solo propria...unica e diversa!
Un pò come le impronte digitali, sono tutte simili ma diverse nei dettagli, ed è questo che fa di noi UN ESSERE UNICO, la nostra identità rintracciabile da un'impronta Smile
Spero di essermi espressa bene!

Buona viglilia ragazze e buon Natale santa
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Re: IDENTITA'

Messaggio  mariarosaria tarallo il Ven Dic 26, 2008 2:25 am

Ciao, innanzitutto rinnovo gli auguri di Buon natale e di buone feste di fine d'anno a tutti voi.
Vorrei ringraziare in modo particolare Alessia per le sue parole di apprezzamento e per avere dato input notevoli a questo confronto.Sono d'accordo senz'altro anch'io con quanto ha affermato Lucia, avendo inteso che quella distanza a cui allude sta a significare semplicemente il percepirSI rispetto all'altro da sè e questo è possibile proprio solo nella distanza, in quel sentirsi, appunto, altro rispetto a chi ci sta davanti.
Non si tratta, certamente, di una distanza divisoria in senso negativo.
In quanto alla tua proposta di confronto sul ruolo determinante nella famiglia nella formazione dell'identità di un individuo, in parte sono d'accordo, cioè, sicuramente, in ambito familiare si ricevono degli inputs in tal senso, ma poi la vita porta a fare dei percorsi che talvolta consistono nello sradicamento di quei valori ricevuti, soprattutto se essi non costituiscono un potenziale positivo.
Grazie, Alessia, davvero il tuo contributo ha ravvivato molto la discussione, conto ancora sulla tua partecipazione e sempre ti leggo volentieri, allo stesso modo tutti voi. Buon Natale, friends, a presto, ciao ; )

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Messaggio  Rossella Accardo il Lun Dic 29, 2008 2:04 pm

MEGHNAGI: Spesso quando ci riferiamo all'identità - tanto individuale quanto collettiva - tendiamo a "pietrificare" il concetto, dando per scontato che si tratti di un qualcosa di fisso. In realtà la nostra esperienza è frutto di un continuo interagire con il mondo: nel momento in cui nasciamo sono gli altri a proporci uno spaccato di realtà attraverso cui definirci, e in seguito riusciamo a costruire una nostra rete di relazioni e rapporti tramite una continua interazione con il mondo. Coloro che tendono a cristallizzare l'identità in un'entità fissa e rigida sono soprattutto gli ideologi, i quali mirano a costruire differenze arbitrarie separando gli individui gli uni dagli altri in base a schemi prefissati. Se le persone non riescono ad interrogarsi a fondo per ridefinire costantemente la propria identità e costruire in maniera creativa la propria esistenza, allora corrono il rischio di rifugiarsi in una sorta di "feticcio di identità". Ogni individuo può attraversare un momento di smarrimento in cui non sa più determinare chi sia, dove stia andando e chi siano coloro che lo hanno preceduto: l'uomo torna ad interrogarsi su di sé proprio nei periodi più difficili. Una delle grandi conquiste del pensiero democratico é stata la valorizzazione dell’identità del singolo. Molti retaggi del passato continuano a parlarci e tocca a noi interrogarli, proprio come faceva Edipo con la Sfinge: l’individuo deve scoprire e riscoprire di continuo il valore dell’interrogazione. Smarrito tale valore non resta che rifugiarsi nel feticcio.
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